Certificazione Unica 2018 (ex Cud): guida pratica per lavoratori dipendenti e autonomi

Redazione - Certificazione Unica

Certificazione unica 2018 (ex modello Cud): guida pratica per lavoratori dipendenti e autonomi.

Certificazione Unica 2018 (ex Cud): guida pratica per lavoratori dipendenti e autonomi

In questo intervento proviamo a fornire ai nostri lettori una guida pratica sulla certificazione unica (l’ex modello CUD), con particolare riferimento alle istruzioni ed alle relative scadenze.

La certificazione unica (CU) è il documento fiscale che i sostituti d’imposta devono produrre per certificare i redditi di lavoro dipendente e assimilati, i redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi.

La Certificazione Unica deve essere rilasciata al lavoratore dipendente o autonomo percipiente - percettore delle somme -, utilizzando il modello sintetico entro la scadenza del 31 marzo (era il 28 febbraio fino al 2016) di ogni anno e trasmessa all’Agenzia delle Entrate, utilizzando il modello ordinario entro il 7 marzo, in via telematica. Quest’anno il 31 marzo cade di sabato ed il successivo lunedì 2 aprile 2018 è il giorno di Pasquetta; di conseguenza per quest’anno la data di scadenza della consegna delle certificazioni uniche da parte del datore di lavoro è il prossimo 3 aprile 2018.

La trasmissione in via telematica delle certificazioni uniche dei compensi degli autonomi, non interessati dal modello 730 precompilato, probabilmente potrà essere predisposta entro la scadenza prevista per il modello 770/2018 ovvero prossimo il 31 ottobre. Usiamo il condizionale perché si tratta di una “prassi” seguita dall’Agenzia delle Entrate negli ultimi tre anni ma non suffragata da alcuna norma di legge.

Ecco la nostra guida completa alla certificazione unica 2018 (ex CUD).

Cos’è la certificazione unica (ex CUD) ritenute lavoratori dipendenti e autonomi

La certificazione unica ex CUD 2018 rappresenta quindi un documento fiscale comprovante la percezione di un reddito da parte di un contribuente (lavoratore dipendente o lavoratore autonomo).

Chi deve emettere la certificazione unica 2018 (ex CUD)?
La certificazione unica ex CUD deve essere emessa dal datore di lavoro ovvero dal soggetto committente che ha erogato redditi di lavoro autonomo, redditi diversi e provvigioni.

Certificazione Unica ex CUD 2018 dipendenti e autonomi: scadenza e sanzioni diverse

Per il periodo d’imposta 2018, l’Agenzia delle Entrate deve ancora chiarire se rimane valida la differenza tra scadenza e sanzioni delle due diverse configurazioni di certificazione unica:

  • certificazione unica 2018 dipendenti;
  • certificazione unica 2018 autonomi.

Per la certificazione unica 2018 dipendenti, il termine di scadenza del 7 marzo 2018 deve considerarsi perentorio.

Ciò in quanto i dati contenuti nella certificazione unica 2018 devono confluire nel modello 730 precompilato entro i termini previsti dalla normativa fiscale.

Per la scadenza delle certificazioni uniche 2018 autonomi, invece, il termine di scadenza del 7 marzo negli anni scorsi non è stato considerato perentorio, salvo che queste certificazioni non dovessero poi confluire nel modello 730/2018 precompilato.

Di conseguenza, per le certificazioni uniche 2018 autonomi ci si attende che l’invio telematico possa essere effettutato -senza l’aggravio di sanzioni- entro la data di scadenza prevista per il modello 770/2018 ovvero il 31 ottobre.

A questo proposito non possiamo non segnalare come questo rappresenti un’evidente anomalia legislativa, tra l’altro confermata anche dal comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate dello scorso anno. Perché parliamo di anomalia? Perché ogni anno parliamo di proroga della certificazione unica cu autonomi: ma non si tratta di una proroga bensì di una sorta di “termine di tolleranza” durante il quale l’Agenzia delle Entrate non applica le sanzioni previste per i dipendenti.

Chi deve ricevere la certificazione unica ex CUD e perché?
La certificazione unica ex CUD viene quindi emessa e inviata dal soggetto che ha effettuato il pagamento. Ovviamente si tratta del datore di lavoro (sostituto d’imposta) nel caso dei lavoratori dipendenti (sostituiti). Sono quindi i lavoratori dipendenti a dover ricevere la certificazione unica. Per quale motivo?

Per i lavoratori dipendenti la certificazione unica ex CUD è fondamentale perché attesta il regolare versamento delle ritenute fiscali e previdenziali da parte del datore di lavoro; la certificazione unica ex CUD assume particolare importanza anche perché i relativi dati sono fondamentali per la compilazione del modello 730 ordinario o precompilato che sia.

In altre parole, con la certificazione unica ex CUD l’Agenzia delle Entrate può disporre di tutti i dati relativi ai redditi da lavoro dipendente che verranno inseriti nel modello 730 precompilato del lavoratore.

Scadenza certificazione unica ex CUD: cosa succede se il datore di lavoro non consegna la certificazione unica al lavoratore?

La scadenza della certificazione unica ex CUD è il 31 marzo di ogni anno (era il 28 febbraio fino al 2016).

Entro tale data datore di lavoro e azienda devono consegnare la certificazione unica ai lavoratori dipendenti e autonomi.

Il datore di lavoro può consegnare la certificazione unica ex CUD al lavoratore in due diverse modalità:

  • in forma cartacea;
  • via mail.

La certificazione unica ex CUD cartacea si compone di due fogli:

  • nel primo foglio sono riportati tutti i dati anagrafici di chi ha percepito il reddito, oltre alla firma da parte del datore di lavoro;
  • nel secondo foglio sono riportati i dati fiscali tipici della certificazione unica ovvero i redditi erogati e le detrazioni effettuate, distinte per tipologia.

La certificazione unica ex CUD può essere inviata via mail esclusivamente a condizione che il datore di lavoro abbia la certezza che il lavoratore dipendente sia in condizione di ricevere la mail e stamparne il contenuto.

I lavoratori dipendenti e autonomi devono conservare la certificazione unica ex CUD in vista della successiva compilazione della dichiarazione dei redditi (modello 730 per i lavoratori dipendenti o modello UNICO per i lavoratori autonomi).

Ove il contribuente si accorga che i dati riportati nella certificazione unica ex CUD non sono corretti deve darne tempestiva comunicazione al datore di lavoro/committente che ha emesso il documento, al fine di farne comunicare la correzione all’Agenzia delle Entrate.

Allo stesso modo il lavoratore dipendente deve segnalare all’Agenzia delle Entrate l’eventuale scorrettezza del datore di lavoro inadempiente, soprattutto in caso di mancata consegna della certificazione unica ex CUD nei tempi e con le modalità previste. L’Agenzia delle Entrate deve, infatti, sanzionare tale comportamento.

Certificazione Unica ex CUD: sanzioni per l’azienda/datore di lavoro

La certificazione unica ex CUD è soggetta alle sanzioni previste dal nuovo sistema sanzionatorio di cui al combinato disposto della Legge di Stabilità 2016, del Decreto Legislativo 158/2015 e del Decreto Legislativo 151/2015 (meglio noto come "decreto semplificazioni").

Sanzioni certificazione unica ex CUD per il datore di lavoro in caso di errori, ritardo od omissioni

Sanzioni certificazione unica ex CUD: cosa rischia il datore di lavoro?

Recentemente, il combinato disposto della Legge di Stabilità 2016, del Decreto Legislativo 158/2015 e del Decreto Legislativo 151/2015 ha fortemente riformato il sistema delle sanzioni previste a carico del datore di lavoro in caso di ritardo, omissione ed errori nella redazione ed invio telematico della certificazione unica ex CUD.

Ecco un’utile tabella riassuntiva con le sanzioni attualmente previste in caso di ritardo, errori ed omissioni in materia di certificazione unica ex CUD:

Fattispecie Sanzioni previste
Certificazione Unica omessa, tardiva o errata 100 euro per singola certificazione con limite massimo di 50.000 euro per anno e sostituto d’imposta
Certificazione Unica errata trasmessa entro il 7 marzo 2016, poi corretta e nuovamente trasmessa entro 5 giorni nessuna sanzione
Certificazione Unica errata trasmessa entro il 7 marzo 2016, poi corretta e nuovamente trasmessa entro 60 giorni 33,33 euro per singola certificazione con limite massimo di 20.000 euro per anno e sostituto d’imposta

Di conseguenza, per ogni certificazione omessa, tardiva o errata è prevista l’applicazione di una sanzione pari a 100 euro per singolo adempimento con il limite massimo di 50.000 euro e sostituto d’imposta per il periodo d’imposta 2016.
Se, invece, viene trasmessa una certificazione unica errata, poi corretta e nuovamente trasmessa entro 5 giorni non si incorre in nessuna sanzione.
Nel caso in cui, infine, si trasmetta una certificazione unica errata, poi corretta e nuovamente trasmessa entro 60 giorni si incorrerà nelle sanzioni ridotte di 1/3 e quindi pari ad euro 33,33. In quest’ultimo caso cambiano anche i limiti massimi di applicazione delle sanzioni, che scendono a 20.000 euro per periodo d’imposta e sostituto.