Ruffini: “Ecco gli interventi di riforma della riscossione”

Alessio Mauro - Fisco

Ruffini, direttore dell'Agenzia delle Entrate e presidente AdER, propone la sua riforma della riscossione: c'è bisogno di un nuovo sistema di remunerazione dell'attività di recupero e di una revisione del meccanismo dell'inesigibilità. Il magazzino ruoli vale 987 miliardi di euro e le rottamazioni non bastano a ridurre le somme da riscuotere. I dettagli nell'audizione del 14 settembre 2020 presso la Camera dei Deputati.

Ruffini: “Ecco gli interventi di riforma della riscossione”

Un nuovo sistema di remunerazione dell’attività di recupero con stanziamento annuale a carico del Bilancio dello Stato e una revisione del meccanismo dell’inesigibilità. Sono questi i due pilastri di una potenziale riforma della riscossione secondo Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia delle Entrate e presidente AdER, che ha colto l’occasione dell’audizione sull’utilizzo del Recovery Fund del 14 settembre 2020 presso la Camera dei Deputati per formulare la sua proposta.

Il punto di partenza è una fotografia dell’Agenzia delle Entrate Riscossione: dall’istituzione dell’Ente che ha sostituito Equitalia permettendo una riorganizzazione delle attività, ma che ancora si porta dietro modelli inapplicabili e poco efficienti, fino alla mole enorme del Magazzino ruoli.

Agenzia delle Entrate - Audizione alla Camera dei Deputati, VI commissione Finanze del direttore Ernesto Maria Ruffini
Individuazione delle priorità nell’utilizzo del Recovery Fund, con particolare riferimento a possibili interventi di riforma del sistema fiscale e della riscossione.

Ruffini e la proposta di una riforma della riscossione: necessario un nuovo meccanismo di inesigibilità

Il quadro normativo eccessivamente macchinoso che impone attività quasi uguali per tutte le tipologie di credito iscritte a ruolo e la mancanza di una prassi di cancellazione dei debiti arretrati e ormai inesigibili sono due delle cause alla base dell’inarrestabile crescita del Magazzino AdER.

Dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2020 il suo valore è arrivato a 987 miliardi di euro ed è composto in buona parte da importi “solo formalmente ancora da riscuotere”.

Nell’audizione con la Commissione Finanze e Attività produttive della Camera dei Deputati del 22 aprile 2020, lo stesso Ernesto Maria Ruffini sottolineava che il 40% dei debiti risultava come “difficilmente esigibile”, in alcuni casi dovuti da soggetti falliti, da persone decedute e imprese cessate, da nullatenenti. Una situazione che, ovviamente, non accenna a cambiare.

Neanche gli interventi di Pace Fiscale riescono a scalfire in modo significativo la mole del Magazzino AdER che, invece, risulta alimentata dalla mancanza di una prassi di cancellazione dei debiti arretrati e ormai inesigibili e dalle continue proroghe dei termini di presentazione delle comunicazioni di inesigibilità.

“Con l’ultima proroga disposta dall’art. 68 del DL n. 18/2020 i termini sono stati ulteriormente prorogati e le prime comunicazioni di inesigibilità saranno trasmesse entro il 31 dicembre 2023 per i ruoli consegnati nell’anno 2018, mentre i crediti più vetusti, la cui speranza di riscossione è assai remota, rimarranno ancora molti anni all’interno del magazzino. I crediti affidati nell’anno 2000, quindi 20 anni fa, saranno definitivamente rendicontati e cancellati solamente tra 22 anni.

Ci si concentra, insomma, sugli obiettivi sbagliati per Ernesto Maria Ruffini che propone di superare il problema con una riforma della riscossione che parta anche da una revisione del meccanismo di esigibilità basato su due elementi principali:

  • la considerazione che il perimetro entro cui è svolta l’attività di riscossione è totalmente pubblico;
  • la definizione di una modalità per il discarico del credito dopo un certo numero di anni dalla data di affidamento, senza complessi oneri amministrativi.

“L’azione di recupero, ispirandosi a principi di efficacia e di economicità, potrebbe, quindi, essere maggiormente adeguata alla capacità operativa dell’Agente della riscossione e il controllo sulla sua attività orientato alla conformità rispetto agli obiettivi e alle prescrizioni stabiliti nell’ambito dei rapporti istituzionali”.

Ruffini, riforma della riscossione: serve un nuovo sistema di remunerazione dell’attività di recupero

Ma nell’ottica di una riforma della riscossione, lo sguardo del presidente AdER non è rivolto solo verso l’esterno ma anche verso l’interno, sulla natura e la gestione dell’ente deputato a recuperare i crediti.

La nascita dell’Agenzia delle Entrate Riscossione il 1° luglio 2017, secondo Ernesto Maria Ruffini che l’ha vissuta molto da vicino, ha dato i suoi frutti da più punti di vista: è migliorata la funzionalità organizzativa, la gestione dell’intero territorio nazionale è diventata più uniforme e sono stati potenziati i servizi digitali per creare un filo diretto con i cittadini.

Ma il superamento del modello Equitalia non ha portato novità dal punto di vista della cosiddetta remunerazione dell’Agente della riscossione, che rimane fermo a un’impostazione ancora più remota.

“L’attuale sistema di remunerazione di Agenzia delle entrate-Riscossione è rimasto sostanzialmente immutato – se non per la soppressione dell’indennità di presidio riconosciuta fino al 2008 per fronteggiare i costi fissi di gestione, indipendentemente dai volumi di riscossione e dalle procedure esecutive poste in essere – rispetto al regime di concessione preesistente al DL n. 203/2005, ovvero a quando il servizio nazionale della riscossione era affidato a soggetti privati.”

Evidenzia il presidente Ruffini. Si tratta di un sistema basato essenzialmente su due pilastri:

  • l’aggio calcolato sulle somme riscosse e posto a carico del contribuente e a carico dell’ente creditore nel solo caso la riscossione avvenga entro i 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento;
  • i rimborsi forfettari dei diritti di notifica della cartella di pagamento e delle spese per le procedure di recupero, riscossi dai contribuenti o rimborsati dagli enti creditori nel caso di sgravio e di definitiva inesigibilità.

Il meccanismo di remunerazione della riscossione, per come è impostato attualmente, determina la necessità di ricorrere a misure compensative e non riesce a garantire un equilibrio economico-finanziario all’AdER, che potrebbe essere raggiunto secondo Ruffini con “l’adeguamento del sistema di remunerazione dell’Agente della riscossione alla sua natura pubblica, attraverso la previsione di uno stanziamento annuale a carico del bilancio dello Stato.

In conclusione, sottolinea Ruffini la priorità sono interventi di riforma strutturale sul sistema della riscossione:

“L’introduzione di un diverso sistema di remunerazione dell’attività di recupero nonché la revisione dell’attuale meccanismo dell’inesigibilità determinerebbero, per l’Ente preposto all’attività di riscossione nazionale, la possibilità di meglio pianificare la propria attività, e di ottimizzare ulteriormente, in relazione ai mezzi a disposizione, i risultati dell’azione di riscossione, i quali, attualmente, sono condizionati dal dover svolgere azioni di recupero che, troppo spesso, assumono carattere solo formale”.

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