Assegno di ricollocazione: domanda, importo e come funziona

Anna Maria D’Andrea - Leggi e prassi

Assegno di ricollocazione fino a 5.000 euro per i disoccupati che cercano lavoro: arrivano le indicazioni dell'ANPAL su cos'è, come funziona e come richiederlo a partire da aprile 2018.

Assegno di ricollocazione: domanda, importo e come funziona

Dopo un avvio sottotono è pronto ad entrare a pieno regime l’assegno di ricollocazione di importo da 250 a 5.000 euro per i disoccupati che cercano lavoro.

Con la delibera pubblicata n. 3/2018 l’ANPAL ha illustrato tutte le regole per richiederlo oltre a chiarire come funziona e chi ne ha diritto.

Fino alla fine del mese di marzo i soggetti interessati potranno presentare domanda di accreditamento: si tratta dei centri per l’impiego pubblici e privati che dovranno erogare il servizio ai beneficiari dell’assegno di ricollocazione.

Secondo le istruzioni dell’ANPAL si potrà presentare domanda a partire dal 3 aprile 2018 e potranno richiedere l’assegno fino a 5.000 euro per la ricerca di lavoro i disoccupati titolari di NASPI, i beneficiari del REI, il reddito di inclusione e i lavoratori che hanno stipulato accordi di ricollocazione.

La domanda potrà essere presentata registrandosi al sito dell’ANPAL, la nuova agenzia nazionale per il lavoro introdotta con il Jobs Act.

Innanzitutto vediamo di cosa si tratta: l’assegno di ricollocazione è stato introdotto in via sperimentale dal 2017 con il Jobs Act al fine di agevolare la ricerca attiva di lavoro da parte dei disoccupati da più di 4 mesi e titolari quindi di assegno di disoccupazione, Naspi: saranno questi infatti i beneficiari del sussidio e quindi coloro che potranno presentare domanda all’ANPAL.

A questi, a partire dal 2018, si aggiungono i beneficiari del reddito di inclusione, al fine di facilitare il reinserimento lavorativo.

Il nuovo assegno di ricollocazione non è un importo erogato direttamente al disoccupato ma dovrà essere speso dai beneficiari per assistenza e aiuto da parte di Centri per l’Impiego o da Agenzie per la ricerca di lavoro.

Si tratta, in pratica, di un voucher erogato nei confronti dei disoccupati percettori di Naspi e da spendere per la ricerca attiva di lavoro.

Come presentare domanda, qual è l’importo e come funziona il nuovo assegno di ricollocazione nel 2018? Vediamo per punti tutte le informazioni necessarie per i disoccupati e come fare per richiederlo.

Assegno di ricollocazione: domanda, importo e come funziona

Attualmente si attende la pubblicazione della nuova circolare operativa dell’ANPAL con le regole per poter presentare domanda.

Con il debutto dell’assegno di ricollocazione lo scorso anno i disoccupati percettori di Naspi dovevano presentare domanda registrandosi al sito dell’Anpal.

I voucher erogati ai disoccupati a titolo di assegno di ricollocazione dovranno essere spesi per la ricerca attiva di lavoro: cosa significa? L’ANPAL erogherà ai richiedenti dei buoni d’importo compreso tra i 250 e i 5.000 euro spendibili per i servizi dei Centri per l’Impiego e delle Agenzie per il lavoro accreditate. Non si tratta di una somma erogata direttamente al lavoratore ma di un compenso che sarà corrisposto ai Cpi e Agenzie dopo il reinserimento lavorativo del disoccupato percettore di Naspi.

Come ben specificato sul sito Anpal, l’assegno di ricollocazione non sarà pagato direttamente al lavoratore ma all’Ente demandato al reinserimento nel mercato del lavoro. Nelle righe che seguono analizzeremo come fare per presentare domanda e tutte le regole sull’importo del voucher e su come dovrà essere speso.

Come presentare domanda

L’assegno di ricollocazione è un sussidio per i disoccupati erogato su base volontaria, ovvero bisognerà richiederlo presentando domanda. Come fare?

Per presentare domanda e ricevere l’assegno di ricollocazione a partire dal 3 aprile 2018 bisogna innanzitutto rispettare alcuni requisiti:

  • essere disoccupato e titolare della NASPI, l’assegno di disoccupazione;
  • essere beneficiario del Reddito di Inclusione, REI;
  • lavori coinvolti in accordi di ricollocazione.

Le domande dovranno essere presentate accedendo al sito Anpal o presso un Centro per l’impiego.

Per coloro che presenteranno domanda online bisognerà accedere al sito www.anpal.gov.it e, nella sezione Cittadino, sarà possibile selezionare la voce Assegno di ricollocazione e inserire la propria domanda.

All’atto di presentazione della domanda bisognerà scegliere l’ente presso cui ricevere assistenza per la ricerca di lavoro e di ricollocazione ed entro 7 giorni dalla richiesta il disoccupato riceverà i voucher da erogare all’ente.

Ottenuto l’assegno di ricollocazione, la persona si reca presso l’ente all’appuntamento fissato, durante il quale le verrà assegnato il tutor.

Assegno da 250 a 5.000 euro

I disoccupati che presenteranno domanda riceveranno un importo a titolo di assegno di ricollocazione commisurato al grado di difficoltà di reinserimento nel mondo del lavoro.

L’importo dei voucher da spendere per la ricerca attiva di lavoro presso CPI o Centri per l’Impiego sarà compreso tra i 250 euro e i 5000 euro e, ricordiamo, non si tratta di un assegno che potrà essere incassato dal lavoratore disoccupato ma dall’Ente che contribuirà al reinserimento lavorativo.

La sostanza è che i soggetti abilitati alla ricerca di lavoro per conto terzi potranno incassare l’assegno di ricollocazione soltanto dopo l’eventuale stipula del contratto da parte del lavoratore e quindi all’atto dell’effettivo reinserimento nel mondo del lavoro. La durata del programma di reinserimento lavorativo sarà di 6 mesi, prorogabile per altre 6 mensilità.

L’importo dell’assegno e del voucher incassato varia sulla base non soltanto della difficoltà di reinserimento ma anche della tipologia contrattuale di assunzione.

Nel caso di contratto a tempo indeterminato potrà essere incassato l’importo pieno del sussidio mentre per i contratti a tempo determinato di durata maggiore ai 6 mesi Cpi o Agenzie potranno incassare la metà della cifra erogata dall’ANPAL sulla base del grado di difficoltà al reinserimento lavorativo del disoccupato.

Per ulteriori dettagli si attende la pubblicazione della circolare operativa ANPAL.