L’intervento del ministro Calderone alla nota kermesse La Piazza 2026 è stata l’occasione per parlare degli effetti della rivoluzione dell'Intelligenza Artificiale per il mercato del lavoro in Italia
Il ministro del Lavoro Marina Calderone è intervenuta alla kermesse socio economica e politica “La Piazza 2026” a Ceglie Messiapica e ha tracciato il bilancio e gli obiettivi futuri del Governo sul tema dell’occupazione concentrandosi su quattro pilastri fondamentali:
- il “pacchetto lavoro”;
- il Salario Giusto;
- l’impatto dell’Intelligenza Artificiale;
- la revisione dell’ISEE.
Uno dei passaggio che ha fatto maggiormente discutere è quello sugli effetti della rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale sul mercato del lavoro.
Nell’intervista rilasciata al direttore di Affaritaliani.it Marco Scotti la Ministra del Lavoro ha dichiarato che:
“Con l’Intelligenza Artificiale in più o meno cinque anni, noi avremo un aumento dei posti di lavoro e non, invece, una riduzione.
Avremo un riposizionamento; avremo però anche la necessità di investire in formazione sulle singole attività.
Qui non c’è l’attività semplice, quella che può non essere aggiornata, e quella invece che ha un alto valore aggiunto e quindi dal punto di vista intellettuale necessita di una maggiore formazione.
Noi siamo in una fase in cui la formazione deve diventare il paradigma per tutta la forza lavoro aziendale ”
Ovviamente le dichiarazioni del Ministro del Lavoro hanno fatto molto discutere, sia durante la tre giorni dell’evento che dopo.
Tuttavia, è bene evidenziare che esistono diversi studi e analisi econometriche a livello internazionale che supportano la visione espressa dalla Calderone nell’intervista ad Affaritaliani.it.
Innanzitutto, il saldo netto tra posti creati e distrutti (il cd “effetto compensazione”)
Secondo il World Economic Forum (WEF) l’automazione e l’Intelligenza Artificiale distruggeranno decine di milioni di mansioni tradizionali, ma ne creeranno un numero superiore legate ai settori tecnologici, alla gestione dei dati, all’etica della stessa AI e alla transizione ecologica.
Il saldo aggregato risulterà così in crescita netta della forza lavoro occupata.
Secondo altri istituti autorevoli come il MIT Sloan e il NBER le aziende maggiormente produttive tenderanno ad espandere il proprio business, compensando la perdita di mansioni routine con una maggiore domanda di personale in altri ruoli.
Secondo il MIT, in particolare, l’AI non sarà in grado di sostituire i posti di lavoro in tutti i settori ma consentirà di automatizzare specifici compiti ripetitivi all’interno di una mansione. Ciò libererà tempo per lavoratrici e lavoratori, che si riposizioneranno su compiti a più alto valore aggiunto (pensiero critico, strategia, gestione delle relazioni).
Continuerà a registrarsi mismatch strutturale (disallineamento di competenze), per evitare il quale sarà indispensabile un investimento massiccio e continuo nella formazione professionale (upskilling e reskilling) dell’intera forza lavoro aziendale.
Anche sul nostro Paese ci sono studi ottimistici sugli effetti nel medio lungo termine, si pensi al caso di Banca d’Italia e della BCE, per le quali l’Intelligenza Artificiale non sta portando a una distruzione netta di posti di lavoro in Italia, ma sta agendo principalmente come fattore di aumento della produttività.
Paradossalmente, in Italia l’elemento centrale della discussione non riguarda la sostituzione dei lavoratori, ma la riorganizzazione delle attività finalizzato a liberare tempo da dedicare ad attività a maggior valore aggiunto.
Ma questo risultato dipenderà direttamente dalla capacità del sistema economico del Paese di attuare politiche trasversali di semplificazione burocratica, formazione continua e aggiornamento delle competenze per l’intera forza lavoro.
Una partita che stiamo giocando da prima dell’avvento dell’AI generativa e il cui risultato appare ancora oggi drammaticamente incerto.
Il ministro del lavoro e delle politiche sociali Marina Calderone sul palco de La Piazza 2026 con il direttore responsabile di Affaritaliani.it Marco Scotti
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Calderone: “con l’AI più posti di lavoro entro 5 anni”