Serve presentare domanda per la carta dedicata a te 2024? Il primo step è l’ISEE

Rosy D’Elia - Leggi e prassi

Le modalità per ottenere la carta dedicata a te 2024 saranno definite da un decreto attuativo. La normativa, però, non ha subito particolari modifiche e con molta probabilità neanche quest'anno servirà presentare domanda per la carta risparmio spesa. Il primo passo per ottenere la social card, in ogni caso, è il calcolo dell'ISEE, che non deve superare i 15.000 euro

Serve presentare domanda per la carta dedicata a te 2024? Il primo step è l'ISEE

Con un nuovo stanziamento di risorse di 600 milioni di euro, l’ultima Legge di Bilancio ha confermato per il 2024 la carta dedicata a te.

La Manovra anche quest’anno ha affidato al Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, di concerto con il Ministro delle imprese e del made in Italy, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e il Ministro dell’economia e delle finanze, il compito di stabilire le modalità e i tempi di erogazione della social card.

Ma, non essendoci particolari novità sulla normativa che regola l’accesso alla carta risparmio spesa molto probabilmente anche quest’anno non sarà necessario presentare domanda per ottenere la prepagata o la nuova ricarica.

C’è, però, un’azione da compiere prima possibile: calcolare l’ISEE, l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, uno dei parametri utilizzati per definire la platea di famiglie beneficiarie.

È proprio sulla base dei dati a disposizione che l’INPS e i Comuni nel 2023 hanno assegnato le prepagate per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità, a cui si è aggiunto anche il bonus benzina o trasporti, per un totale di 460 euro circa.

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Serve presentare domanda per la carta dedicata a te 2024?

Probabilmente anche nel 2024 la carta dedicata a te non dovrà essere richiesta, ma sarà assegnata dopo la verifica dei requisiti effettuata sui nuclei familiari. La conferma si attende con l’approvazione del decreto attuativo delle novità contenute nell’ultima Manovra.

Con la Legge di Bilancio, infatti, sono stati messi in campo 600 milioni di euro per garantire il sostegno economico alle famiglie anche nell’anno in corso: secondo la cifra stanziata potrebbe essere confermato un beneficio di 460 euro circa.

E stando alle modalità di proroga della misura, le risorse dovrebbero essere distribuite con la stessa procedura già attivata nel 2023.

Le famiglie non hanno presentato alcuna domanda per ottenere la carta risparmio spesa, all’INPS e ai Comuni è stato affidato il compito di confrontarsi per stabilire la platea di beneficiari e beneficiarie.

Prima di tutto la prepagata è stata assegnata in base alle seguenti caratteristiche stabilite dalla norma che ha istituito la social card e che quindi restano confermato anche per il 2024:

  • essere residenti nel territorio italiano;
  • avere tutti i componenti del nucleo familiare iscritti nell’Anagrafe della Popolazione Residente (Anagrafe comunale);
  • essere titolari di una certificazione ISEE Ordinario con indicatore non superiore ai 15.000,00 euro annui.

Sempre facendo riferimento al meccanismo dello scorso anno, va specificato che l’assegnazione è stata effettuata su una precisa scala di priorità con prevalenza, a parità di condizioni, dell’ISEE più basso:

  • nuclei familiari, composti da non meno di tre componenti, di cui almeno uno nato entro il 31 dicembre 2009;
  • nuclei familiari, composti da non meno di tre componenti, di cui almeno uno nato entro il 31 dicembre 2005;
  • nuclei familiari composti da non meno di tre componenti.

In attesa delle istruzioni di dettaglio per il 2024, che stabiliranno modalità e tempi di erogazione della misura, c’è già un punto fermo: ottenere l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente 2024 rappresenta un passaggio chiave anche per accedere alla carta dedicata a te.

Come fare domanda per la carta dedicata a te 2024? Prima di tutto serve l’ISEE

Non è ancora chiaro quando sarà attivata la macchina organizzativa per distribuire le nuove risorse messe in campo dalla Legge di Bilancio: la norma, infatti, non indica una data di scadenza per l’adozione del decreto attuativo.

Ma nel frattempo può essere utile calcolare il proprio ISEE, elemento centrale per la verifica dei requisiti da parte di INPS e Comuni.

Non aver l’Indicatore aggiornato, infatti, non permette agli enti di conoscere la situazione economica della famiglia ed, eventualmente, di includerla nella platea dei beneficiari.

In ogni caso, quindi, può essere utile muoversi per tempo e presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica, DSU, con i dati anagrafici, reddituali e patrimoniali del nucleo familiare e ottenere l’ISEE.

Per calcolare l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente è possibile seguire diversi canali:

  • rivolgersi al Comune di riferimento;
  • affidarsi a un Centro di Assistenza Fiscale;
  • procedere online all’INPS attraverso il servizio dedicato.

Una volta ottenuta la certificazione, è valida fino alla scadenza del 31 dicembre dell’anno in cui è stata richiesta e può essere utilizzare per l’accesso e per il calcolo di una serie di prestazioni: dal bonus bollette al contributo per l’asilo nido.

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