Superbonus, la cessione del credito riparte con aliquote più basse: il caso di Poste e banca Intesa

Superbonus, cessione del credito verso la ripartenza ma con condizioni economiche meno vantaggiose. Diminuiscono le aliquote e si riducono gli importi che verranno liquidati ai richiedenti: è il caso di Poste Italiane e Intesa San Paolo, che hanno aggiornato le proprie condizioni economiche dopo la pubblicazione della circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 33/E del 6 ottobre 2022.

Superbonus, la cessione del credito riparte con aliquote più basse: il caso di Poste e banca Intesa

Superbonus, cessione del credito verso la ripartenza ma meno conveniente.

È l’effetto delle aliquote al ribasso e delle nuove condizioni economiche che stanno comunicando negli ultimi giorni i principali operatori attivi nel mercato della monetizzazione dei crediti fiscali, in primis Poste Italiane e banca Intesa San Paolo.

La ripartenza dopo la pubblicazione della circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 33/E del 6 ottobre 2022 si caratterizza quindi da una revisione delle regole, meno vantaggiose per chi intende cedere le somme acquisite.

Superbonus, la cessione del credito riparte con aliquote più basse: il caso di Poste e banca Intesa

Sono calcolati in base alle condizioni di mercato e ai costi per la gestione delle pratiche i corrispettivi richiesti dalle banche e da Poste Italiane per la cessione del credito.

Cambia la normativa e di conseguenza cambiano le condizioni applicate.

Le modifiche in ottica anti-frode introdotte hanno contribuito a ridurre la convenienza della monetizzazione dei crediti edilizi a fronte dei maggiori oneri per i futuri cessionari.

Lo evidenzia in maniera non troppo velata Poste Italiane, che nella pagina dedicata al superbonus aggiornata dopo la pubblicazione della circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 33/E del 6 ottobre 2022 evidenzia che i corrispettivi:

“potranno cambiare anche in funzione di eventuali ulteriori modifiche normative. Essi possono pertanto essere soggetti a modifiche e aggiornamenti periodici fino alla sottoscrizione della proposta di cessione del credito di imposta.”

Ecco quindi che a fronte delle ultime novità cambiano nuovamente le regole per la cessione del credito, con una riduzione dell’importo che sarà riconosciuto al beneficiario originario della detrazione.

L’importo che verrà liquidato da Poste Italiane per la cessione dei crediti d’imposta è così stabilito:

  • 94 euro per ogni 110 euro di credito d’imposta acquistato da Poste Italiane per gli interventi relativi al Superbonus 110 per cento con recupero in 4 anni (pari all’85,5 per cento del valore nominale del credito d’imposta maturato);
  • 84,5 euro per ogni 100 euro di credito d’imposta acquistato da Poste Italiane per gli interventi diversi da quelli qualificanti per il Superbonus 110 per cento con recupero in 5 anni (pari all’84,5 per cento del valore nominale del credito d’imposta maturato);
  • 70 euro per ogni 100 euro di credito d’imposta acquistato da Poste Italiane per gli interventi diversi da quelli qualificanti per il Superbonus 110 per cento con recupero in 10 anni (pari al 70 per cento del valore nominale del credito d’imposta maturato).

Superbonus, più costosa la cessione del credito dopo le modifiche anti-frode

Questi i parametri da considerare per valutare la convenienza della cessione del credito, che si sono via via assottigliati con l’introduzione delle diverse modifiche antifrode.

Prima degli ultimi “ritocchi”, l’importo liquidato da Poste Italiane era pari al 90 per cento per il superbonus con recupero in quattro anni e all’87 per cento per i lavori diversi con recupero in cinque anni. Confermata invece l’aliquota pari al 70 per cento in caso di recupero in 10 anni.

Considerando le nuove condizioni applicabili dopo lo “sblocco”, a titolo di esempio quindi per lavori pari a 50.000 euro recuperabili in 4 anni e rientranti nel superbonus, l’importo riconosciuto per la cessione del credito sarà pari a 47.025 euro.

In caso di accesso al bonus ristrutturazione del 50 per cento, con recupero in 5 anni, per lavori di importo pari a 50.000 euro il controvalore della cessione del credito spettante sarà pari a 21.125 euro, importo che scende a 17.500 euro in caso di detrazione con recupero in 10 anni. Il costo per la monetizzazione sarà quindi pari a 3.875 euro nel primo caso e di 7.500 euro nel secondo.

Condizioni modificate e simili a quelle di Poste Italiane anche da uno degli istituti di credito più attivi nell’ambito della cessione del credito, ossia Intesa San Paolo.

Con le nuove condizioni previste dal 10 ottobre, in caso di cessione del credito per il superbonus 110 per cento con recupero in 4 anni il valore nominale riconosciuto al contribuente sarà pari all’85,45 per cento, stesso parametro anche per interventi diversi con recupero in 5 anni. La soglia scende al 70 per cento del valore nominale del credito per gli interventi diversi dal superbonus.

DescrizioneValore
Prezzo di acquisto del credito d’imposta con detrazione fino a 5 quote annuali per Superbonus 110 per cento 85,45 per cento del valore nominale del credito
Prezzo di acquisto del credito d’imposta con detrazione fino a 5 quote annuali per interventi diversi dal Superbonus 110 per cento 85,45 per cento del valore nominale del credito
Prezzo di acquisto del credito d’imposta con detrazione fino a 10 quote annuali per interventi diversi dal Superbonus 110 per cento 70,00 per cento del valore nominale del credito

Si assottiglia quindi il vantaggio per il beneficiario originario della detrazione, fermo restando che il riavvio della cessione del credito rende più ampia la platea dei possibili beneficiari delle agevolazioni fiscali per la riqualificazione edilizia.

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