Scadenze spesometro 2018, istruzioni e novità

Redazione - Comunicazioni IVA e spesometro

Scadenze spesometro 2018 trimestrale o semestrale su opzione: ecco tutte le istruzioni e le novità introdotte dal DL 148/2017 per la comunicazione telematica dei dati delle fatture emesse e ricevute.

Scadenze spesometro 2018, istruzioni e novità

Spesometro 2018: tutte le scadenze e istruzioni per la comunicazione trimestrale o semestrale su opzione della comunicazione dei dati delle fatture in una guida aggiornata con le ultime novità.

La prima scadenza che interesserà contribuenti e intermediari è fissata al 31 maggio 2018, termine entro cui bisognerà inviare lo spesometro del primo trimestre 2018.

Si ricorda, tuttavia, che tale scadenza ha natura facoltativa: sarà proprio maggio il termine entro cui i contribuenti potranno esercitare l’opzione per l’invio dello spesometro semestrale, per la quale in mancanza di chiarimenti si ritiene sarà ritenuto valido il comportamento concludente.

In sostanza, sulla base delle istruzioni sullo spesometro ad oggi disponibili e tenuto conto delle novità introdotte dal DL 148/2017, per continuare ad inviare la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute nel 2018 a cadenza semestrale basterà omettere l’invio dello spesometro del primo trimestre 2018.

In tal modo, le scadenze dello spesometro 2018 si riducono a due, a fronte dei quattro appuntamenti trimestrali, così come previsto per le Lipe, previsti a partire dal seguente anno d’imposta dal DL 193/2016 e successive modificazioni.

In merito alle istruzioni e ai dati obbligatori da trasmettere con lo spesometro, il DL 148/2017 ha semplificato le informazioni da inviare in modalità telematica.

A fronte dell’importante adempimento, abolito dal 1° gennaio 2019 per effetto dell’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica ma che resterà in vita per le operazioni con l’estero (“amara” sorpresa del provvedimento delle Entrate del 30 aprile 2018) di seguito si riepilogano scadenze, novità e istruzioni dello spesometro 2018.

Spesometro 2018: tutte le scadenze

Per le fatture emesse e ricevute a partire dal 1° gennaio 2018 lo spesometro dovrà essere inviato entro le seguenti scadenze:

PeriodoScadenza spesometro 2018 trimestraleScadenza spesometro 2018 semestrale
Primo trimestre 31 maggio /
Secondo trimestre 30 settembre 30 settembre - esercizio opzione invio semestrale
Terzo trimestre 30 novembre /
Quarto trimestre 28 febbraio anno successivo 28 febbraio anno successivo - esercizio opzione invio semestrale

Come evidenziato nella tabella e come precedentemente anticipato, i contribuenti potranno optare per due diverse periodicità d’invio dello spesometro: trimestrale o semestrale.

L’Agenzia delle Entrate non si è espressa circa le modalità di esercizio dello spesometro a scadenza semestrale e sono in tanti, con l’approssimarsi della scadenza del 31 maggio sulla comunicazione delle fatture del primo trimestre 2018 a richiedere apposite istruzioni.

Spesometro 2018 trimestrale o semestrale su opzione

Tra le novità introdotte dal Decreto Legge fiscale 148/2017 è stata prevista ha la facoltà di invio dello spesometro a cadenza semestrale anche nel 2018.

In merito alle modalità di esercizio dell’opzione spesometro semestrale 2018, ad oggi non sono state pubblicate specifiche istruzioni.

Nei giorni immediatamente successivi alla pubblicazione del Decreto Fiscale si ipotizzava che i contribuenti dovessero effettuare un’apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

Così non è, almeno per ora.

Le novità introdotte dal Decreto Legge fiscale collegato alla Manovra 2018 sono state disciplinare dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 5 febbraio 2018.

Tuttavia, nelle disposizioni attuative dell’Agenzia delle Entrate non è chiarito quale sarà la modalità per l’esercizio dell’opzione per lo spesometro semestrale.

A questo punto, quel che si ipotizza e che appare più verosimile, è che per essere “autorizzati” all’invio dello spesometro rispettivamente il 30 settembre 2018 per i dati delle fatture del primo semestre e il 28 febbraio 2019 per lo spesometro del secondo semestre 2018, basterà assumere un comportamento concludente.

In sintesi, basterà che il contribuente abbia tenuto un comportamento coerente con il regime opzionale prescelto, ovvero l’omissione dell’invio dello spesometro per il primo trimestre 2018 e per il terzo.

La scadenza dello spesometro del primo trimestre 2018, fissata al 31 maggio 2018, assume quinti natura facoltativa e l’ipotesi è che saranno davvero in pochi a scegliere di inviare la comunicazione con periodicità trimestrale.

Spesometro 2018: soggetti obbligati e casi di esonero

I soggetti obbligati all’invio telematico dello spesometro 2018 trimestrale o semestrale su opzione sono i seguenti:

  • imprese individuali, imprese familiari, aziende coniugali (eccezion fatta per quelle operanti con il regime dei minimi e con il regime forfettario);
  • professionisti anche in forma associata;
  • imprese agricole in regime di esonero IVA;
  • società di persone;
  • società di capitali, società cooperative;
  • curatori fallimentari per conto della società fallita o posta in liquidazione coatta amministrativa;
  • stabili organizzazioni;
  • società estere per operazioni effettuate nel territorio italiano;
  • soggetti identificati in Italia o che operano mediante un rappresentante fiscale.

I soggetti esonerati dall’invio telematico dello spesometro 2018, a seguito delle novità introdotte dal decreto legge fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2018, sono i seguenti:

  • amministrazioni pubbliche per i dati delle fatture emesse nei confronti dei consumatori finali;
  • produttori agricoli esonerati ai sensi dell’art. 34, comma 6 del DPR 633/72 situati in zone montane;
  • contribuenti nel regime forfettario;
  • contribuenti minimi;
  • produttori agricoli in regime di esonero delle zone montane;
  • la Pubblica Amministrazione e le Amministrazioni autonome;
  • i contribuenti titolari di partita IVA che hanno aderito alla fatturazione elettronica.

Con un avviso pubblicato il 12 settembre 2017 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’invio non è obbligatorio per le fatture già trasmesse tramite il Sistema Tessera Sanitaria.

Per maggiori dettagli i lettori possono far riferimento alla sezione dedicata allo spesometro, con numerosi articoli di approfondimento relativi alla comunicazione dati fatture emesse e ricevute.

Istruzioni spesometro 2018: dati obbligatori e novità

Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate dello scorso 5 febbraio 2018 ha introdotto rilevanti novità in merito alle istruzioni per l’invio telematico dello spesometro 2018.

Per evitare l’invio di informazioni superflue e irrilevanti ai fini dell’attività di controllo, per i dati delle fatture emesse e ricevute i dati obbligatori da trasmettere vengono ridotti a:

  • partita IVA dei soggetti coinvolti nelle operazioni o codice fiscale per i soggetti che non agiscono nell’esercizio di imprese, arti e professioni;
  • data e numero della fattura;
  • base imponibile;
  • aliquota applicata;
  • tipologia dell’operazione ai fini dell’IVA nel caso in cui l’imposta non sia indicata in fattura.

Le mini-fatture emesse e ricevute di importo inferiore a 300 euro registrate cumulativamente sarà possibile trasmettere i dati del documento riepilogativo.

In merito al documento riepilogativo delle fatture emesse i dati obbligatori da inserire sono i seguenti:

  • il numero e la data del documento;
  • la partita IVA del cedente/prestatore;
  • la base imponibile;
  • l’aliquota IVA applicata e l’imposta ovvero, ove l’operazione non comporti l’annotazione dell’imposta nel documento, la tipologia dell’operazione.

Per i documenti riepilogativi delle fatture ricevute, invece, bisognerà inviare:

  • il numero e la data di registrazione del documento;
  • la partita IVA del cessionario/committente;
  • la base imponibile;
  • l’aliquota IVA applicata e l’imposta ovvero, ove l’operazione non comporti l’annotazione dell’imposta nel documento, la tipologia dell’operazione.

Spesometro 2018: sanzioni e ravvedimento operoso

In caso di invio tardivo dello spesometro 2018, errori od omissioni si applicano le seguenti sanzioni:

  • 2 euro per ogni fattura,
  • con un massimo di 1.000 euro per ciascun trimestre.

È possibile, inoltre, avvalersi del ravvedimento operoso, con la seguente riduzione delle sanzioni previste:

Il ravvedimento operoso prevede sanzioni ridotte sulla base del ritardo con cui si procede con l’integrazione di dati omessi o trasmessi in maniera inesatta:

  • 1/9 di 500 euro se lo spesometro è inviato entro 15 giorni dalla scadenza originaria;
  • 1/9 di 1.000 euro se la correzione avviene entro 90 giorni dalla scadenza originaria;
  • 1/8 di 1.000 euro se il modello è presentato oltre 90 giorni ma entro un anno dalla scadenza;
  • 1/7 di 1.000 euro se la regolarizzazione avviene entro due anni;
  • 1/6 di 1.000 euro se la regolarizzazione avviene oltre due anni;
  • 1/5 di 1.000 euro se la regolarizzazione è effettuata dopo la constatazione della violazione.

In merito alle sanzioni sullo spesometro 2018 i lettori possono far riferimento alle istruzioni pubblicate dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 104/E del 28 luglio 2017.