Bonus 200 euro partite IVA, si va verso un click day? I ritardi e l’allarme dei professionisti

Rosy D’Elia - Leggi e prassi

Bonus 200 euro partite IVA, si va verso un click day? Per ora c'è una sola certezza: il ritardo nella definizione dei requisiti e delle modalità di accesso all'indennità una tantum prevista per professionisti e autonomi. E l'Associazione Nazionale Commercialisti, con il comunicato stampa del 18 luglio, segnala anche il rischio dell'insufficienza delle risorse.

Bonus 200 euro partite IVA, si va verso un click day? I ritardi e l'allarme dei professionisti

Il bonus 200 euro del Decreto Aiuti spetta anche alle partite IVA ma, come già accaduto con le indennità Convid, le attese per professionisti e autonomi sono ben più lunghe rispetto alle altre categorie.

Si parla della possibilità di un click day per richiedere le somme, ma fino a questo momento non ci sono istruzioni ufficiali e l’unica certezza è un forte ritardo nella definizione di requisiti e modalità di accesso. In realtà anche l’importo deve essere stabilito nell’attesissimo decreto attuativo perché non è indicato nella norma.

Il rischio è che le risorse messe in campo non siano sufficienti a coprire tutte le richieste di lavoratori e lavoratrici. A segnalarlo è l’Associazione Nazionale Commercialisti con il comunicato stampa del 18 luglio 2022.

Bonus 200 euro partite IVA, si va verso un click day? I ritardi e il rischio delle risorse insufficienti

Con l’articolo 33 del Decreto Aiuti, sono stati stanziati 500 milioni di euro per garantire una indennità una tantum contro il caro prezzi anche a lavoratrici e lavoratori autonomi e professionisti e professioniste.

La norma, però, non ha stabilito requisiti, importo, modalità di accesso al bonus. Ha affidato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il compito di farlo entro 30 giorni dalla pubblicazione del DL n. 50/2022 in Gazzetta Ufficiale.

Il decreto attuativo doveva essere adottato entro la scadenza del 17 giugno 2022, ma a distanza di un mese dal termine previsto nessuna indicazione ufficiale è ancora arrivata.

E l’ipotesi di un click day per l’accesso alle risorse preoccupa non poco le categorie di potenziali beneficiari:

“Dobbiamo assistere nuovamente ad una ingiustificata discriminazione e penalizzazione rispetto ai pensionati, i quali si sono visti accreditare direttamente i 200 euro e ai lavoratori dipendenti, ai quali basta una semplice autodichiarazione. Noi, non solo non abbiamo la certezza di poter accedere ad un beneficio che ci spetta, ma dobbiamo essere anche sottoposti alla forca caudina del click day, che, oltre a togliere tempo a tutte le incombenze telematiche del periodo, ci costringe ad una corsa che lede la dignità di una professione”.

Sono queste le parole del presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti, Marco Cuchel, riportate nel comunicato stampa del 18 luglio.

Bonus 200 euro partite IVA, le preoccupazioni dei professionisti per l’ipotesi click day

Più lunga è l’attesa, più veloce sarà la corsa alle risorse. I timori generati dal ritardo sul bonus 200 euro per le partite IVA sono di carattere pratico e tangibile, come sottolineano dall’ANC.

“Ancora una volta lavoratori autonomi e professionisti si trovano, in occasione del varo di misure di sostegno emergenziali, ad essere penalizzati rispetto alla restante platea dei beneficiari.

Le risorse messe per loro a disposizione dal Dl 50/2022 “Aiuti”, potrebbero infatti non essere sufficienti a coprire le richieste e si profila all’orizzonte la fissazione di un click day per i potenziali aventi diritto e, inoltre, è incredibile che non siano stati ancora emanati i decreti attuativi per l’accesso al beneficio”.

Stando alle parole pronunciate lo scorso 21 giugno durante una interrogazione a risposta immediata dalla sottosegretaria al MEF Maria Cecilia Guerra, i due Ministeri competenti stanno definendo i dettagli del bonus 200 euro per le partite IVA per evitare disparità con la platea degli altri beneficiari dell’indennità una tantum di cui agli articoli 31 e 32 del decreto-legge n. 50 del 2022”.

Ma i lavori in avanzata fase di predisposizione dal 21 giugno scorso non sono ancora terminati.

L’indennità contro il caro prezzi prevista dall’articolo 33 del Decreto Aiuti spetta a un’ampia platea di beneficiari.

  • lavoratrici e lavoratori autonomi;
  • professioniste/i iscritte/i alle gestioni previdenziali dell’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS);
  • professioniste/i iscritte/i agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103.

Tra queste tre categorie dovranno essere ripartiti i 500 milioni di euro. Ma, senza i dettagli che troveranno spazio nel decreto attuativo, uno su tutti i limite reddituale da rispettare, è difficile quantificare le partite IVA che avranno le carte in regola per richiederlo e valutare, quindi, se le risorse messe in campo saranno sufficienti.

L’ipotesi di un click day preoccupa sia per le modalità, una corsa ai fondi disponibili, che per il rischio concreto che ci possano essere degli esclusi.

“Ci auguriamo che vengano apportati i correttivi necessari a non lasciare fuori nessuno degli aventi diritto e che le modalità di accesso al beneficio, che attendiamo sapere dal Ministero competente, siano stabilite nel civile rispetto di tutti i contribuenti”.

Conclude il presidente ANC, Marco Cuchel.

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