Permessi Legge 104, novità INPS: 12 giorni in più anche per i lavoratori disabili

Anna Maria D’Andrea - Leggi e prassi

Permessi Legge 104, 12 giorni in più anche per i lavoratori disabili: la novità è contenuta nella circolare INPS n. 45 del 25 marzo 2020. Ecco le istruzioni per beneficiare dei giorni aggiuntivi di permesso per l'emergenza coronavirus.

Permessi Legge 104, novità INPS: 12 giorni in più anche per i lavoratori disabili

Permessi Legge 104, anche ai lavoratori disabili sono concessi 12 giorni in più per i mesi di marzo ed aprile. La novità è contenuta nella circolare INPS n. 45 del 25 marzo, che fornisce le istruzioni operative.

Erano sorti diversi dubbi sull’estensione dei giorni di permesso anche per i lavoratori disabili beneficiari delle agevolazioni della Legge 104 e non solo per i familiari.

Dopo il parere contrastante di INPS ed Ufficio per la disabilità, con la circolare n. 45 del 25 marzo 2020 viene confermata la possibilità di fruire dei 12 giorni in più di permessi Legge 104 anche ai lavoratori disabili.

Permessi Legge 104 lavoratori disabili: le istruzioni INPS per i 12 giorni in più di marzo ed aprile 2020

In aggiunta ai tre giorni di permesso mensili previsti in via ordinaria, per il mese di marzo ed aprile anche i lavoratori disabili potranno fruire di 12 giorni in più. Complessivamente sono quindi 18 le giornate di astensione riconosciute.

Come illustrato dall’INPS nella circolare n. 45 del 25 marzo 2020, i 12 giorni possono essere fruiti anche consecutivamente nel corso di un solo mese, ferma restando la fruizione mensile dei tre giorni ordinariamente prevista.

Le 12 giornate aggiuntive, così come i tre giorni ordinari di permessi Legge 104, possono essere fruiti anche frazionandoli in ore.

Con le novità contenute nel documento pubblicato dall’INPS viene inoltre confermata la possibilità di cumulare più permessi per lo stesso lavoratore.

Quindi, il lavoratore disabile che assiste altro soggetto disabile, potrà cumulare, per i mesi di marzo e aprile 2020, i permessi a lui complessivamente spettanti (3+3+12) con lo stesso numero di giorni di permesso fruibili per l’assistenza all’altro familiare disabile (3+3+12).

Circolare INPS numero 45 del 25 marzo 2020
Congedo per emergenza COVID-19 in favore dei lavoratori dipendenti del settore privato, dei lavoratori iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e dei lavoratori autonomi. Estensione permessi retribuiti di cui all’articolo 33, commi 3 e 6, della legge n. 104/1992, per i lavoratori dipendenti del settore privato. Istruzioni operative

Domanda permessi Legge 104: come richiedere i 12 giorni in più

In merito alle modalità di richiesta delle giornate aggiuntive di permesso, la circolare INPS del 25 marzo 2020 specifica che il lavoratore per il quale è già in corso un provvedimento di autorizzazione, non sarà necessario fare nuova domanda.

Il datore di lavoro dovrà considerare valide le autorizzazioni ai permessi della Legge 104 già emesse. Questi dovrà comunicare all’INPS le giornate di congedo fruite dai lavoratori mediante il flusso Uniemens.

Bisognerà invece fare domanda in assenza di provvedimenti di autorizzazione in corso di validità. In tale caso i lavoratori devono presentare domanda secondo le modalità già previste per i permessi di cui all’articolo 33, commi 3 e 6, della legge n. 104/92 ed i giorni di permesso potranno essere fruiti solo successivamente all’invio della stessa.

Permessi Legge 104, 12 giorni in più anche per i lavoratori disabili. Orientamento diverso tra INPS e Ufficio disabilità

La circolare INPS del 25 marzo 2020 risponde ai dubbi conseguiti all’emanazione del decreto Cura Italia.

Con il messaggio del 20 marzo 2020 l’Istituto aveva fornito le prime istruzioni per l’accesso alle agevolazioni in materia di lavoro introdotte dal Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020.

Nel documento pubblicato era tuttavia previsto che gli ulteriori 12 giorni di permessi previsti dalla Legge 104 fossero rivolti esclusivamente ai lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati, che assistono un familiare con handicap grave.

Dalle indicazioni dell’INPS emergeva quindi che il diritto ad accedere alle giornate aggiuntive di permesso, da fruire nei mesi di marzo o aprile, spettasse esclusivamente al familiare del disabile tutelato ai sensi della Legge 104, e non anche al lavoratore disabile.

Permessi Legge 104, ulteriori 12 giorni anche per i lavoratori disabili: le indicazioni dell’Ufficio disabilità e la correzione dell’INPS

All’interpretazione dell’INPS era seguita quella dell’Ufficio per la disabilità.

Secondo l’Ufficio di supporto di cui si avvale la Presidenza del Consiglio dei Ministri, gli ulteriori 12 giorni di permesso spettavano anche i lavoratori dipendenti ai quali fosse stata riconosciuta una disabilità grave ai sensi della Legge 104.

L’interpretazione circa le novità previste dal Decreto Cura Italia fornita dall’Ufficio per le politiche rivolte a soggetti con disabilità era quindi opposta e più ampia rispetto a quella dell’INPS, e l’Istituto ha corretto il tiro con la circolare del 25 marzo 2020.

Permessi Legge 104, cosa prevede il Decreto Cura Italia

Appare opportuno specificare che l’interpretazione restrittiva fornita inizialmente dall’INPS nasce da un’esclusione prevista espressamente dal Decreto Cura Italia.

Il DL n. 18 del 17 marzo 2020 prevede, al comma 1 dell’articolo 24:

“Il numero di giorni di permesso retribuito coperto da contribuzione figurativa di cui all’articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, è incrementato di ulteriori complessive dodici giornate usufruibili nei mesi di marzo e aprile 2020.”

Il comma 3 dell’articolo 33 della Legge 104 dispone che:

“A condizione che la persona handicappata non sia ricoverata a tempo pieno, il lavoratore dipendente, pubblico o privato, che assiste persona con handicap in situazione di gravità, coniuge, parente o affine entro il secondo grado, ovvero entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, ha diritto a fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa, anche in maniera continuativa. Il predetto diritto non può essere riconosciuto a più di un lavoratore dipendente per l’assistenza alla stessa persona con handicap in situazione di gravità. Per l’assistenza allo stesso figlio con handicap in situazione di gravità, il diritto è riconosciuto ad entrambi i genitori, anche adottivi, che possono fruirne alternativamente. Il dipendente ha diritto di prestare assistenza nei confronti di più persone in situazione di handicap grave, a condizione che si tratti del coniuge o di un parente o affine entro il primo grado o entro il secondo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.”

Insomma, il provvedimento emanato per l’emergenza coronavirus cita tra i beneficiari dell’estensione dei permessi esclusivamente i familiari di disabili e non anche i lavoratori affetti da disabilità.

Una svista, molto probabilmente, che ha causato diversi malumori prima della pubblicazione della circolare INPS di cui sopra. Tutto è bene quel che finisce bene, ma resta l’amarezza circa le incomprensioni causate dal caos normativo.

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