Aumenti in busta paga dal 2024: ecco i chiarimenti dall’INPS

Rosy D’Elia - Fisco

Dall'INPS arrivano le istruzioni per il calcolo degli aumenti in busta paga legati al taglio del cuneo fiscale e contributivo del 2024. Nel frattempo tutto è pronto anche per ottenere il bonus cultura e le novità fiscali chiedono di essere attuate: si entra sempre più nel vivo e nella concretezza delle novità di quest'anno con le notizie della settimana dal 15 al 21 gennaio 2024

Aumenti in busta paga dal 2024: ecco i chiarimenti dall'INPS

Si scaldano i motori per l’attuazione delle novità dell’anno: l’INPS, con la circolare del 16 gennaio, ha messo nero su bianco le istruzioni da seguire per calcolare correttamente gli aumenti in busta paga che spettano a lavoratrici e lavoratori dipendenti nel 2024 come conseguenza della conferma del taglio del cuneo fiscale e contributivo previsto dalla Legge di Bilancio.

Dopo un’attesa lunga nove mesi, arrivano in Gazzetta Ufficiale le regole per ottenere e utilizzare il bonus cultura, il contributo fino a un massimo di 1.000 euro che sostituisce da quest’anno 18app e da un lato introduce un limite ISEE per l’accesso dall’altro prevede un premio per tutti e tutte coloro che ottengono voti eccellenti alla maturità.

Ufficiali sono anche le scadenze fiscali e le semplificazioni degli adempimenti tributari che, al contrario, devono avviarsi verso l’operatività con l’approvazione in tempi brevi dei decreti attuativi necessari.

Con le notizie che arrivano dal mondo del Fisco e del Lavoro nella settimana dal 15 al 21 gennaio, lo sguardo è rivolto alla concretezza delle misure previste per il 2024 ma c’è spazio anche per dedicare attenzione all’ipotesi astratta di una imposta patrimoniale globale.

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Aumenti in busta paga per il 2024: le istruzioni INPS sul calcolo corretto

La conferma del taglio del cuneo fiscale e contributivo prevista dalla Legge di Bilancio 2024 garantisce ai lavoratori e alle lavoratrici dipendenti con retribuzione fino a 35.000 euro degli aumenti in busta paga anche per quest’anno.

Rispetto ai calcoli ordinari, la riduzione della quota di contributi dovuta dal dipendente determina l’erogazione di un importo aggiuntivo.

Con la circolare n. 11 del 16 gennaio, l’INPS ha fornito le istruzioni aggiornate al 2024 per stabilire a chi spettano i benefici e in che misura.

Sebbene si faccia riferimento alla retribuzione annua di 25 o 35.000 euro per dividere la platea di beneficiari e beneficiarie, l’Istituto ribadisce una regola già chiarita per lo scorso anno: la verifica del limite retributivo per l’applicazione della percentuale, del 6 o del 7 per cento, deve essere effettuata mensilmente.

Gli aumenti in busta paga vengono riconosciuti per effetto dell’applicazione dell’esonero riconosciuto sui contributi IVS in misura pari a:

  • 6 punti percentuali per le retribuzioni imponibili fino a 2.692 euro;
  • 7 punti percentuali per le retribuzioni imponibili fino a 1.923 euro.

Un altro aspetto importante, messo in luce dall’INPS, riguarda i titolari di più contratti di lavoro.

Nella determinazione del massimale della retribuzione imponibile fa fede il singolo rapporto di lavoro e quindi, se ad esempio un lavoratore o una lavoratrice ha più contratti part time, i diversi datori di lavoro applicheranno autonomamente il taglio dei contributi previsto.

Si avvicina la fine del mese di gennaio e, sulla base delle istruzioni fornite dall’INPS, è possibile calcolare il valore degli aumenti che derivano dall’applicazione della decontribuzione 2024 alle prossime buste paga.

Bonus cultura 2024: tutto pronto per la partenza

E a proposito di fine mese, dal prossimo 31 gennaio dovrebbe diventare accessibile anche la nuova carta della cultura e del merito messa in campo dalla Legge di Bilancio dello scorso anno.

Le istruzioni, con netto ritardo rispetto alla scadenza del 2 marzo 2023, sono arrivate in Gazzetta Ufficiale sempre nella giornata del 16 gennaio.

Sul modello del bonus 18app, i ragazzi e le ragazze che lo scorso anno sono diventati maggiorenni e appartengono a una famiglia con un ISEE fino a 35.000 oppure hanno superato l’esame di maturità entro i 19 anni con un voto di almeno 100/100 possono ottenere le carte di 500 euro ciascuna registrandosi tramite SPID o CIE, Carta d’Identità Elettronica, entro la scadenza del 30 giugno.

I due bonus cultura, in presenza dei requisiti economici e di successo nello studio, sono cumulabili e gli importi possono essere utilizzati per l’acquisto di libri, musica, corsi di lingua e altre spese indicate dal Ministero della Cultura.

Novità su adempimenti e scadenze fiscali dal 2024: servono i decreti attuativi

Nel frattempo la riforma fiscale ha razionalizzato e semplificato gli adempimenti tributari con il decreto legislativo numero 1 del 2024 pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 12 gennaio.

La scadenza della dichiarazione dei redditi passa al 30 settembre per tutti con un termine uniforme per partite IVA, dipendenti e pensionati. Il modello 730 precompilato cambia e più in generale la dichiarazione dei redditi precompilata viene estesa anche alle partite IVA.

Cambiano anche le scadenze dei versamenti delle imposte sui redditi, con l’aggiunta del termine del 16 dicembre per i pagamenti a rate che si applicherà già per il saldo delle imposte relative al 2024.

La certificazione unica per minimi e forfettari viene abolita dal periodo d’imposta 2024, novità arrivano anche sul modello 770 e i limiti per l’apposizione del visto di conformità vengono innalzati.

È questa una sintesi estrema delle disposizioni contenute nel decreto legislativo n. 1/2024 di semplificazione degli adempimenti fiscali.

Le misure, però, non sono tutte immediatamente applicabili: dal modello 730 precompilato 2024 ai nuovi servizi fiscali online, servono decreti e provvedimenti attuativi.

In molti casi c’è da fare i conti con la privacy e la ricerca di punto di equilibrio sulla protezione dei dati personali spesso ha allungato i tempi di attuazione o addirittura, è il caso delle fatture elettroniche per le prestazioni sanitarie, ha congelato le misure previste.

La strada verso l’operatività è pronta ma bisogna ancora intraprenderla.

Dalle novità concrete per il 2024 alle ipotesi astratte per il futuro: una imposta patrimoniale globale

E mentre per le novità già introdotte si guarda alla concretezza, nella settimana dal 15 al 21 gennaio si fa largo l’astratta ipotesi di una imposta patrimoniale globale per combattere le disuguaglianze economiche e sociali.

260 super ricchi di tutto il mondo, tra cui anche tre italiani, con il movimento “Proud to pay more” hanno inviato ai leader riuniti a Davos proprio in questa settimana per il World Economic Forum una lettera con la richiesta di essere tassati per intervenire su alcuni aspetti cruciali per il futuro:

  • affrontare la disuguaglianza estrema;
  • ridurre il costo della vita dei lavoratori;
  • migliorare l’educazione per la prossima generazione;
  • sistemi sanitari resilienti e infrastrutture migliori;
  • favorire la transizione verde.

La lettera è accompagnata anche da un report dal quale, tra le altre cose, emerge che il 75 per cento degli intervistati e delle intervistate, oltre 2.300 milionari, si è mostrato favorevole all’introduzione di una imposta patrimoniale pari al 2 per cento.

La patrimoniale, e più in generale il contributo dei milionari alla società tramite il Fisco, è solo un’idea e ancora più astratti sono i possibili effetti che ne deriverebbero. Ma la vicenda accende i riflettori su un punto importante: l’importanza, sociale ed economica, delle scelte fiscali.

Dalle ipotesi alle certezze, l’appuntamento per seguire, giorno dopo giorno e settimana dopo settimana, le notizie di Fisco e Lavoro è sempre sulle pagine di Informazione Fiscale.

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