Modello EAS associazioni: scadenza e istruzioni

Redazione - Moduli fiscali

Il Modello EAS è lo strumento che devono utilizzare le associazioni che registrano variazioni sui dati significativi ai fini fiscali comunicati in precedenza all'Agenzia delle Entrate. Per procedere si ha tempo fino alla scadenza del 31 marzo dell'anno successivo a quello in cui si è verificata la novità rilevante. Sull'adempimento, però, si attendono chiarimenti operativi alla luce della riforma del Terzo Settore.

Modello EAS associazioni: scadenza e istruzioni

Le associazioni che registrano variazioni sui dati fiscali comunicati in precedenza devono trasmettere all’Agenzia delle Entrate il Modello EAS.

Per procedere si ha tempo fino alla scadenza del 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la novità significativa per il Fisco.

Lo stesso strumento deve essere utilizzato dalle neonate associazioni entro 60 giorni dalla costituzione degli enti.

La presentazione del modello modello EAS rappresenta quindi uno dei principali obblighi degli enti associativi senza scopo di lucro che usufruiscono delle agevolazioni fiscali previste dall’articolo 30, comma 1 del D.l. 185/2008.

La piena operatività della riforma del Terzo Settore e in particolare del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, RUNTS, cambierà le carte in tavola anche per quanto riguarda questo tipo di comunicazione.

All’articolo 94 del Dlgs n. 117/2021 si legge:

“Agli enti del Terzo settore non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 30 del decreto-legge 29 novembre 2008 n. 185, convertito, con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 e comunque tali enti non sono tenuti alla presentazione dell’apposito modello di cui al comma 1 del medesimo articolo 30”.

La necessità di trasmettere il modello EAS per gli enti del Terzo Settore verrà meno nel momento in cui prenderà vita il RUNTS.

L’adempimento è nato in relazione alle agevolazioni fiscali esistenti e alla necessità di trasmettere in via telematica all’Agenzia delle Entrate i dati e le notizie rilevanti ai fini fiscali.

Di seguito modello e istruzioni da utilizzare.

  • Modello EAS Agenzia delle Entrate: ecco il modello ufficiale da presentare;
    Agenzia delle Entrate - Modello EAS
    Modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali da parte degli enti associativi.
  • le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per le associazioni.
    Agenzia delle Entrate - Istruzioni per la compilazione del modello EAS
    Istruzioni per la compilazione del modello EAS per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali da parte degli enti associativi.

Modello EAS: scadenza da rispettare per le associazioni

Qual è la scadenza del modello EAS?

Il modello EAS per la trasmissione dei dati delle associazioni deve essere inviato, in via telematica - direttamente dal contribuente interessato oppure tramite intermediari abilitati:

  • entro 60 giorni dalla data di costituzione degli enti;
  • ovvero quando cambiano i dati precedentemente comunicati; la scadenza, in questa ipotesi, è il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione;
  • infine, caso di perdita dei requisiti qualificanti (previsti dalla normativa tributaria e richiamati dall’articolo 30 del Decreto Legge numero 185/2008, il modello EAS va ripresentato entro 60 giorni, compilando la sezione “Perdita dei requisiti”.

Modello EAS: associazioni obbligate in caso di variazioni

L’Agenzia delle Entrate specifica che il modello EAS dovrà essere inviato in caso di variazioni, eccetto che nei seguenti casi:

  • modifica del dati anagrafici dell’ente e/o del rappresentante legale nel caso in cui siano già stati comunicati attraverso i modelli AA5/6 (per i soggetti non titolari di partita IVA) e AA7/8 (per i soggetti titolari di partita IVA); cfr Risoluzione 125/2011;
  • variazioni per il solo ammontare dei proventi per attività di sponsorizzazione o pubblicità percepiti occasionalmente o abitualmente (ultima parte della dichiarazione n.20);
  • variazione del costo sostenuto per messaggi pubblicitari (dichiarazione n.21);
  • variazione dell’ammontare delle entrate (dichiarazione n.23);
  • variazione del numero dei soci e/o associati dell’ente associativo (dichiarazione n. 24);
  • variazione nell’ammontare delle erogazioni liberali ricevute (dichiarazione 30) o dell’ammontare dei contributi pubblici ricevuti (dichiarazione n. 31);
  • variazione del numero e giorni per l’organizzazione di manifestazioni di raccolta fondi (dichiarazione n.33).

Modello EAS Agenzia delle Entrate associazioni: soggetti esonerati

Il modello EAS non deve essere presentato dai seguenti soggetti esonerati:

  • gli enti associativi dilettantistici iscritti nel registro del Coni che non svolgono attività commerciale;
  • le associazioni pro-loco che hanno esercitato l’opzione per il regime agevolativo in quanto nel periodo d’imposta precedente hanno realizzato proventi inferiori a 250.000 euro (Legge n° 398/1991 – Regime speciale Iva e imposte dirette);
  • le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali che non svolgono attività commerciali diverse da quelle marginali individuate dal Dm 25 maggio 1995 (per esempio, attività di vendita di beni acquisiti da terzi a titolo gratuito, iniziative occasionali di solidarietà, attività di somministrazione di alimenti e bevande in occasioni di raduni, manifestazioni e simili);
  • i patronati che non svolgono al posto delle associazioni sindacali promotrici le loro proprie attività istituzionali;
  • le Onlus di cui al decreto legislativo n° 460 del 1997;
  • gli enti destinatari di una specifica disciplina fiscale (per esempio, i fondi pensione).

Si ricorda che la riforma del Terzo Settore ha cambiato il panorama degli enti associativi e che nuovi chiarimenti dovranno essere forniti anche sull’utilizzo del modello EAS.

Modello EAS con modalità semplificate: soggetti ammessi

Stando alle regole originarie, in ogni caso, ci sono soggetti che hanno diritto a presentare il modello EAS con modalità semplificate:

  • le associazioni e società sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni, diverse da quelle espressamente esonerate;
  • le associazioni di promozione sociale iscritte nei registri di cui alla legge n° 383 del 2000;
  • le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri di cui alla legge n° 266 del 1991, diverse da quelle esonerate per la presentazione del modello (le organizzazioni di volontariato che non sono Onlus di diritto);
  • le associazioni iscritte nel registro delle persone giuridiche tenuto dalle prefetture, dalle regioni o dalle province autonome ai sensi del Dpr 361/2000;
  • le associazioni religiose riconosciute dal Ministero dell’interno come enti che svolgono in via preminente attività di religione e di culto, nonché le associazioni riconosciute dalle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese;
  • i movimenti e i partiti politici tenuti alla presentazione del rendiconto di esercizio per la partecipazione al piano di riparto dei rimborsi per le spese elettorali ai sensi della legge n° 2 del 1997 o che hanno comunque presentato proprie liste nelle ultime elezioni del Parlamento nazionale o del Parlamento europeo;
  • le associazioni sindacali e di categoria rappresentate nel Cnel nonché le associazioni per le quali la funzione di tutela e rappresentanza degli interessi della categoria risulti da disposizioni normative o dalla partecipazione presso amministrazioni e organismi pubblici di livello nazionale o regionale, le loro articolazioni territoriali e/o funzionali gli enti bilaterali costituiti dalle anzidette associazioni gli istituti di patronato che svolgono, in luogo delle associazioni sindacali promotrici, le attività istituzionali proprie di queste ultime;
  • l’Anci, comprese le articolazioni territoriali;
  • le associazioni riconosciute aventi per scopo statutario lo svolgimento o la promozione della ricerca scientifica individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (per esempio, l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro);
  • le associazioni combattentistiche e d’arma iscritte nell’albo tenuto dal Ministero della difesa
  • le federazioni sportive nazionale riconosciute dal Coni.

Modello EAS non presentato: cosa succede?

Cosa succede se un’associazione non ha presentato il modello EAS?

Il Decreto Legge numero 16/2012 ha stabilito che:

La fruizione di benefici di natura fiscale o l’accesso a regimi fiscali opzionali, subordinati all’obbligo di preventiva comunicazione ovvero ad altro adempimento di natura formale non tempestivamente eseguiti, non è preclusa, sempre che la violazione non sia stata constatata o non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore dell’inadempimento abbia avuto formale conoscenza, laddove il contribuente:

  • abbia i requisiti sostanziali richiesti dalle norme di riferimento alla data di scadenza ordinaria del termine;
  • effettui la comunicazione (o effettui l’adempimento richiesto) entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile;
  • versi contestualmente l’importo pari alla misura minima della sanzione di 258 euro con codice tributo 8114 - cd. remissione in bonis”.

Attenzione: la sanzione per la remissione in bonis non può essere oggetto di ravvedimento operoso e, a partire dall’11 giugno 2018, deve essere pagata esclusivamente con il modello F24 Elide.

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