Caro carburante: il taglio delle accise torna sul piatto. I prezzi sono tornati sopra la soglia dei 2 euro al litro e la situazione, anche in vista del periodo estivo per eccellenza, richiede un intervento. Ieri il vertice Meloni-Giorgetti
Ai vertici di Governo si torna a parlare di un nuovo intervento sulle accise per limitare il nuovo aumento dei prezzi del carburante.
Il Governo è al lavoro sul caro benzina e sta approfondendo le possibili iniziative da adottare. Una delle soluzioni è la possibile attivazione del meccanismo delle accise mobili ma è caccia alle risorse necessarie.
Ieri la Premier Meloni e il Ministro MEF Giorgetti si sono confrontati a colloquio. L’orientamento è chiaro: mantenere i prezzi almeno sotto la soglia dei 2 euro al litro, abbondantemente superata in questi giorni.
Secondo Confesercenti, il rincaro dei carburanti potrebbe determinare, nei soli mesi di luglio e agosto, una maggiore spesa per famiglie di circa 700 milioni di euro.
Caro carburante: vacanze a rischio, allo studio nuovi interventi sulle accise
Il 3 luglio è scaduto l’ultimo intervento sulle accise, la misura con cui il Governo in questi ultimi mesi ha tentato di limitare l’aumento dei prezzi del carburante.
Da quando è scoppiata la guerra in Iran, infatti, il Governo ha calmierato i prezzi dei carburanti con un taglio delle accise per tre volte: prima di 20 centesimi al litro, poi di 10, infine di 5. Misure costate miliardi di euro alle casse dello Stato e solo in parte recuperate con il meccanismo delle accise mobili. Proprio per questo l’intervento scaduto a inizio mese doveva essere l’ultimo, considerati anche i dati incoraggianti sui prezzi tra la fine di giugno e i primi giorni di luglio.
La situazione, però, è cambiata rapidamente, il nuovo inasprimento del conflitto in Iran e la conseguente nuova chiusura dello stretto di Hormuz, ha fatto schizzare nuovamente i prezzi alle stelle e impone nuovi interventi per tamponare l’emergenza.
Al 2 luglio, i dati MIMIT dipingono una situazione di piena crisi, con il prezzo medio del gasolio arrivato a 2,161 euro al litro (oltre il record di marzo 2022, dopo lo scoppio della guerra in Ucraina) e la benzina salita a 1,968 euro al litro. Ancora più alti i prezzi in autostrada, dove il prezzo medio self è di 2,059 euro/l per la benzina e 2,228 euro/l per il gasolio.
La situazione non preoccupa solo per il regolare svolgimento delle attività ordinarie, con il periodo estivo e l’avvicinarsi di agosto, la crisi di Hormuz presenta il conto anche alle vacanze degli italiani. Secondo quanto stimato dall’Ufficio Economico Confesercenti, il rincaro dei carburanti seguito al riacutizzarsi del conflitto potrebbe determinare, nei soli mesi di luglio e agosto, una maggiore spesa per famiglie di circa 700 milioni di euro. Una stangata alla pompa che rischia di sottrarre risorse ai consumi turistici nel momento più importante della stagione.
Dal 4 luglio, giorno in cui è ripartito il prezzo di mercato dopo la scadenza del precedente taglio delle accise, al 22 luglio, il prezzo della benzina è aumentato di 13,5 centesimi al litro, mentre quello del gasolio è cresciuto di circa 23 centesimi. Per un rifornimento da 50 litri significa spendere rispettivamente 7 e 11 euro in più.
Ad appena tre settimane dalla decisione di non rinnovare gli sconti al distributore ecco che la situazione potrebbe cambiare. Dopo il pressing di opposizioni e non solo ecco quindi che sui tavoli del Governo potrebbe arrivare presto il quinto decreto legge per tagliare le accise sui carburanti.
Caro benzina: vertice Meloni-Giorgetti, nuovo decreto accise in arrivo
Qualcosa quindi si muove anche ai vertici di Governo. Ieri la Presidente del Consiglio Meloni e il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, si sono confrontati sulla situazione economica generale, con particolare attenzione all’andamento dei prezzi dei carburanti.
Il Governo sarebbe quindi al lavoro sul caro benzina e starebbe approfondendo le possibili iniziative da adottare, anche con riferimento all’eventuale attivazione del meccanismo delle accise mobili.
Quello che è certo è che la questione è urgente, con i prezzi alla pompa che crescono almeno di 1 centesimo al giorno. Il prossimo Consiglio dei Ministri, ultimo prima della pausa estiva, è in calendario al 4 agosto, ma l’urgenza non rende impossibile un intervento più ravvicinato. A pesare è anche la necessità di dare un segnale politico alla vigilia del mese delle vacanze.
Sulle modalità di attuazione dell’intervento l’incertezza la da ancora da padrona. Probabilmente si opterà per un taglio delle accise differenziato tra benzina e gasolio, come accaduto a maggio e giugno, data la differenza nell’andamento dei prezzi tra i due tipi di carburante.
Il fattore chiave, come spesso accade in questi casi, è l’effettiva disponibilità di risorse economiche. Il solo meccanismo delle accise mobili, da solo, potrebbe non essere sufficiente. L’extragettito IVA di giugno, infatti, coprirebbe un sconto di pochi centesimi, dato che il mese scorso erano ancora in vigore gli sconti e i prezzi erano anche più bassi. Gli incassi di luglio, invece, saranno quantificabili solo ad agosto inoltrato, troppo tardi se si vuole intervenire nel breve.
Stesso discorso per l’attivazione della clausola di salvaguardia UE sugli investimenti energetici, i tempi sono troppo lunghi (ci vorrà almeno fino all’autunno) e gli effetti non si vedrebbero comunque nell’immediato, senza contare che gli interventi non potranno riguardare direttamente sconto sul carburante.
Resta al palo l’idea circolata nei mesi scorsi che prevede la concessione di un bonus carburante per le famiglie più in difficoltà.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Caro carburante: vacanze a rischio, allo studio nuovi interventi sulle accise