Rottamazione delle cartelle: ancora in campo la riapertura della vecchia pace fiscale

Rosy D’Elia - Dichiarazioni e adempimenti

Tempo scaduto per l'adesione alla nuova pace fiscale, resta in campo l'ipotesi di una riapertura della vecchia rottamazione delle cartelle: il nuovo banco di prova è il DL Fiscale

Rottamazione delle cartelle: ancora in campo la riapertura della vecchia pace fiscale

Mentre si chiudono le porte della rottamazione quinquies, con la scadenza per le adesioni fissata al 30 aprile, torna ancora una volta in campo l’ipotesi di una riapertura della vecchia pace fiscale.

Dopo il DL Milleproroghe, è la volta della conversione in legge del Decreto Fiscale: tra gli emendamenti presentati, infatti, c’è anche la proposta di dare una nuova chance a coloro che non hanno pagato le ultime rate della definizione agevolata.

Le occasioni per intervenire non mancano, ma resta da superare l’ostacolo dei costi:

“Ulteriori misure finalizzate a consentire la riapertura dei termini per i contribuenti che sono decaduti dalla cosiddetta rottamazione quater non potranno che essere valutate subordinatamente alla necessaria disponibilità finanziaria”.

Ha sottolineato la sottosegretaria al Ministero dell’Economia e delle Finanze Lucia Albano, durante le interrogazioni a risposta immediata del 15 aprile, riaprendo però uno spiraglio sulla riammissione della rottamazione quater.

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Rottamazione delle cartelle: ancora in campo la riapertura della vecchia pace fiscale

Tra proroghe e riaperture, il calendario della rottamazione delle cartelle messa in campo con la Legge di Bilancio 2023 è stato già rivisto diverse volte in questi tre anni, anche per contenere il numero di contribuenti che smettono di pagare le rate dovute non portando a termine il percorso di regolarizzazione dei debiti.

La platea dei cosiddetti contribuenti decaduti è ampia. E lo confermano anche i dati che arrivano dall’Agenzia delle Entrate: negli anni gli incassi calano sempre di più.

AnnoIncasso da rottamazione quater - dato complessivo*
2023 6,8 miliardi di euro
2024 5,4 miliardi di euro
2025 4,5 miliardi di euro

*Incassi relativi a somme dovute all’Agenzia delle Entrate, Altri enti statali, INPS, INAIL, Comuni, altri enti

I cittadini e le cittadine aderiscono alla pace fiscale, cominciano a pagare, ma in molti casi, per volontà o per necessità, non riescono a rispettare tutte le scadenze.

Nell’impianto di regole della vecchia rottamazione delle cartelle basta una rata non pagata per perdere i benefici della definizione agevolata.

Questa regola e l’esclusione dalla nuova pace fiscale per tutte e tutti coloro che non hanno rispettato la scadenza del 30 settembre o le successive sono alla base di una possibile nuova riapertura.

Rottamazione delle cartelle, nel DL Fiscale una nuova occasione per la riapertura

Tutto è ancora da decidere e la questione sarà affrontata ancora una volta dalla Commissione finanze del Senato che è chiamata a esaminare da domani, 5 maggio, gli emendamenti presentati al Decreto Fiscale.

Firmata Garavaglia (Lega) la proposta di aprire la prossima scadenza del 31 maggio anche a coloro che non hanno versato le rate del 30 novembre e del 28 febbraio. Per rientrare, quindi, servirebbe un triplo pagamento.

Se è vero che le regole della rottamazione quinquies non hanno subito variazioni durante l’iter di approvazione della Manovra 2026, è anche vero che i lavori sul testo si sono conclusi solo a fine anno.

E coloro che hanno smesso di pagare sperando di passare dalla vecchia alla nuova pace fiscale sono rimasti fuori da entrambi i percorsi di regolarizzazione dei debiti.

Anche il viceministro all’Economia e alle Finanze Maurizio Leo al termine dei lavori sul Milleproroghe non aveva chiuso del tutto la porta a futuri interventi.

Il tempismo del Decreto Fiscale è perfetto per offrire una nuova chance. Ma, come ha sottolineato il MEF a metà aprile, la valutazione passerà necessariamente anche dall’impatto economico che ne deriverebbe, stimato in 1 milione di euro per il 2026.