Domani scade l’ultima proroga per il taglio delle accise. Gli sconti su benzina e gasolio sembrano al capolinea: la misura difficilmente sarà rinnovata. Il MIMIT pressa le compagnie petrolifere per l'adeguamento dei prezzi
Dal 3 luglio verrà meno il taglio delle accise sul carburante, la misura con cui il Governo in questi ultimi mesi ha tentato di limitare l’aumento dei prezzi alla pompa.
L’ultimo intervento, quello del 6 giugno, ha prorogato lo sconto in maniera differenziata e più contenuta. Nelle ultime 4 settimane il taglio è rimasto invariato per la benzina mentre per il gasolio l’intervento è stato decisamente più contenuto, con la riduzione che è passata da circa 12 centesimi a circa 6 centesimi.
Quello in scadenza venerdì sarà con tutta probabilità l’ultimo intervento sulle accise, considerati anche i dati dell’osservatorio MIMIT, che evidenziano un calo dei prezzi. A questo proposito, per fare il punto sull’andamento dei listini, il 30 giugno si è svolto al Ministero un incontro con le compagnie petrolifere.
In giornata dovrebbe essere prevista anche la nuova riunione del Consiglio dei Ministri dalla quale potrebbero arrivare novità in materia.
Accise, stop al taglio dal 3 luglio: sconti al capolinea
Con lo sconto sui prezzi alla pompa di benzina e gasolio in scadenza, il 3 luglio dovrebbe essere l’ultimo giorno di sconti alla pompa.
La data sembra destinata a segnare lo spartiacque che mette fine, almeno per ora, alla serie di interventi messi in campo da marzo per tentare di contenere l’impennata del prezzo dell’energia, e in particolare del carburante, scatenata dal conflitto in medio oriente.
Il decreto 5 giugno 2026 ha prorogato il taglio, determinato in base al meccanismo delle accise mobili, per altre 4 settimane, con la riduzione confermata appunto fino al 3 luglio.
Fino a domani, quindi, resta in vigore lo sconto per benzina e gasolio che, ricordiamo, opera in maniera differenziata: se da un lato è rimasto invariato per la benzina (circa 6 centesimi al litro) dall’altro è stato dimezzato per il gasolio (passato da 12 a 6 centesimi al litro).
L’intervento ha in sostanza riallineato i prezzi per diesel e benzina.
Quello in scadenza domani è stato con ogni probabilità l’ultimo intervento di questo tipo. Il decreto, infatti, ha disposto una sorta di misura tampone in attesa di capire come utilizzare le nuove risorse, circa 14 miliardi in tre anni, derivanti dalla flessibilità concessa dall’UE sulla clausola di salvaguardia per la difesa, estesa anche alle misure per rafforzare la resilienza energetica.
Risorse che, come espressamente sottolineato dall’Europa, non possono coprire interventi che sovvenzionano l’uso di combustibili fossili, come le riduzioni mirate delle accise.
Verso nuovi interventi in Consiglio dei Ministri?
Per utilizzare le nuove risorse si dovrà quindi trovare una strada alternativa che potrà spaziare dalle rinnovabili alle batterie, passando anche per interventi mirati per famiglie e imprese.
Prima della proroga al 3 luglio del taglio delle accise l’ipotesi più accreditata era quella di un bonus carburante per le famiglie più in difficoltà. Secondo le anticipazioni dovrebbe trattarsi di un “voucher energia” dal valore di 100 euro, erogato direttamente sulla Carta dedicata a te.
La proposta era attesa in Consiglio dei Ministri a giugno ma non è stata discussa. Potrebbe però trovare spazio nella nuova riunione che dovrebbe svolgersi nella giornata di oggi, 2 luglio. Giù oggi, quindi, potrebbero arrivare delle sorprese in materia di carburanti.
Prezzi in aumento dal 3 luglio? Il MIMIT pressa le compagnie petrolifere per l’adeguamento al mercato
Cosa succederà dal 3 luglio senza nuovi interventi sul prezzo del carburante?
Il Codacons lancia l’allarme su un possibile aumento dei prezzi senza un nuovo intervento sulle accise. Secondo l’associazione, se lo sconto sulle accise non sarà prorogato, un pieno di diesel o di benzina, tenuto conto anche dell’IVA che pesa sulle accise, costerà agli automobilisti 3,05 euro in più. In particolare il prezzo medio del gasolio salirà da subito a 1,94 euro al litro sulla rete ordinaria e a 2,02 euro/litro in autostrada. La benzina, invece, salirà in media a 1,86 euro al litro, 1,95 euro in autostrada.
Una crescita dei listini alla pompa che sarebbe immediata e che, paradossalmente, avverrebbe nonostante il crollo verticale delle quotazioni petrolifere. Il Brent, l’indice di riferimento per il mercato europeo, è passato infatti dai 95 dollari al barile di inizio giugno ai 70,8 dollari odierni, con una riduzione di circa il 25 per cento, che però ha avuto poco riscontro sui prezzi alla pompa, i quali sono scesi ma di poco.
Anche per questo motivo il 30 giugno è stato convocato al MIMIT un incontro tra il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e i rappresentati delle maggiori compagnie petrolifere (Api-Ip, Eni, Q8
e Tamoil).
L’obiettivo, aveva anticipato il Ministro a TgCom24, era quello di richiamare dette compagnie alla loro responsabilità nell’adeguare più velocemente possibile il prezzo dei carburanti all’andamento dei mercati.
In sostanza, l’intenzione è quella di far proseguire l’andamento al ribasso registrato negli ultimi giorni, anche senza un ulteriore intervento sulle accise. In base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio MIMIT sui prezzi alla pompa, la benzina si attesta su un costo medio di 1,809 euro al litro mentre il gasolio arriva 1,892 euro al litro. Da sabato, senza ulteriori proroghe, la verde arriverà a 1,87 euro, mentre il gasolio poco sopra 1,95 euro.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Accise, stop al taglio dal 3 luglio: sconti al capolinea