Bonus badanti 2024: come funziona il nuovo esonero contributivo per l’assistenza ad anziani

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

Nel decreto PNRR c'è anche un nuovo bonus per l'assunzione di lavoratrici e lavoratori domestici. I datori di lavoro che impiegano a tempo indeterminato badanti per l'assistenza ad anziani con almeno 80 anni possono beneficiare di un esonero totale dal versamento della contribuzione, fino a 3.000 euro annui. Requisiti e modalità di funzionamento dell'agevolazione

Bonus badanti 2024: come funziona il nuovo esonero contributivo per l'assistenza ad anziani

Esonero contributivo del 100 per cento per i datori di lavoro che assumono lavoratori e lavoratrici per assistenza ad anziani con almeno 80 anni d’età e titolari della pensione di accompagnamento.

Questa la nuova agevolazione prevista nel DDL approvato ieri, 26 febbraio 2024, dal Consiglio dei Ministri.

Per ogni assunzione a tempo indeterminato si può essere esonerati dal pagamento dei contributi previdenziali e assicurativi nel limite di 3.000 euro annui. I datori di lavoro devono avere un valore ISEE non superiore a 6.000 euro.

Bonus badanti 2024: come funziona il nuovo esonero contributivo per l’assistenza ad anziani

Il 26 febbraio 2024 il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo decreto PNRR, con ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Il DDL prevede diverse misure in materia di lavoro, in particolar modo sulla salute e la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici.

Tra le novità anche un bonus per l’assunzione di lavoratori domestici addetti all’assistenza alle persone anziane.

Come si legge anche nel comunicato stampa ufficiale rilasciato a margine della riunione, si introduce una nuova misura con l’obiettivo di promuovere il miglioramento delle prestazioni di lavoro di cura e di assistenza in favore delle persone anziane non autosufficienti e allo stesso tempo favorire la regolarizzazione di tali attività.

Nello specifico si tratta di un esonero contributivo totale per i datori di lavoro domestico che assumono a tempo indeterminato (o con trasformazione da tempo determinato) badanti per attività di assistenza nei confronti di anziani con almeno 80 anni d’età e titolari dell’indennità di accompagnamento.

I datori di lavoro, quindi, sono esonerati per massimo 2 anni dal versamento del 100 per cento dei contributi previdenziali ed assicurativi a loro carico, nel limite di 3.000 euro annui, riparametrato e applicato su base trimestrale. Resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.

L’agevolazione, si legge nella bozza del testo in circolazione, sarà operativa dal 1° aprile 2024 e fino al 31 dicembre 2025.

Bonus assunzione lavoratori domestici 2024: i requisiti ISEE

L’assunzione di lavoratori e lavoratrici a tempo indeterminato non è l’unica condizione per accedere alla nuova agevolazione prevista dal decreto PNRR.

I datori di lavoro domestico, infatti, possono beneficiare dell’esonero se in possesso di un valore ISEE per le prestazioni agevolate di natura sociosanitaria non superiore a 6.000 euro e in corso di validità.

Inoltre, il beneficio non spetta nel caso in cui sia cessato un rapporto di lavoro domestico tra lo stesso lavoratore o lavoratrice, adibiti alle mansioni di assistenza ad anziani, e lo stesso datore di lavoro (o un’altra persona del suo nucleo familiare) da meno di sei mesi.

Non si ha diritto al beneficio anche in caso di assunzione di parenti o affini, a meno che il rapporto abbia ad oggetto lo svolgimento delle mansioni indicate nel DPR n. 1403/1971 (articolo 1, comma 3, secondo periodo, numeri da 1 a 5). Si tratta delle seguenti mansioni:

  • assistenza degli invalidi di guerra civili e militari, invalidi per causa di servizio, invalidi del lavoro, che ricevono l’indennità di accompagnamento;
  • assistenza dei mutilati ed invalidi civili che ricevono le prestazioni previste dalle disposizioni che regolano la materia o che ne siano esclusi per motivi relativi alle loro condizioni economiche;
  • assistenza dei ciechi civili che ricevono le prestazioni previste o che ne avrebbero diritto se non avessero un reddito superiore ai limiti stabiliti;
  • prestazioni di opere nei confronti dei sacerdoti secolari di culto cattolico;
  • prestazioni di servizi diretti e personali nei confronti dei componenti delle comunità religiose o militari di tipo familiare.

Per l’attuazione dell’agevolazione sono stanziati 10 milioni di euro per il 2024, 39,9 milioni per il 2025, 58,8 milioni per il 2026, 27,9 milioni per il 2027 e 0,6 milioni per il 2028.

Si attende ora la pubblicazione del DDL sulla Gazzetta Ufficiale. Poi sarà l’INPS a fornire tutti i dettagli sul funzionamento e sulle modalità di domanda per l’agevolazione.

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