Il nuovo disegno di legge approvato dal Senato introduce delle novità in materia di patrocinio gratuito. Chi riceve il sostegno dello Stato deve comunicare le variazioni di reddito che potrebbero compromettere la ricezione del beneficio entro il 30 giugno dell'anno successivo
Il Senato ha discusso e approvato ieri, 22 luglio 2026, il disegno di legge n. 775, che modifica l’articolo 79 del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia (decreto 30 maggio 2002, n. 115).
La novità principale del testo, atteso ora alla Camera per l’ok definitivo, riguarda la comunicazione delle variazioni di reddito che possono far venire meno il diritto al gratuito patrocinio.
Il soggetto che riceve il beneficio deve comunicare entro il 30 giugno dell’anno successivo le variazioni di reddito avvenute nell’anno precedente che comportano il superamento del limite di reddito stabilito dalla legge.
Patrocinio gratuito: chiedere il sostegno dello Stato per difendersi
Se si ha la necessità di difendersi a livello legale ma ci si trova in una condizione economica sfavorevole, si può richiedere l’assistenza dello Stato nel sostegno delle spese.
Per essere ammessi al patrocinio gratuito, il requisito fondamentale è il reddito annuo imponibile, che non deve superare la soglia fissata a 13.659,64 euro dal Decreto del Ministero della Giustizia del 22 aprile 2025.
Se il richiedente convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi di tutti i componenti del nucleo familiare.
Patrocinio gratuito: superare il termine mobile per una scadenza fissa e uguale per tutti
Ottenere il patrocinio a spese dello Stato richiede quindi il possesso del requisito reddituale stabilito per legge e di rispettare dei precisi obblighi a livello di comunicazione e trasparenza.
L’articolo 79 del decreto n. 115/2002 chiede già al richiedente di indicare nella domanda di accesso al patrocinio:
- le generalità dei componenti del nucleo familiare;
- una dichiarazione che attesti la propria condizione economica;
- l’impegno a comunicare eventuali cambiamenti nel reddito che potrebbero inficiare il diritto a ricevere il beneficio.
Fino ad oggi la comunicazione doveva avvenire entro un termine mobile, che imponeva al beneficiario di comunicare le variazioni reddituali entro trenta giorni dalla scadenza di un anno dalla presentazione dell’istanza di ammissione oppure dall’ultima variazione già comunicata.
Con le modifiche approvate in Senato, il meccanismo viene sostituito da una scadenza unica e fissa: la comunicazione dovrà essere effettuata entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione che comporta il superamento del limite di reddito previsto dalla legge.
Si elimina, dunque, un adempimento scandito da termini variabili, introducendo una data certa valida per tutti.
Si vogliono, inoltre, evitare sovrapposizioni nelle procedure e negli adempimenti: se il difensore presenta la richiesta di liquidazione del proprio compenso prima della scadenza ordinaria del 30 giugno, il beneficiario dovrà effettuare la comunicazione delle variazioni contestualmente a tale richiesta, anticipando così l’adempimento.
Vanno comunicate soltanto le variazioni che incidono sul diritto a ricevere il sostegno da parte dello Stato
La comunicazione è circoscritta soltanto alle variazioni che determinano il superamento dei limiti reddituali previsti per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato.
Non è necessario comunicare qualsiasi modifica della situazione economica, ma esclusivamente quelle che incidono concretamente sulla ricezione del beneficio da parte del soggetto.
Come chiarito durante la discussione in Senato:
“È una scelta politica chiara, posto che si tutela il cittadino onesto, che non deve temere di incorrere in sanzioni penali per omissioni marginali. Si rafforza la lotta agli abusi, perché si concentra l’obbligo informativo su ciò che conta davvero. Si rende la norma più proporzionata, più comprensibile, più coerente con la finalità costituzionale del patrocinio a spese dello Stato.”
La mancata comunicazione degli aumenti di reddito è un reato per cui sono previsti la reclusione, la multa e il recupero delle somme corrisposte dallo Stato.
Si deve, dunque, “evitare che un cittadino in difficoltà economica, magari poco abituato alla complessità della burocrazia, rischi una condanna penale per non aver segnalato una variazione che non incide sul diritto.”
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Gratuito patrocinio, scadenza fissa per le variazioni sul reddito