Bonus vacanze, errore nell’ISEE: restituzione con la dichiarazione dei redditi 2021

Rosy D’Elia - Imposte

Restituzione bonus vacanze, errore nel calcolo del modello ISEE: si rimedia, senza sanzioni e interessi, nella dichiarazione dei redditi 2021. E non c'è alcun impatto per la struttura che ha applicato lo sconto. A chiarirlo è l'Agenzia delle Entrate con la risposta all'interpello numero 66 del 1° febbraio 2021.

Bonus vacanze, errore nell'ISEE: restituzione con la dichiarazione dei redditi 2021

Bonus vacanze, se è necessario procedere con la restituzione dopo averne beneficiato indebitamente per un errore nel calcolo del modello ISEE, è possibile farlo al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi 2021.

Per la struttura, o in generale per il fornitore dei servizi, che ha applicato lo sconto previsto dal tax credit vacanze non c’è alcun impatto: non perde il diritto ad utilizzarlo in compensazione.

Lo chiarisce l’Agenzia delle Entrate con la risposta all’interpello numero 66 del 1° febbraio 2021.

Agenzia delle Entrate - Risposta all’interpello numero 66 del 1 febbraio 2021
Interpello articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n. 212 - indebita fruizione del tax credit vacanze - articolo 176 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77.

Restituzione bonus vacanze, errore nell’ISEE: si rimedia nella dichiarazione dei redditi 2021

Come di consueto, lo spunto arriva dall’analisi di un caso pratico. Protagonista è un contribuente che ha usufruito, pur non avendone diritto, del bonus vacanze previsto dal Decreto Rilancio a causa di un errore nel calcolo del modello ISEE.

L’agevolazione può arrivare fino a un massimo di 500 euro, in base alla composizione del nucleo familiare. L’accesso al beneficio segue un doppio binario:

  • l’80% della somma a cui si ha diritto è accessibile tramite sconto sull’importo dovuto al fornitore del servizio turistico che, a sua volta, lo recupera sotto forma di credito di imposta;
  • il 20% restante sotto forma di detrazione d’imposta nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno di imposta 2020 o 202, in base all’anno in cui è avvenuto l’utilizzo.

La scadenza per usufruirne è fissata al 20 giugno 2021 e uno dei requisiti per beneficiarne è proprio quello di rispettare la soglia ISEE dei 40.000 euro.

Avendolo utilizzato indebitamente, il contribuente si rivolge all’Agenzia delle Entrate per conoscere le modalità per mettersi in regola.

Con la risposta all’interpello numero 66 del 1° febbraio 2021, l’Agenzia delle Entrate chiarisce:

“Qualora l’80 per cento del tax credit vacanze sia stato indebitamente fruito, lo stesso può essere restituito, senza sanzioni ed interessi, in sede di presentazione della dichiarazione (730 o REDDITI PF), mediante la compilazione degli appositi campi del modello prescelto”.

Bonus vacanze: le istruzioni per la restituzione tramite dichiarazione dei redditi

Il documento sottolinea che lo sconto diretto al momento del pagamento del servizio turistico presso la struttura prescelta, come la restante parte del 20%, si può inquadrare nella detrazione d’imposta, anche se se ne beneficia prima della presentazione della dichiarazione dei redditi.

A confermarlo sono anche le istruzioni del modello 730/2021. L’utilizzo del bonus vacanze deve essere indicato:

  • nella sezione VI, Dati per fruire di altre detrazioni d’imposta;
  • nel quadro E - Oneri e spese, dove si indicano le spese sostenute nell’anno 2020 che danno diritto a una detrazione d’imposta o a una deduzione dal reddito.

In particolare, è prevista la possibilità di indicare il codice 4 nel rigo E83, Altre detrazioni, per indicare l’importo del “credito d’imposta Vacanze non spettante, totalmente o parzialmente, e che è stato fruito, sotto forma di sconto per il pagamento del soggiorno”.

Questa, quindi, è la procedura da seguire per chi deve restituire il bonus vacanze. Stesse regole si applicano anche per il modello Redditi 2021.

Compilando correttamente la dichiarazione dei redditi, quindi, l’importo del bonus vacanze a cui non si ha diritto, totalmente o parzialmente, incide sul calcolo IRPEF: incrementa il debito per il periodo di imposta 2020 o al contrario riduce il credito. È in questo modo in cui il contribuente si mette in regola.

La restituzione, specifica in conclusione l’Agenzia delle Entrate, non ha alcun impatto sul fornitore dei servizi “al quale lo sconto è rimborsato sotto forma di credito d’imposta (o il cessionario dello stesso) non perde il diritto ad utilizzarlo in compensazione (rispondendo, come già ricordato, solo qualora ne benefici in misura maggiore rispetto al dovuto/ricevuto)”.

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