Chi ha aderito alla rottamazione quinquies e alla precedente definizione agevolata delle cartelle è salvo dalle trattenute sulle fatture alla PA, che si applicano dal 15 giugno
Aver aderito alla rottamazione quinquies o essere in regola con i pagamenti della vecchia pace fiscale si trasforma in uno scudo che protegge dalla nuova stretta sui pagamenti della Pubblica Amministrazione in caso di debiti da sanare.
Dal 15 giugno, infatti, si applica la novità introdotta dall’ultima Manovra e rivista dal Decreto Fiscale: anche per fatture di importo basso in presenza di cartelle pari ad almeno 5.000 euro, per i professionisti e le professioniste che devono ricevere compensi dalla PA scattano le trattenute.
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La rottamazione delle cartelle salva dal blocco delle fatture della PA in caso di debiti
Dal prossimo lunedì il blocco previsto dall’articolo 48 bis del DPR n. 602 del 1973 non si applicherà solo a pagamenti di importo pari o superiore a 5.000 euro. Ma anche a compensi più contenuti: la Pubblica Amministrazione è chiamata a verificare la presenza di cartelle e, in caso di debiti da sanare, a corrispondere direttamente gli importi alla Riscossione.
La novità si applica ai redditi di lavoro autonomo e affida alla PA un ruolo di mediazione: a professionisti e professioniste arriverà solo la cifra che resta dopo i prelievi necessari per pareggiare i conti con l’AdER.
I compensi, però, sono salvi per tutti e tutte coloro che hanno aderito alla pace fiscale vecchia e nuova.
Come previsto dalle norme di riferimento, avere in corso una definizione agevolata delle cartelle disinnesca i blocchi dei pagamenti previsti dall’articolo 48-bis del DPR n. 602 del 1973.
Per ora, quindi, per la rottamazione quinquies basta semplicemente aver inoltrato la domanda di adesione che mette in pausa le conseguenze previste per chi ha cartelle da sanare.
| Pagamento delle fatture dalla PA | Verifica della situazione del professionista |
|---|---|
| Fino a 5.000 euro (regola valida per i redditi di lavoro autonomo) | In presenza di cartelle pari ad almeno 5.000 euro, versamento degli importi dovuti alla Riscossione e pagamento dell’eventuale importo residuo al professionista |
| Oltre i 5.000 euro | Blocco del pagamento in presenza di cartelle pari o superiori a 5.000 euro |
La rottamazione salva le fatture almeno fino al 31 luglio 2026
Il periodo di tregua fiscale dura almeno fino al 31 luglio 2026, prima scadenza della rottamazione quinquies in calendario che avvia concretamente il percorso di regolarizzazione dei carichi.
Chi non versa la prima o unica rata del piano perde anche la protezione dalle trattenute della PA.
Allo stesso modo, coloro che sono in regola con i pagamenti della rottamazione quater possono ricevere eventuali compensi dalla Pubblica Amministrazione senza ostacoli.
Vale la pena, però, fare una precisazione: lo scudo dell’adesione a una delle stagioni di pace fiscale agisce sui singoli carichi inseriti nelle definizioni agevolate.
Chi, ad esempio, ha diverse cartelle e ha deciso o ha potuto regolarizzarne soltanto una, in presenza delle condizioni che fanno scattare la stretta sulle fatture, vedrà comunque azzerarsi o ridursi i compensi che deve ricevere dalla Pubblica Amministrazione.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Rottamazione quinquies: scudo sulle fatture alla PA almeno fino al 31 luglio