Dal Parlamento la richiesta di sanzioni più leggere per POS e cassa, ma anche di un maggiore controllo sugli strumenti usati per gli scontrini elettronici: le novità candidate a entrare nel Decreto Omnibus
Dopo diversi mancati tentativi, il Decreto Omnibus sembra essere l’occasione giusta per alleggerire le sanzioni previste su POS e cassa, che da inizio anno sono state potenziate in relazione al nuovo obbligo di collegamento.
Allo stesso tempo si va verso regole più rigide sugli strumenti usati per gli scontrini elettronici: anche i software e tutte le formule alternative al Registratore Telematico devono rispettare gli stessi standard.
Le novità dovrebbero trovare spazio nella versione definitiva dell’ultimo decreto legislativo di attuazione della riforma fiscale messo in cantiere che dovrebbe tornare al vaglio del Consiglio dei Ministri già la prossima settimana. Le commissioni parlamentari hanno dato il loro via libera sul testo approvato in via preliminare tra il 29 e il 30 luglio richiedendo, però, anche una serie di integrazioni.
| IN SINTESI: Come funziona l’attuazione della riforma fiscale? |
|---|
| Con la Legge delega, è stato affidato al Governo il compito di rivedere il sistema tributario, modificando la normativa fiscale con dei decreti legislativi di attuazione che vengono approvati in via preliminare dai Consigli dei Ministri. I testi poi passano al vaglio delle Commissioni parlamentari che devono fornire dei pareri sul loro contenuto, solo successivamente possono essere approvati definitivamente con un nuovo via libera del Governo. Dai decreti legislativi di attuazione derivano anche i decreti attuativi, di rango inferiore. Sono provvedimenti finalizzati a dettagliare le novità fiscali previste e vengono adottati da Ministeri o altri enti competenti per materia. |
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Si va verso sanzioni più leggere su POS e cassa: le novità nel cantiere del Decreto Omnibus
Il lavoro sul decreto omnibus ora torna nelle mani del Governo che dovrà inserire in questo provvedimento contenitore nuovi elementi.
Dal concordato preventivo ai Testi Unici le modifiche proposte assomigliano a un pacchetto di emendamenti, pur avendo natura diversa perché diverso è l’iter normativo che un decreto legislativo deve seguire.
Spetta all’Esecutivo trovare la formulazione esatta delle novità, dal Parlamento arrivano delle direttive. E così è anche per le sanzioni su POS e cassa.
Il suggerimento è quello di adottare “iniziative normative volte a rendere maggiormente proporzionato il regime sanzionatorio relativo alle violazioni degli obblighi di memorizzazione o trasmissione dei pagamenti elettronici e di collegamento tra strumenti di pagamento elettronico e registratori telematici”.
La strada da seguire, per le Commissioni, è una “riduzione delle sanzioni amministrative pecuniarie attualmente vigenti e il superamento delle relative sanzioni accessorie di sospensione dell’attività”, che attualmente arrivano fino a 4.000 euro e uno stop che può durare anche 6 mesi.
| Violazioni | Sanzioni previste |
|---|---|
| Mancato collegamento POS - cassa | Da 1.000 a 4.000 euro - Sanzione accessoria con sospensione dell’attività da 15 giorni a 2 mesi (fino a 6 mesi in caso di recidiva) |
| Mancate o tardive trasmissioni o errori sui dati | 100 euro per ogni singola violazione, fino a 1.000 euro per trimestre per violazioni formali - Sanzione accessoria con sospensione dell’attività fino a 6 mesi in caso di 4 violazioni in 5 anni |
Dall’inizio dell’anno sono state proposte diverse ricette per alleggerire le sanzioni, come l’introduzione di una soglia di tolleranza del 5 per cento per gli errori formali o la riduzione netta degli importi, come la soglia massima o l’importo di 100 euro per ogni operazione.
E il Decreto Omnibus rappresenta l’occasione per stabilire una linea di equilibrio, considerando le diverse strade percorribili.
Si alza il livello di guardia sugli strumenti usati gli scontrini elettronici
Accanto a una linea più morbida delle sanzioni, però, c’è anche la richiesta di seguire una direzione più rigida sugli strumenti usati per gli scontrini elettronici.
In questo caso si dovrà intervenire direttamente sull’articolo 82 del decreto legislativo 19 gennaio 2026, n. 10 che regola la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi.
“Qualsiasi sistema tecnologico che realizzi direttamente o indirettamente funzioni di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi debba essere assoggettato ai medesimi requisiti di verifica, controllo, certificazione e approvazione previsti per i registratori telematici”, si legge nel parere.
In altre parole, si può andare anche oltre l’utilizzo dei classici Registratori Telematici, a patto che si possano garantire gli stessi standard e che si resti nel perimetro definito dalla normativa.
Inoltre il rapporto tra l’esercente e l’Agenzia delle Entrate deve restare diretto: sono da escludere “forme di intermediazione, automazione o intervento diretto o indiretto” che possano alterarlo.
L’indicazione è perfettamente coerente con le ultime novità introdotte con il collegamento tra POS e cassa: l’obiettivo è quello di dare all’Amministrazione finanziaria un quadro chiaro e aggiornato degli strumenti che negozi, bar e ristoranti usano per incassare le somme dai clienti e un flusso diretto e costante di dati relativi a pagamenti e scontrini elettronici.
Nel dialogo tra le attività e l’Agenzia delle Entrate non possono esserci interferenze, anche perché i primi mesi di operatività hanno confermato il valore economico della combo POS-RT per le casse dello Stato.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: In cantiere sanzioni più leggere su POS e cassa, più controllo sugli scontrini elettronici