Rottamazione delle cartelle: nuovo spiraglio sulla riapertura della vecchia pace fiscale

Rosy D’Elia - Dichiarazioni e adempimenti

Mentre si va verso la scadenza per l'adesione alla nuova pace fiscale, si discute ancora una volta sulla riapertura della vecchia rottamazione delle cartelle e il Ministero dell'Economia non chiude la porta. Tutto, però, dipende dalle risorse

Rottamazione delle cartelle: nuovo spiraglio sulla riapertura della vecchia pace fiscale

Si riapre uno spiraglio su una nuova riapertura della rottamazione quater. È il Ministero dell’Economia e delle Finanze, durante le interrogazioni a risposta immediata di oggi 15 aprile, a lasciare ancora aperta la porta della vecchia pace fiscale, mentre la nuova definizione agevolata delle cartelle prevista dalla Manovra 2026 scalda i motori.

Torna in campo l’ipotesi emersa anche durante i lavori di conversione del DL Milleproroghe e poi sfumata. Dalle parole ai fatti, resta l’ostacolo dei costi:

“Ulteriori misure finalizzate a consentire la riapertura dei termini per i contribuenti che sono decaduti dalla cosiddetta rottamazione quater non potranno che essere valutate subordinatamente alla necessaria disponibilità finanziaria”.

ha dichiarato la sottosegretaria Lucia Albano, sollecitata sul tema da Saverio Congedo (FdI).

Per ricevere via email gli aggiornamenti gratuiti di Informazione Fiscale in materia di ultime novità ed agevolazioni fiscali e del lavoro, lettrici e lettori interessati possono iscriversi gratuitamente alla nostra newsletter, un aggiornamento fiscale al giorno via email dal lunedì alla domenica alle 13.00.

Una buona fonte dalla quale aggiornarsi su questi temi, gratuita e che non farà mai clickbaiting!

Iscriviti alla nostra newsletter


Rottamazione delle cartelle: il MEF lascia aperta la porta della vecchia pace fiscale

Tra proroghe e riaperture, il calendario della rottamazione delle cartelle messa in campo con la Legge di Bilancio 2023 è stato già rivisto diverse volte in questi tre anni, anche per contenere il numero di contribuenti che smettono di pagare le rate dovute non portando a termine il percorso di regolarizzazione dei debiti.

La platea dei cosiddetti contribuenti decaduti è ampia. E lo confermano anche i dati che arrivano dall’Agenzia delle Entrate: negli anni gli incassi calano sempre di più.

AnnoIncasso da rottamazione quater - dato complessivo*
2023 6,8 miliardi di euro
2024 5,4 miliardi di euro
2025 4,5 miliardi di euro

*Incassi relativi a somme dovute all’Agenzia delle Entrate, Altri enti statali, INPS, INAIL, Comuni, altri enti

I cittadini e le cittadine aderiscono alla pace fiscale, cominciano a pagare, ma in molti casi, per volontà o per necessità, non riescono a rispettare tutte le scadenze.

Nell’impianto di regole della vecchia rottamazione delle cartelle basta una rata non pagata per perdere i benefici della definizione agevolata.

Questa regola e l’esclusione dalla nuova pace fiscale per tutte e tutti coloro che non hanno rispettato la scadenza del 30 settembre o le successive sono alla base di una possibile nuova riapertura.

Se è vero che le regole della rottamazione quinquies non hanno subito variazioni durante l’iter di approvazione della Manovra 2026, è anche vero che i lavori sul testo si sono conclusi solo a fine anno.

E coloro che hanno smesso di pagare sperando di passare dalla vecchia alla nuova pace fiscale sono rimasti fuori da entrambi i percorsi di regolarizzazione dei debiti.

Sempre in base alle disponibilità economiche, dalle valutazioni non si escludono anche nuove possibilità anche per chi non ha pagato le ultime rate scdute a novembre e a febbraio.

“Se abbiamo ben capito, c’è uno spiraglio aperto con un provvedimento che potrebbe essere adottato nelle prossime settimane per riammettere i contribuenti oggetto della questione”

sintetizza Congedo

D’altronde anche il viceministro all’Economia e alle Finanze Maurizio Leo al termine dei lavori sul Milleproroghe non aveva chiuso del tutto la porta a futuri interventi.

Il tempismo è perfetto: la prossima scadenza in calendario è fissata al 31 maggio. E l’occasione non manca: la novità potrebbe trovare spazio nei lavori di conversione in legge del Decreto Fiscale. Ma resta sempre da valutare un aspetto per niente trascurabile: la sostenibilità economica.