Tassazione bitcoin per le persone fisiche

Come funziona la tassazione dei bitcoin per le persone fisiche? È vero che è “tutto esentasse”...?

Tassazione bitcoin per le persone fisiche

L’esplosione del valore dei bitcoin delle ultime settimane ha prodotto grandissimo interesse verso questo tema, sia dal punto di vista economico generale che rispetto al tema della tassazione su persone fisiche e aziende.

Il tema della tassazione bitcoin sulle persone fisiche, in particolare, desta grosse perplessità tra gli addetti ai lavori, anche e soprattutto alla luce delle recenti prese di posizione dell’Agenzia delle Entrate.

Partiamo però da alcune premesse per comprendere bene di cosa parliamo.

I bitcoin sono una valuta elettronica, esistente solo in forma virtuale, introdotta nel gennaio del 2009 da un informatico del quale è noto solo lo pseudonimo: Satoshi Nakamoto. Nel giro di un breve periodo questo tipo di valuta è diventata la più famosa tra le valute elettroniche; ciò che la rende unica è l’assenza di un organo che ne controlla e ne regola l’immissione nel mercato, come di solito fa una banca centrale.

Vediamo quindi come funziona la tassazione dei bitcoin per le persone fisiche

Tassazione bitcoin persone fisiche: come funziona?

La tassazione dei bitcoin sulle persone fisiche è uno dei temi più intriganti dell’attuale momento storico, ovviamente nel settore economico-fiscale.

In ordine a questo tema, l’Agenzia delle Entrate si è recentemente espressa con la risoluzione numero 72/E del 2 settembre 2016, dove si legge che:

Per quanto riguarda, la tassazione ai fini delle imposte sul reddito dei clienti della Società, persone fisiche che detengono i bitcoin al di fuori dell’attività d’impresa, si ricorda che le operazioni a pronti (acquisti e vendite) di valuta non generano redditi imponibili mancando la finalità speculativa

Di conseguenza, le persone fisiche che utilizzano bitcoin al di fuori dell’attività di impresa non possono essere tassate poiché non ci sono conti correnti, conti deposito e manca la finalità speculativa.

D’altra parte le società che svolgono attività professionale di intermediazione nel mercato bitcoin non devono adempiere agli obblighi tipici del sostituto d’imposta (certificazione unica e modello 770).

Tassazione bitcoin persone fisiche: è davvero tutto esentasse?

La posizione dell’Agenzia delle Entrate sembrerebbe quindi agevolare coloro che in questo momento vogliono vendere e monetizzare il grande balzo in avanti registrato dai bitcoin nelle ultime settimane.

Attenzione però: secondo autorevoli professionisti di settore le plusvalenze derivanti dall’utilizzo di bitcoin sarebbero assimilabili ai redditi diversi di natura finanziaria. Ciò poiché i bitcoin non sono valute estere ma sono, invece, assimilabili a titoli non rappresentativi di merce.

Questo comporterebbe che la tassazione bitcoin dovrebbe funzionare esattamente come avviene per la tassazione Forex. In effetti, il TUIR classifica i guadagni derivanti dal Forex come redditi diversi, ovvero tutti quei redditi che non trovano collocazione naturale nelle prime cinque categorie di reddito disciplinate dalla normativa fiscale (redditi da lavoro dipendente, autonomo, di impresa, di capitale e agrari).

A questo punto chi volesse vendere in questo periodo può “aggrapparsi” alla recente pronuncia delle Entrate e provare ad incassare laute plusvalenze, senza subire nessun tipo di tassazione; chi, invece, volesse vendere in futuro è bene che continui a seguire con attenzione l’evoluzione della legislazione in materia. È probabile che nel prossimo futuro sia proprio il legislatore ad intervenire in modo più preciso sulla materia.