Superbonus 110, l’INT chiede di superare il visto di conformità formale

Tommaso Gavi - Fisco

Superbonus 110 per cento, l'INT propone il superamento del visto di conformità formale nell'ottica della semplificazione degli adempimenti. Nel comunicato del 14 maggio 2021 si sottolineano criticità e opportunità aperte dal digitale.

Superbonus 110, l'INT chiede di superare il visto di conformità formale

Superbonus 110 per cento, nell’ottica di favorire la semplificazione degli adempimenti l’Istituto Nazionale Tributaristi chiede il superamento del visto di conformità formale.

A renderlo noto è il comunicato stampa del 14 maggio 2021 che da conto dei passaggi salienti della nota inviata ai membri della Commissione Attività Produttive della Camera.

Grazie alla digitalizzazione l’adempimento, che rappresenta un costo, potrebbe essere eliminato.

Per accertare la presenza della documentazione potrebbe essere sufficiente una verifica attraverso le piattaforme digitali.

Superbonus 110, l’INT chiede di superare il visto di conformità formale

Il superbonus 110 per cento è al centro del comunicato stampa dell’INT del 14 maggio 2021.

L’istituto si sofferma, in particolare, sul visto di conformità formale.

Nel comunicato stampa si dà conto di una nota rivolta ai membri della Commissione Attività Produttive della Camera, luogo in cui si stanno svolgendo le audizioni sulla maxi detrazione.

L’INT sottolinea la necessità di superamento dell’obbligo del visto di conformità formale.

In un estratto della nota inviata si legge, infatti:

“Il visto di conformità (di natura fiscale), che si ricorda ha mera valenza formale ed oggi è attribuito ai seguenti professionisti: dottori commercialisti e consulenti del lavoro iscritti nei rispettivi albi ed ai tributaristi iscritti nel ruolo dei periti ed esperti in tributi, costituisce un costo per il contribuente o per la fiscalità generale.”

Il primo aspetto messo in evidenza è quello del costo per il contribuente e per la fiscalità generale.

Viene inoltre sottolineata la possibilità di una semplificazione attraverso le possibilità offerte dal digitale.

La nota prosegue, infatti, con le seguenti parole:

“Con l’avvento della digitalizzazione dei documenti non ha più motivo di essere applicato poiché va a certificare formalmente documentazione già in possesso della A.F. sulle piattaforme digitali. Digitalizzare dovrebbe significare maggiore efficienza e risparmio di costi, l’introduzione del visto di conformità fiscale formale, rappresenta esattamente il contrario.”

Nell’ottica di unire digitalizzazione e semplificazione, infatti, l’adempimento potrebbe essere superato grazie alle nuove possibilità a disposizione.

Superbonus 110, visto di conformità formale: le parole del presidente Alemanno

La semplificazione degli adempimenti è una delle richieste più frequenti da parte dei professionisti.

Come sottolinea il presidente dell’INT, l’istituto si è concentrato sugli aspetti tributari del visto di conformità del superbonus 110 per cento.

Alemanno mette in evidenza, infatti, quanto segue:

“Mi pare che da più parti si sia evidenziata la necessità di semplificare il super bonus del 110%. Non volendo entrare nel merito delle procedure tecniche che comunque, a detta delle imprese e dei professionisti interessati, devono essere semplificate, ci si è limitati all’aspetto tributario dell’obbligo di apposizione del visto di conformità formale, che attesterebbe la corretta presenza della documentazione necessaria per i benefici fiscali.”

Il presidente nazionale dell’INT rende noto, inoltre, il processo di riflessione portato avanti dallo stesso Istituto:

“Ci siamo chiesti e lo abbiamo chiesto ai membri della Commissione Attività Produttive della Camera, che senso ha digitalizzare i documenti ed inviarli su piattaforme della P.A. se poi occorre un visto formale per attestarne la corretta presenza, quando ciò può essere fatto consultando la piattaforma digitale? Ovviamente abbiamo anche fornito soluzioni che garantiscano il controllo, peraltro si potrebbe in ultima analisi chiedere un’autocertificazione al beneficiario.”

In conclusione, Alemanno ha focalizzato la riflessione sulla possibile riduzione dei costi, mantenendo la finalità generale della disposizione che introduce il decreto Rilancio:

“Il visto di conformità formale produce un costo che, rientrando nel beneficio del 110%, ricade sulla fiscalità generale e se, almeno per il visto, ciò si può evitare senza alterarne i benefici non si vedono motivi per eliminare questo adempimento. Si condividono le finalità ecologiche e di sicurezza del 110%, ma potrebbe avere la stessa efficacia ed essere maggiormente sfruttato eliminando alcuni passaggi burocratici.”

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