Revisione delle aliquote IRPEF: la priorità della riforma fiscale per l’80 per cento dei lettori

Rosy D’Elia - Imposte

Rivedere le aliquote IRPEF: dovrebbe essere questa la priorità della riforma fiscale, secondo l'80 per cento dei lettori. Occhi puntati sulle novità che riguardano l'imposta sul reddito delle persone fisiche, scarso interesse per l'abolizione dell'IRAP, ma anche per il taglio del cuneo fiscale. I risultati del sondaggio condotto sul tema dalla redazione di Informazione Fiscale.

Revisione delle aliquote IRPEF: la priorità della riforma fiscale per l'80 per cento dei lettori

La riforma fiscale 2021 deve essere la giusta occasione per rivedere le aliquote IRPEF: la revisione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche è in cima alla lista di priorità per la maggior parte dei lettori che hanno partecipato al sondaggio sul tema, condotto dalla redazione di Informazione Fiscale.

Lo scarto di interesse con gli altri punti proposti, dal cuneo fiscale all’abolizione dell’IRAP, è abissale.

Revisione delle aliquote IRPEF con la riforma fiscale: la priorità per l’80 per cento dei lettori

Mentre le forze di Governo non hanno ancora trovato un punto di equilibrio sulla riforma fiscale 2021 e mentre il via libera sulla legge delega, atteso prima a fine luglio e ora a fine settembre, slitta di settimana in settimana, i lettori hanno le idee chiare: le aliquote IRPEF vanno riviste.

È questo l’intervento che senza dubbio, e prima degli altri, deve essere messo in atto, secondo l’80 per cento dei partecipanti all’indagine condotta dalla redazione.

Tutto il resto, che si tratti di un nuovo taglio del cuneo fiscale o dell’abolizione dell’IRAP, del Superbonus o delle aliquote IVA, riscuote poco interesse.

D’altronde anche il Ministero dell’Economia e delle Finanze illustrando la Legge di Bilancio 2021 scriveva:

“Vengono stanziate risorse per realizzare la riforma fiscale e viene messo a regime il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori, entrato in vigore nel 2020. A luglio partirà l’assegno unico per i figli, e dal 2022 la riforma dell’Irpef”.

Al momento i lavori sulla riforma fiscale sono ancora in uno stato embrionale e sugli eventuali interventi che riguardano l’IRPEF non c’è alcuna certezza, né sulla tipologia né sulla portata delle modifiche.

Attualmente l’unico punto fermo della riforma fiscale è il documento elaborato dalle Commissioni Finanze Camera e Senato al termine del ciclo di audizioni, che è stato pubblicato lo scorso 30 giugno.

Per quanto riguarda la revisione dell’IRPEF, che dovrebbe fondarsi sui principi di semplificazione e stimolo alla crescita, si intravedono due principali prospettive:

  • una riduzione dell’aliquota media effettiva per i contribuenti nella fascia di reddito 28.000-55.000 euro, necessità evidenziata anche da molti lettori che hanno partecipato al sondaggio sul tema della riforma fiscale;
  • una modifica della dinamica delle aliquote marginali effettive, per eliminare le discontinuità più drastiche.
Scaglioni Irpef 2021Aliquota Irpef 2021Imposta dovuta
fino a 15.000 euro 23% 23% del reddito
da 15.001 fino a 28.000 euro 27% 3.450,00 + 27% sul reddito che supera i 15.000,00 euro
da 28.001 fino a 55.000 euro 38% 6.960,00 + 38% sul reddito che supera i 28.000,00 euro
da 55.001 fino a 75.000 euro 41% 17.220,00 + 41% sul reddito che supera i 55.000,00 euro
oltre 75.000 euro 43% 25.420,00 + 43% sul reddito che supera i 75.000,00 euro

Revisione delle aliquote IRPEF nell’ambito della riforma fiscale: a che punto siamo?

Le 20 pagine del documento redatto dalle Commissioni riassumono e delineano in maniera molto generale tutto quello che potrà trovare posto nella legge delega. Ma la strada è ancora lunga: il testo dovrà ottenere il via libera in Consiglio dei Ministri, dopodiché dovrà essere approvato dal Parlamento.

E neanche allora si potrà dire di avere un quadro completo sulle eventuali novità che arriveranno sull’IRPEF, sul cuneo fiscale, sull’IRAP e sui diversi bonus: il Governo in un arco temporale, che di solito arriva fino a due anni, dovrà poi approvare uno o più decreti legislativi per mettere in pratica quanto stabilito dalla legge delega.

In altre parole, la buona notizia è che la riforma fiscale 2021 è ancora tutta da scrivere, e quindi è ancora tutto possibile. La notizia meno buona è che non proprio tutto è possibile perché i fondi attualmente a disposizione non lasciano presagire grandi sconvolgimenti.

Ad oggi le risorse certe ammontano a 2-3 miliardi per il 2022 e il 2023: le rimanenze delle spese necessarie per garantire l’assegno unico. Delle novità in questo senso potrebbero arrivare con l’approvazione della Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza attesa, come ogni anno, dal 27 settembre in poi.

In ogni caso, per realizzare una revisione importante delle aliquote IRPEF e del sistema fiscale in generale è necessario recuperare risorse. Una strategia potrebbe essere quella di fare ordine tra le diverse agevolazioni fiscali previste. L’altra strada, che sembra percorribile solo nel caso di una revisione significativa di scaglioni, aliquote e detrazioni per tipologia di reddito, potrebbe essere quella di un’abolizione del bonus Renzi, oggi bonus IRPEF.

Nel documento redatto dalle Commissioni nel capitolo dedicato agli indirizzi del tax re-design IRPEF accanto all’idea di ridurre la terza aliquota media effettiva ed eliminare le discontinuità più brusche, c’è la volontà di intervenire nella giungla di bonus a disposizione dei contribuenti.

Se ne contano centinaia e centinaia e per lo Stato rappresentano una spesa: da anni si parla di un intervento di riduzione e semplificazione del sistema, e questa potrebbe essere l’occasione giusta e la strada più facile per avere più risorse.

Ma ogni bonus, esenzione o agevolazione rappresenta una scelta politica fatta in passato: depennare una misura piuttosto che un’altra rappresenta (anche) una scelta di campo.

Ed è proprio questa una delle sfide che il Governo è chiamato ad affrontare e che rende i lavori sulla riforma fiscale, sulle aliquote IRPEF come su tutto il resto, una prova di equilibrismo.

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