Cassetto previdenziale per i neonati, Calderone: “stiamo valutando”

La proposta di un cassetto previdenziale per i nuovi nati si fa più concreta in vista della prossima Legge di Bilancio. La ministra Calderone ha confermato l'interesse del Governo per questa misura, che garantirebbe un “futuro previdenziale” fin dall'inizio del percorso di vita

Cassetto previdenziale per i neonati, Calderone: “stiamo valutando”

L’ipotesi di un cassetto previdenziale personale per i nuovi nati potrebbe concretizzarsi con la prossima Legge di Bilancio.

La questione è tornata ancora una volta in discussione durante il questione time alla Camera di oggi, 9 settembre, dove la Ministra del Lavoro Marina Calderone ha confermato che il Governo sta valutando attentamente la possibilità.

L’interesse per un intervento in questa direzione era già stato manifestato lo scorso luglio, sempre in occasione di una interrogazione a risposta immediata alla Camera.

Torna l’ipotesi del cassetto previdenziale per i nuovi nati: le dichiarazioni di Calderone

Con l’entrata in vigore delle nuove regole per i fondi pensione non si fermano le proposte per potenziare il pilastro della previdenza complementare. Con il cantiere della Legge di Bilancio 2027 che muove i primi passi si torna a parlare della possibilità di istituire un cassetto previdenziale per ogni bambino nato in Italia. Possibilità che sembra sempre più concreta e che il Governo sta valutando attentamente.

Lo ha confermato la stessa Ministra del Lavoro, Marina Calderone, interpellata nuovamente sul tema dopo la prime conferme arrivate lo scorso luglio.

“L’apertura sin dalla nascita di una posizione individuale destinata alla costruzione della futura tutela pensionistica alimentata da un contributo pubblico iniziale, e aperta anche a successivi versamenti volontari della famiglia, rappresenta una delle opzioni che il Governo sta valutando per rafforzare ulteriormente la protezione previdenziale delle nuove generazioni” ha detto la Ministra in risposta all’interrogazione a risposta immediata presentata il 9 settembre alla Camera.

Come funzionerebbe la proposta di un cassetto previdenziale per i nuovi nati? In pratica lo Stato dovrebbe versare una somma iniziale, da vedere se annuale fino al compimento della maggiore età o meno, che contribuirebbe alla costruzione della posizione previdenziale della persona fin dai primi anni di vita. Il cassetto rimarrebbe poi aperto per i contributi da lavoro o per altri versamenti personali, magari dai familiari.

Creare un fondo di previdenza per i più giovani: una proposta già sul tavolo

L’idea non è del tutto nuova. Era già emersa durante le discussioni sulla Legge di Bilancio 2026, attraverso un emendamento che proponeva l’istituzione, presso l’INPS, di un Fondo di previdenza per i giovani (FPG) destinato ai nati dal 2026.

La proposta, che non ha trovato spazio nel testo definitivo, prevedeva l’apertura di un fondo individuale attivabile dai genitori o da altri familiari entro i primi tre mesi di vita del bambino o della bambina, con un versamento iniziale volontario di almeno 100 euro, accompagnato da un contributo di 50 euro da parte dell’INPS.

Successivamente sarebbero stati possibili ulteriori versamenti volontari.

Le somme accumulate sarebbero state riscattabili dal compimento dei 18 anni per finanziare spese universitarie o di formazione professionale oppure per sostenere l’avvio di un’attività d’impresa o di lavoro autonomo.

L’ipotesi richiamata nel question time di oggi fa riferimento in modo più generico alla realizzazione di un cassetto previdenziale che accompagni la persona dai primi mesi di vita, avviato con un contributo pubblico. L’obiettivo è chiaro: rafforzare la previdenza complementare. Resta da capire se, e come, questa misura potrà essere integrata nel sistema previdenziale attuale. Come spesso accade in questi casi, e a maggior ragione per il 2027 dove la Manovra (tra l’altro anche elettorale) si preannuncia molto ricca, molto dipenderà dalle effettive risorse a disposizione per mettere in atto la proposta.