Fino a 20 milioni di cartelle nel 2026, ma ad agosto tutto si ferma

Rosy D’Elia - Fisco

Per il 2026 l'Agenzia delle Entrate Riscossione stima una mole di cartelle da notificare tra i 16 e i 20 milioni, ma nessuno sprint sugli invii è previsto a luglio prima dello stop estivo. La conferma arriva direttamente dall'AdER

Fino a 20 milioni di cartelle nel 2026, ma ad agosto tutto si ferma

Le cartelle viaggiano spedite tramite PEC e raccomandate durante tutto l’arco dell’anno, tranne ad agosto. E non è previsto nessuno sprint prima della pausa estiva. Ad assicurarlo è l’Agenzia delle Entrate Riscossione con il comunicato del 6 luglio.

La necessità di fare chiarezza nasce in riferimento “ad alcuni articoli di stampa che segnalano un presunto aumento delle notifiche”. “Non si è registrato alcun picco”: precisa l’AdER sottolineando, al contrario, uno stop agli invii.

Cartelle, fino a 20 milioni di notifiche, invii in pausa ad agosto

L’Amministrazione finanziaria tranquillizza i contribuenti: c’è un’imminente tregua fiscale estiva e non c’è nessun costo anticipato da pagare per la battuta d’arresto sugli invii.

L’andamento delle notifiche di cartelle di pagamento e di atti di pignoramento segue il suo flusso ordinario in queste settimane: si tratta di “numeri assolutamente ordinari, in linea con l’anno precedente”.

Sebbene il comunicato stampa dell’AdER non fornisca dettagli sugli atti inviati e da inviare, il ritmo durante tutto l’anno è necessariamente serrato.

Nel piano operativo per il 2026, contenuto nello schema di convenzione triennale che il Ministero dell’Economia e delle Finanze firma con le Agenzie fiscali, l’Agenzia delle Entrate Riscossione si impegna ad assicurare una capacità produttiva per l’invio e la notifica, di un volume di atti compreso nell’intervallo tra 24 e 31 milioni di documenti.

In questo flusso le cartelle rappresentano la maggior parte: sebbene non sia possibile stimare i numeri certi, guardando agli anni scorsi, le notifiche da inviare ai contribuenti oscillano tra i 16 e i 20 milioni.

Cartelle in arrivo a ritmo serrato: la tregua estiva non è scontata

E c’è un altro aspetto da non sottovalutare per comprendere l’andamento delle comunicazioni in arrivo: tra le intenzioni dichiarate nel documento triennale, c’è anche la volontà di assicurare una tempestività delle procedure di riscossione: nel 2026 dovrà essere notificato almeno il 53 per cento delle cartelle di pagamento entro la fine del terzo mese successivo a quello di consegna.

E a fine anno è previsto “l’avvio di un’azione di recupero almeno per il 68 per cento del valore delle cartelle di pagamento, degli avvisi di addebito dell’INPS notificati nell’anno precedente nonché degli avvisi di accertamento esecutivi affidati dagli enti creditori nel medesimo anno precedente, rispetto al loro valore complessivo”.

È chiaro che con questi presupposti non si può indugiare troppo sugli invii, tranne ad agosto: “è prevista una sospensione della notifica delle cartelle di pagamento proprio per evitare disagi ai contribuenti durante le ferie estive”.

Con questa precisazione, l’Agenzia delle Entrate Riscossione annuncia un potenziamento della canonica tregua estiva.

Come previsto dall’articolo 10 del decreto legislativo n. 1 del 2024, negli ultimi due anni alla sospensione feriale di termini e scadenze si è aggiunto un blocco delle comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate, che si ripete anche a dicembre e che non si applica solo in “casi di indifferibilità e urgenza”.

La norma, però, parla esclusivamente di uno stop per avvisi bonari, comunicazioni relative a controlli e lettere di compliance. Un perimetro ben definito che rende le precisazioni dell’AdER tutt’altro che scontate.