Ad agosto l'INPS comincia a pagare i rimborsi IRPEF ai pensionati che ne hanno diritto. Non tutti infatti ricevono le somme aggiuntive con l'assegno mensile. Questo mese le date di pagamento della pensione non sono uguali per tutti
La pensione di agosto sarà in pagamento dal primo giorno del mese e per molti l’importo potrebbe essere diverso dal solito: c’è chi si vedrà accreditare somme aggiuntive e chi, invece, otterrà un importo più basso.
Ad agosto infatti partono i primi rimborsi IRPEF legati all’invio della dichiarazione dei redditi ma anche le prime trattenute per chi risulta a debito.
Nel cedolino INPS sono illustrati in dettaglio tutti gli elementi che hanno un impatto sul calcolo dell’assegno erogato dall’Istituto. In quali casi i pensionati non hanno diritto a ricevere il rimborso?
Pensione agosto 2026: il cedolino INPS con il rimborso IRPEF
La pensione di agosto sarà in pagamento dal primo giorno del mese ma l’attesa sarà leggermente più lunga per chi la riceve tramite le banche, dato che il primo giorno bancabile del mese cade di sabato.
Per quanto riguarda la nuova mensilità, quindi, le date dell’accredito sono quelle di:
- sabato 1° agosto;
- lunedì 3 agosto.
Tutti i dettagli sull’importo in pagamento sono illustrati nell’apposito servizio INPS: il cedolino della pensione, accessibile online sul sito istituzionale previo accesso con credenziali SPID, CIE o CNS. Come precisato dall’Istituto nella nota pubblicata sul sito, agosto è un mese particolare per i pensionati e le pensionate. Per molti, infatti, l’assegno mensile potrebbe avere un importo più alto grazie al conguaglio con il rimborso IRPEF legato al modello 730.
Ad agosto, con un mese di ritardo rispetto ai dipendenti, partono anche per i pensionati le operazioni di conguaglio che, ricordiamo, può essere a credito oppure a debito. Nel primo caso, la dichiarazione dei redditi mostra che è stato versato più del dovuto e che quindi si ha diritto a ricevere un rimborso, nel secondo invece accade il contrario per cui bisogna pagare la differenza.
In caso di debito gli importi dovuti saranno automaticamente trattenuti dall’INPS al momento dell’erogazione della pensione, secondo lo stesso calendario previsto per gli accrediti. Ad ogni modo, le trattenute possono essere rateizzate. Il numero di rate dipende dal momento dell’invio della dichiarazione dei redditi (che ricordiamo si può inviare fino al 30 settembre). Questo perché, spiega l’INPS, le trattenute devono comunque concludersi entro novembre per cui, se i dati della dichiarazione sono stati trasmessi all’INPS dopo il mese di giugno, potrebbe non essere possibile rispettare il numero di rate scelto.
Nel cedolino di pensione, precisa l’INPS, gli importi riconosciuti a titolo di rimborso e le somme trattenute come debito di imposta sono indicati in modo distinto, per permettere ai pensionati di comprendere più facilmente le operazioni effettuate sull’importo dell’assegno, sulla base dei dati della dichiarazione dei redditi presentata.
Rimborso 730 sulla pensione: in quali casi non arriva?
Non tutti i pensionati ricevono il rimborso e non tutti quelli che ne hanno diritto lo ottengono ad agosto.
In primo luogo è bene precisare che il rimborso non spetta a tutti. Come detto, se dalla dichiarazione dei redditi non emerge alcun credito non si potrà avere diritto ad un rimborso. Va da sé quindi che sulla pensione di agosto non ci sarà alcuna somma aggiuntiva.
L’accredito del rimborso dipende dalla data di trasmissione del modello 730 all’Agenzia delle Entrate e dal successivo invio dei dati all’INPS. Il conguaglio con le somme aggiuntive arriva ad agosto per i pensionati e le pensionate che hanno presentato la dichiarazione nella prima finestra utile disponibile, cioè entro il 31 maggio. Questo perché le operazioni di conguaglio sono avviate “a partire dal secondo mese successivo a quello di ricevimento dei dati del prospetto di liquidazione”.
Il calendario di riferimento è il seguente.
| Presentazione del modello 730/2026 | Scadenza per l’elaborazione del prospetto di liquidazione | Accredito del rimborso |
|---|---|---|
| Entro il 31 maggio | 15 giugno | Agosto |
| Dal 1° al 20 giugno | 29 giugno | Settembre |
| Dal 21 giugno al 15 luglio | 23 luglio | Ottobre |
| Dal 16 luglio al 31 agosto | 15 settembre | Novembre |
| Dal 1° al 30 settembre | 30 settembre | Novembre |
Chi ha inviato la dichiarazione dopo il 31 maggio o deve ancora avviarla, per ottenere l’eventuale rimborso dovrà pertanto attendere uno dei prossimi cedolini della pensione.
Diverso, invece, il caso dei pensionati e delle pensionate che non hanno indicato l’INPS come sostituto d’imposta.
Allo stesso modo dei datori di lavoro, infatti, anche l’Istituto può ricoprire tale ruolo ed essere indicato nel modello 730/2025 per ricevere rimborsi o applicare trattenute. Una possibilità che è offerta in particolare a coloro che percepiscono prestazioni previdenziali ed assistenziali, come appunto i pensionati.
Può capitare, però, soprattutto in presenza di dichiarazioni a debito, che gli interessati scelgano un diverso sostituto d’imposta oppure non ne indichino uno. In quest’ultimo caso si parla di dichiarazione senza sostituto. L’eventuale rimborso sarà erogato dall’Agenzia delle Entrate, con tempi più lunghi rispetto all’INPS, e saranno i diretti interessati a doversi adoperare per pagare le eventuali somme dovute tramite modello F24.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Pensione agosto 2026: cedolino con rimborso 730 ma non per tutti