Flat tax: le proposte di Giorgetti per il 2027

Il Ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, rilancia il dossier della flat tax: dal forfettario fino a 100.000 euro alle misure per gli stipendi, si apre ufficialmente il cantiere fiscale della Legge di Bilancio 2027

Flat tax: le proposte di Giorgetti per il 2027

Flat tax al centro del dossier fiscale della Legge di Bilancio 2027.

A rilanciare il tema è il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nel corso dell’evento della Lega, “A tua difesa - Verso la Finanziaria 2027”, tenutosi l’8 settembre a Roma.

In prima battuta, torna all’attenzione la proposta di portare la flat tax per le partite IVA fino a 100.000 euro. Estendere le maglie del regime forfettario è un tema su cui bisogna negoziare con l’Europa, evidenzia Giorgetti.

Non solo: riflettori accesi anche sugli stipendi dei giovani, con l’ipotesi di prevedere una forma agevolata di tassazione.

Flat tax, il fronte caldo delle partite IVA e la promessa mancata del limite di 100.000 euro

Rilanciato da Armando Siri, ideologo leghista della flat tax, l’aumento del limite di accesso e permanenza nel regime forfettario torna alla ribalta nel corso dell’evento che ha visto confrontarsi i principali esponenti del partito sulle priorità della Legge di Bilancio 2027.

Da Siri è arrivata una forte sollecitazione al Governo: avere coraggio e mantenere uno dei punti del programma con il quale il Centro Destra ha vinto le elezioni del 2022.

Sul fronte fiscale, a trainare la precedente campagna elettorale è stata la promessa di innalzare a 100.000 euro la soglia entro la quale i titolari di partita IVA possono applicare la flat tax del 15 per cento.

Un’idea non nuova e cara alla Lega, che tuttavia deve fare i conti con una modifica alle regole comunitarie in materia di IVA.

L’imposta sul valore aggiunto è, come noto, normata a livello europeo e con la Direttiva UE 2020/285 è stato radicalmente cambiato l’impianto che permette ai diversi Paesi membri, Italia Compresa, di prevedere deroghe al meccanismo di applicazione dell’IVA per le piccole imprese.

Dalla norma che permetteva di avviare un confronto con l’UE per derogare rispetto alla franchigia fissa di 5.000 euro, si è passati a un limite fisso e invalicabile di 85.000 euro.

Venuto meno il canale del dialogo, si è di conseguenza chiusa la via che, in precedenza, ha concesso all’Italia di alzare progressivamente l’asticella della soglia di ricavi e compensi che consente di beneficiare della flat tax del 15 per cento.

Il limite previsto ad oggi è definito però dal Titolare del MEF, Giancarlo Giorgetti, “astruso e ingiustificato”. Parole che fanno quindi da sponda alla promessa della Lega e che riaccendono una speranza sull’aumento della soglia per l’applicazione del regime forfettario da parte dei titolari di partita IVA.

Per il Ministro dell’Economia si tratta di “un’opportunità” e “con l’Europa bisogna negoziare”. Difficile però che un eventuale confronto si svolga a stretto giro e nei tempi della Manovra 2027.

Lasciare acceso il lumicino della speranza appare quindi come una tattica prettamente politica, con scarsissime possibilità di misure concrete.

Una flat tax anche sugli stipendi dei giovani: cosa propone Giorgetti

Al fronte delle partite IVA si affianca quello dei dipendenti. La flat tax ha fatto il suo ingresso nelle buste paga dal 1° gennaio 2026, e la Manovra dovrà occuparsi anche dell’opportunità - e della possibilità - di prorogare il regime fiscale di favore applicato ad oggi agli stipendi relativi a turni notturni, straordinari e festivi.

Non solo: tra le proposte avanzate da Giorgetti spunta l’idea di una flat tax specifica per i giovani. L’idea è di prevedere l’applicazione di una tassa fissa e più bassa rispetto alle ordinarie aliquote IRPEF per rendere più pesanti gli stipendi in ingresso dei neo assunti.

Una proposta di “vantaggio fiscale”, evidenzia il Titolare dell’Economia, che deve però sposarsi con la disponibilità dei datori di lavoro e degli imprenditori di riconoscere retribuzioni più adeguate.

L’idea è quindi di un aiuto dello Stato, in termini di minore tassazione, in cambio di uno sforzo extra da parte delle aziende, per rispondere al tema dell’emergenza salariale per i più giovani.

Anche in questo caso, è bene ribadirlo, la proposta avanzata da Giorgetti è solo in fase embrionale, tanto che lui stesso, dal palco della kermesse organizzata dal partito di cui fa parte, ha evidenziato che si tratta di “un’idea tra le tante”, sulle quali ci sarà un punto in cui tutti i partiti “si scontreranno e si meneranno”.

La certezza è che il quadro delle proposte che va via via delineandosi in relazione alla Manovra 2027 è conseguenza anche dello scenario delle prossime elezioni politiche.

Il Governo cercherà inevitabilmente di mantenere le promesse rimaste ad oggi inevase, per dare un segnale alla propria base di elettorato che, stando agli ultimi sondaggi, è tutt’altro che soddisfatta del percorso fin qui compiuto.

Nel mezzo però c’è il tema economico.

Il 22 settembre l’ISTAT pubblicherà i dati ufficiali sui conti pubblici (PIL, deficit e debito), che definiranno le risorse effettivamente a disposizione per la prossima finanziaria. Un appuntamento decisivo quindi e al quale seguirà l’approvazione del DdL di Bilancio da parte del Governo, atteso entro la prima metà di ottobre.

Questo quindi il primo banco di prova per passare dalle parole ai fatti. Poi la discussione si sposterà in Parlamento, con l’atteso via libera definitivo alla Manovra entro la fine dell’anno.

La strada è quindi ancora lunga, così come la lista delle “promesse elettorali”.