Detrazione interessi mutuo nel modello 730/2022: istruzioni e limiti

Anna Maria D’Andrea - Modello 730

Nel modello 730/2022 sarà possibile portare in detrazione fiscale gli interessi per i mutui, sia per la prima casa che per altri immobili, così come in caso di prestiti per ristrutturazione o costruzione. Facciamo di seguito il punto di importi, limiti e istruzioni da tenere a mente.

Detrazione interessi mutuo nel modello 730/2022: istruzioni e limiti

La detrazione degli interessi del mutuo è uno degli sgravi IRPEF che è possibile ottenere con il modello 730/2022.

Sia che si tratti di mutuo per la prima casa che di abitazioni diverse, così come nel caso di mutuo contratto per la ristrutturazione o la costruzione dell’abitazione principale, la detrazione degli interessi trova spazio nella dichiarazione dei redditi 2022.

La spesa detraibile sarà già indicata nel modello 730 precompilato, essendo uno degli oneri trasmessi dalle banche all’Agenzia delle Entrate. È tuttavia bene soffermarsi su regole e istruzioni da tenere a mente.

In linea generale, gli interessi passivi relativi al mutuo possono essere portati in detrazione al 19 per cento. Importi e indicazioni specifiche variano però in base alle finalità del prestito.

Analizziamo quindi punto per punto le istruzioni per la detrazione degli interessi nel modello 730/2022.

Detrazione interessi mutuo nel modello 730/2022: istruzioni e limiti

Gli interessi passivi rientrano tra gli oneri detraibili al 19 per cento nel modello 730/2022.

Il limite da tenere a mente varia però in relazione alla tipologia di mutuo contratto, ed è su questo aspetto che è fondamentale analizzare le regole specifiche caso per caso.

A fornire le istruzioni è l’Agenzia delle Entrate, che nel fascicolo contenete le regole per la compilazione del modello 730/2022 specifica che la detrazione degli interessi passivi spetta per:

  • mutui ipotecari contratti per l’acquisto dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale (rigo E7, codice 7);
  • mutui ipotecari stipulati prima del 1993 (righi da E8 a E10 codice 8);
  • mutui (anche non ipotecari) contratti nel 1997 per effettuare interventi di manutenzione, restauro e ristrutturazione su tutti gli edifici compresa l’abitazione principale (righi da E8 a E10 codice 9);
  • mutui ipotecari contratti a partire dal 1998 per la costruzione e la ristrutturazione edilizia di unità immobiliari da adibire ad abitazione principale (righi da E8 a E10 codice 10);
  • prestiti e mutui agrari di ogni specie (righi da E8 a E10 codice 11).

Non danno diritto alla detrazione gli interessi derivanti da:

  • mutui stipulati nel 1991 o nel 1992 per motivi diversi dall’acquisto della propria abitazione (ad esempio per la ristrutturazione);
  • mutui stipulati a partire dal 1993 per motivi diversi dall’acquisto dell’abitazione principale (ad esempio per l’acquisto della seconda casa). Sono esclusi da questa limitazione i mutui stipulati nel 1997 per ristrutturare gli immobili e i mutui ipotecari stipulati a partire dal 1998 per la costruzione e la ristrutturazione edilizia dell’abitazione principale.

La detrazione non spetta inoltre per gli interessi pagati a seguito di aperture di credito bancario, cessione di stipendio e in generale gli interessi relativi a finanziamenti di tipo diverso rispetto a quelli relativi a contratti di mutuo, anche se con garanzia ipotecaria su immobili.

Detrazione interessi mutuo prima casa nel modello 730/2022

Gli interessi passivi del mutuo contratto per l’acquisto dell’abitazione principale possono essere portati in detrazione per un importo massimo pari a 4.000 euro, dai quali è possibile detrarre dall’imposta lorda una quota pari al 19 per cento del costo sostenuto.

Si intende abitazione principale la cosiddetta prima casa, ossia l’immobile in cui il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente.

La detrazione spetta al contribuente acquirente e intestatario del contratto di mutuo, anche se l’immobile è adibito ad abitazione principale di un suo familiare (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado).

Per i soli contratti di mutuo stipulati prima del 1993, la detrazione spetta su un importo massimo di 4.000,00 euro per ciascun intestatario del mutuo ed è ammessa a condizione che l’unità immobiliare sia stata adibita ad abitazione principale alla data dell’8 dicembre 1993 e che, nella rimanente parte dell’anno e negli anni successivi, il contribuente non abbia variato l’abitazione principale per motivi diversi da quelli di lavoro.

Se nel corso dell’anno l’immobile non è più utilizzato come abitazione principale (per motivi diversi da quelli di lavoro), a partire dallo stesso anno, la detrazione spetta solo sull’importo massimo di 2.065,83 euro per ciascun intestatario del mutuo.

In linea generale invece, in caso di contitolarità del contratto, il limite di 4.000 euro si riferisce agli interessi complessivamente dovuti.

Ad esempio, due coniugi cointestatari in parti uguali del mutuo sulla prima casa potranno detrarre nel modello 730/2022 un massimo di 2.000 euro ciascuno.

Se invece il mutuo è cointestato con il coniuge fiscalmente a carico, il coniuge che sostiene interamente la spesa può fruire della detrazione per entrambe le quote di interessi passivi.

Come già chiarito in precedenza, la detrazione fiscale spetta anche se l’immobile è adibito ad abitazione principale non di chi ha contratto il mutuo ma di un suo familiare (ad esempio, la casa acquistata per il figlio).

Detrazione interessi passivi mutuo seconda casa e altri immobili, limiti e istruzioni modello 730/2022

Per gli interessi passivi di mutui contratti prima del 1993, anche per l’acquisto di immobili diversi dalla prima casa, è ammessa la detrazione con il modello 730/2022 entro il limite di 2.065,83 euro per ciascun intestatario del mutuo.

Per i mutui stipulati nel 1991 e nel 1992 la detrazione spetta solo per l’acquisto di immobili da adibire a propria abitazione diversa da quella principale e per i quali non sia variata tale condizione (per esempio se l’immobile viene dato in affitto).

Il contribuente dovrà indicare nel rigo E7 o nei righi da E8 ad E10 con codice 8 le somme pagate dagli acquirenti di unità immobiliari di nuova costruzione alla cooperativa o all’impresa costruttrice a titolo di rimborso degli interessi passivi, oneri accessori e quote di rivalutazione, relativi a mutui ipotecari contratti dalla cooperativa stessa e ancora indivisi.

Detrazione interessi passivi mutuo per ristrutturazione o costruzione della prima casa nel modello 730/2022

Per la detrazione degli interessi passivi di mutui contratti per ristrutturazione o per costruire la prima casa è necessario distinguere due diversi casi.

Nel caso di mutuo contratto nel 1997, la detrazione spetta esclusivamente per i contratti aventi ad oggetto opere di ristrutturazione, manutenzione o restauro di edifici esistenti. L’importo massimo detraibile al 19 per cento è pari a 2.582,28 euro.

Per mutui contratti a partire dal 1998, la detrazione degli interessi passivi spetta sia per i mutui finalizzati a ristrutturazioni che alla costruzione della prima casa.

È tuttavia necessario che la stipula del contratto di mutuo da parte del possessore a titolo di proprietà o altro diritto reale dell’unità immobiliare avvenga nei sei mesi antecedenti o nei diciotto mesi successivi all’invio dei lavori di costruzione.

Anche in questo caso il limite di spesa è pari a 2.582,28 euro e si può beneficiare di un rimborso pari al 19 per cento.

La detrazione è riconosciuta per gli interessi passivi corrisposti da soggetti appartenenti al personale in servizio permanente delle Forze armate e Forze di polizia a ordinamento militare, nonché a quello dipendente dalle Forze di polizia a ordinamento civile, per i mutui relativi alla costruzione della prima casa, a prescindere dal requisito della dimora abituale.

Detrazione interessi passivi di prestiti o mutui agrari nel modello 730/2022

La detrazione degli interessi passivi con il modello 730/2022 è ammessa anche per prestiti e mutui agrari.

La detrazione è ammessa per un importo complessivo non superiore alla somma del reddito domenicale e agrario dichiarati e consente di beneficiare di un rimborso fiscale del 19 per cento della spesa sostenuta in relazione a interessi passivi, oneri accessori e quote di rivalutazione.

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