Bonus casa, il taglio delle aliquote complica le carte per gli amministratori di condominio. Per l'invio della comunicazione dei lavori ai fini del 730 precompilato 2026 parte una doppia verifica
Il taglio delle aliquote dei bonus casa complica la comunicazione degli amministratori di condominio.
Nel modello 730/2026 debutterà il doppio binario previsto per i lavori sulla prima casa e sugli immobili diversi.
L’aliquota del 50 per cento sarà garantita solo per le spese sostenute dal titolare del diritto di proprietà, uso, usufrutto o abitazione e per i lavori sull’abitazione principale. In tutti gli altri casi la detrazione scende al 36 per cento.
A livello operativo, nella comunicazione da inviare entro il 16 marzo 2026, agli amministratori di condominio sarà richiesto di inserire due dati extra: quelli relativi al soggetto al quale è attribuita la spesa e quella sulla tipologia di immobile oggetto di intervento.
Quest’ultimo dato sarà però facoltativo, con impatti però sulla “completezza” del 730 precompilato.
Bonus casa nel 730/2026, debutta la doppia aliquota e la comunicazione per i lavori in condominio si complica
Sarà una partenza sperimentale e in parte facoltativa: l’Agenzia delle Entrate, nel corso IX Forum nazionale dei Commercialisti ed Esperti Contabili organizzato da Italia Oggi, ha fornito i primi chiarimenti sulla nuova struttura della comunicazione dei lavori di ristrutturazione e risparmio energetico sulle parti comuni condominiali.
Di base l’adempimento riflette di anno in anno le modifiche al perimetro dei bonus casa e solitamente si presta a difficoltà e complicazioni operative, anche perché le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate arrivano spesso in versione definitiva solo a ridosso del termine di scadenza.
Lo scenario per l’anno in corso cambia poco, e anzi per gli amministratori di condominio bisognerà incrociare una serie di dati e informazioni.
Il motivo è legato al debutto nel modello 730 precompilato 2026 della nuova struttura sdoppiata dei bonus casa, che dal 1° gennaio dello scorso anno spettano:
- al 36 per cento per la generalità degli immobili;
- al 50 per cento per i lavori sulla prima casa.
L’aliquota maggiorata si applica in particolare ai titolari del diritto di proprietà o di altro diritto reale di godimento per i lavori sull’immobile adibito ad abitazione principale, propria o di familiari.
Nelle istruzioni in bozza relative alla comunicazione delle spese di ristrutturazione in condominio, pubblicate dall’Agenzia delle Entrate il 3 dicembre 2025, le nuove specifiche trovano spazio in punti ad hoc da compilare.
Lavori in condominio, nella comunicazione i dati su titolarità dei pagamenti e destinazione dell’immobile
Nella sezione relativa ai dati del soggetto al quale è stata attribuita la spesa, trova spazio il nuovo campo da compilare relativo alla tipologia di soggetto che ha pagato i lavori.
Come riportato dall’Agenzia, il campo assume valori differenti rispetto a quelli della comunicazione degli anni precedenti:
- il valore 0 (immutato, rispetto agli anni precedenti) indica “Proprietario (compresa la nuda proprietà e la proprietà superficiaria)”,
- il valore 1 indica “Titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso o abitazione) comunicato all’amministratore dal proprietario”,
- il valore 2 indica “Titolare di un diritto personale di godimento titolare di un diritto personale di godimento (conduttore o comodatario) o familiare convivente comunicato all’amministratore dal proprietario”,
- il valore 3 indica “Altro soggetto comunicato all’amministratore dal proprietario”.
A queste informazioni si affiancano quelle relative alla destinazione dell’immobile condominiale. Il Flag abitazione principale consentirà di indicare se l’unità immobiliare è adibita o meno a prima casa.
Dalle indicazioni in bozza pubblicate dall’Agenzia la compilazione appare però facoltativa, subordinata alla disponibilità dei dati utili da parte dell’amministratore di condominio.
Nella pratica quindi sarà possibile omettere l’indicazione della destinazione o meno dell’appartamento condominiale come abitazione principale, mentre sarà obbligatorio specificare il valore relativo al soggetto che ha sostenuto la spesa.
Bonus casa nel 730 precompilato, dati da modificare
Agli amministratori di condominio tenuti a inviare la comunicazione delle spese entro il 16 marzo prossimo sarà richiesto di reperire tutti i dati a propria disposizione per evitare errori.
Non sempre è infatti lineare il processo di comunicazione con i condomini, e il rischio che manchino elementi certi per la predisposizione del flusso informativo è tutt’altro che remoto.
L’impatto di eventuali discrepanze sarà diretto sul lavoro di messa a punto del modello 730 precompilato. Nella predisposizione delle informazioni relative alle detrazioni legate ai bonus casa, l’Agenzia delle Entrate attinge infatti anche dai dati trasmessi dagli amministratori.
È quindi alta la possibilità che siano da rivedere buona parte delle dichiarazioni relative a chi nel 2025 ha sostenuto spese di ristrutturazione in condominio. Ancor di più se si considera la facoltà, e non l’obbligo, di indicare nella comunicazione dell’amministratore l’adibizione o meno dell’immobile a prima casa.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Bonus casa nel 730/2026, comunicazione dei lavori in condominio a ostacoli