Il Fisco va in vacanza ma non per tutti

Dopo il tour de force di fine luglio anche il Fisco andrà in vacanza: dal 1° agosto è prevista la sospensione delle scadenze, con la contestuale proroga dei termini. Lo stop feriale si applica anche ai controlli

Il Fisco va in vacanza ma non per tutti

Dopo il tax day del 20 luglio, la fine di luglio segna l’ultimo periodo denso di scadenze fiscali prima della tregua estiva.

Dal versamento delle imposte con maggiorazione al debutto della rottamazione quinquies, il calendario è ancora ricco.

Intanto il prezzo del carburante è alle stelle e a tre settimane dalla scadenza dell’ultimo intervento, che doveva essere l’ultimo, già si torna a pensare a necessarie misure di tamponamento. Il quinto decreto accise in quattro mesi potrebbe essere presto realtà.

Tra imposte e rottamazione boom di scadenze a fine luglio, poi (quasi) tutti in ferie

Se le partite IVA interessate dalla proroga che non hanno versato quanto dovuto a titolo di saldo 2025 e acconto 2026 entro il 20 luglio penseranno a regolarizzare la propria situazione al rientro dalla ferie (c’è tempo fino al 20 agosto ma con maggiorazione dello 0,80 per cento), lo stesso non si può dire per gli altri soggetti chiamati alla cassa entro fine luglio.

Entro fine mese, infatti, dipendenti, pensionati e partite IVA escluse dalla proroga devono provvedere al versamento delle imposte con maggiorazione dello 0,40 per cento, avendo optato per il differimento rispetto alla scadenza ordinaria fissata al 30 giugno.

Non solo. La data del 31 luglio segna il primo appuntamento con la rottamazione quinquies. Entro fine mese, infatti, è necessario rispettare gli impegni presi con l’Agenzia delle Entrate per la definizione agevolata delle cartelle, versando la prima o unica rata.

In scadenza il 31 luglio anche la rottamazione quater. Il mix di scadenze con la Riscossione rende quindi la chiusura del mese particolarmente impegnativa.

La mini proroga automatica data dalla tolleranza di 5 giorni sui pagamenti non vale per tutti. Solo chi deve versare la rata della rottamazione quater e chi ha scelto di corrispondere le somme dovute per la rottamazione quinquies in un’unica soluzione potrà pagare anche dopo il 31 luglio e fino al 5 agosto senza alcuna conseguenza.

Nessun tempo extra, però, viene concesso ai cittadini e alle cittadine che hanno scelto di diluire nel tempo l’importo della nuova definizione agevolata.

Altro importante appuntamento da annotare è quello con la TARI. Il 31 luglio, infatti, è prevista in molti comuni la scadenza della tassa sui rifiuti. Va ricordato che, dato che la disciplina del tributo è definita a livello locale, i tempi da rispettare non sono uguali su tutto il territorio nazionale.

Dopo il gran pieno di scadenze sarà tempo di ferie e della tregua estiva. Dal 1° agosto è, infatti, prevista la sospensione delle scadenze, con la contestuale proroga dei termini previsti nelle settimane clou dell’estate.

Fino al 20 agosto saranno spostati in avanti i pagamenti dovuti, dalle ritenute IRPEF all’IVA. Lo stop feriale si applica anche ai controlli, con la sospensione fino a settembre delle risposte all’Agenzia delle Entrate.

Restano, invece, esclusi dalla sospensione feriale i documenti e le informazioni collegati a richieste effettuate nel corso delle attività di accesso, ispezione e verifica e relativi alle procedure di rimborso IVA, così come sono in ogni caso esclusi gli atti ritenuti indifferibili e urgenti.

Se da una lato l’obiettivo della sospensione feriale è garantire una pausa a contribuenti e intermediari fiscali nei periodi tradizionalmente dedicati alle ferie estive e alla chiusura dei bilanci d’esercizio il risvolto della medaglia evidenzia alcune criticità, dall’accumulo di scadenze nel periodo immediatamente precedente all’intensificazione dell’invio di avvisi di accertamento.

Una conferma è arrivata dall’Agenzia delle Entrate in relazione appunto alla tregua di agosto: pur smentendo il boom di controlli pre-ferie, il comunicato diffuso il 17 luglio evidenzia che gli inviti alla compliance emessi nel mese che precede l’avvio della tregua rappresentano il 9 per cento del totale annuo.

Si tratta di una quota rilevante, su base annua, e che finisce con l’appesantire il lavoro degli studi già alle prese con scadenze ordinarie e straordinarie.

Carburante alle stelle: cresce l’ipotesi di un quinto decreto accise

Scadenze fiscali a parte, l’attenzione si fa sempre più alta sul caro carburanti. A tre settimane dalla scadenza dell’ultimo intervento sulle accise la situazione è tornata ancora più critica.

Al 24 luglio, i dati MIMIT dipingono una situazione di piena crisi, con il prezzo medio del gasolio arrivato a 2,161 euro al litro (oltre il record di marzo 2022, dopo lo scoppio della guerra in Ucraina) e la benzina salita a 1,968 euro al litro. Ancora più alti i prezzi in autostrada, dove il prezzo medio self è di 2,059 euro/l per la benzina e 2,228 euro/l per il gasolio.

La situazione non preoccupa solo per il regolare svolgimento delle attività ordinarie, con il periodo estivo e l’avvicinarsi di agosto, la crisi di Hormuz presenta il conto anche alle vacanze degli italiani.

Ed ecco che si fa sempre più concreto un intervento sulle accise per limitare il nuovo aumento dei prezzi del carburante.

Secondo Confesercenti, il rincaro dei carburanti potrebbe determinare, nei soli mesi di luglio e agosto, una maggiore spesa per famiglie di circa 700 milioni di euro.

Il Governo è al lavoro sul caro benzina e sta approfondendo le possibili iniziative da adottare. Una delle soluzioni è la possibile attivazione del meccanismo delle accise mobili ma è caccia alle risorse necessarie. Questo quanto emerso dal colloquio di venerdì tra la Premier Meloni e il Ministro MEF Giorgetti. L’orientamento è chiaro: mantenere i prezzi almeno sotto la soglia psicologica dei 2 euro al litro, abbondantemente superata in questi giorni, e dare un segnale politico alla vigilia del mese delle vacanze.

Il fattore chiave, come spesso accade in questi casi, è l’effettiva disponibilità di risorse economiche. Probabilmente si opterà per un taglio delle accise differenziato tra benzina e gasolio, come accaduto a maggio e giugno, data la differenza nell’andamento dei prezzi tra i due tipi di carburante.

Pensioni: dalla prossima settimana partono i rimborsi IRPEF

La pensione di agosto sarà in pagamento dal primo giorno del mese e per molti l’importo potrebbe essere diverso dal solito: c’è chi si vedrà accreditare somme aggiuntive e chi, invece, otterrà un importo più basso.

Ad agosto infatti partono i primi rimborsi IRPEF legati all’invio della dichiarazione dei redditi ma anche le prime trattenute per chi risulta a debito.

A differenza dei mesi passati, ad agosto il pagamento delle pensioni arriva in due giorni diversi dato che il primo giorno bancabile del mese cade di sabato. Per quanto riguarda la nuova mensilità, quindi, le date dell’accredito sono quelle di sabato 1° agosto e lunedì 3 agosto.

Chi ha inviato la dichiarazione dei redditi nella prima finestra utile (entro il 31 maggio) e ha diritto al rimborso IRPEF, dunque, riceverà le somme spettanti con il prossimo pagamento della pensione.

Come noto, però, dalla dichiarazione dei redditi, oltre al credito, può emergere anche un debito. È il caso di pensionati e pensionate che risultano aver versato nell’anno meno di quanto effettivamente dovuto e pertanto sono chiamati a regolarizzare la propria posizione.

In questi casi, gli importi dovuti saranno automaticamente trattenuti dall’INPS al momento dell’erogazione della pensione.

Ad ogni modo, le trattenute possono essere rateizzate. Il numero di rate dipende dal momento dell’invio della dichiarazione dei redditi (che ricordiamo si può inviare fino al 30 settembre). Questo perché, spiega l’INPS, le trattenute devono comunque concludersi entro novembre per cui, se i dati della dichiarazione sono stati trasmessi all’INPS dopo il mese di giugno, potrebbe non essere possibile rispettare il numero di rate scelto.

ADI: da agosto parte la corsa al secondo rinnovo

Ad agosto parte anche la corsa al rinnovo dell’assegno di inclusione. A luglio del 2026, infatti, l’INPS erogherà la dodicesima e ultima mensilità per molte famiglie, cioè tutte quelle che hanno fatto domanda di rinnovo a luglio dello scorso anno.

Anche se i pagamenti sono al termine non si perde il diritto a ricevere la prestazione. Le famiglie interessate, infatti, possono inviare una nuova domanda di rinnovo e ottenere la prestazione per un ulteriore anno, fino quindi al 2027.

Le famiglie che terminano i 12 mesi di fruizione dell’ADI possono inviare la domanda di rinnovo all’INPS a partire dal 1° agosto.

Aspettare il mese successivo è fondamentale. Come precisato dall’INPS, le domande di rinnovo che dovessero essere presentate nell’ultimo mese di fruizione della domanda “terminata” non potranno essere elaborate con esito positivo.

Lo stesso criterio vale anche per tutte le domande di rinnovo presentate anche nei mesi successivi ad agosto 2025 con pagamento della dodicesima mensilità nei prossimi mesi e per chi termina i primi 18 mesi di fruizione.

La domanda di rinnovo può essere inviata all’INPS sia da chi ha inviato quella precedente sia da un altro componente maggiorenne del nucleo familiare.

Per i passaggi successivi è necessario distinguere tra i nuclei familiari che non hanno subito variazioni rispetto alla precedente domanda, al netto di nascite o di decessi, e quelli che invece sono variati. Da questo dipende l’emissione di una nuova carta ADI e l’obbligo di iscrizione al SIISL e di sottoscrizione del patto di attivazione digitale (PAD).