Coronavirus, ritenuta d’acconto professionisti opzionale fino a maggio

Ritenuta d'acconto opzionale per i professionisti. La trattenuta Irpef potrà essere sospesa fino a maggio 2020. La novità nel decreto economico sul coronavirus la cui approvazione definitiva è attesa oggi 16 marzo 2020.

Coronavirus, ritenuta d'acconto professionisti opzionale fino a maggio

Ritenuta d’acconto opzionale per i professionisti fino al mese di maggio: il decreto economico anti coronavirus sospende la trattenuta Irpef delle piccole partite IVA.

Le novità in campo per placare gli effetti negativi del coronavirus in Italia sono diverse, ed è atteso oggi il varo del decreto legge fiscale anti Covid-19.

L’ultima bozza disponibile prevede, tra le misure volte a garantire maggiore liquidità ai professionisti, la possibilità di richiedere al committente la sospensione dall’applicazione della ritenuta d’acconto Irpef fino al 31 maggio 2020.

L’agevolazione si applica ai professionisti con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro e saranno questi a dover poi versare le ritenute sospese, in un’unica soluzione o a rate a partire dal mese di maggio.

Ritenuta d’acconto professionisti opzionale fino a maggio: il coronavirus sospende la trattenuta Irpef

Sarà l’importo di ricavi o compensi relativi al 2019 a stabilire quali professionisti potranno richiedere, su opzione, la sospensione dall’applicazione della ritenuta d’acconto Irpef sulle somme corrisposte dal committente.

Un’agevolazione finalizzata a garantire maggiore liquidità ai piccoli professionisti e che, stando a quanto previsto dalla bozza del decreto legge anti Covid-19, è rivolta ai soggetti con domicilio fiscale, sede legale o operativa in Italia con ricavi o compensi fino a 400.000 euro.

Pur ribadendo che si tratta di una misura ancora non ufficiale, analizziamo cosa prevede l’ultima bozza del decreto legge economico circolata nelle ultime ore.

La sospensione della ritenuta d’acconto ai fini Irpef da parte del sostituto d’imposta è prevista fino al 31 maggio 2020.

Tra le condizione per beneficiarne è previsto che il professionista titolare di partita IVA non debba aver sostenuto nel mese precedente spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato.

Coronavirus, sospensione ritenuta d’acconto professionisti: opzione con dichiarazione al sostituto

Sarà un’agevolazione opzionale quella prevista per i piccoli professionisti e si affiancherà alle altre misure economiche previste, tra cui la proroga delle scadenze fiscali.

La non applicazione della ritenuta d’acconto ai fini Irpef per le partite IVA fino a 400.000 euro di ricavi o compensi sarà subordinata al rilascio di un’apposita dichiarazione.

Con l’attestazione da rilasciare al sostituto d’imposta bisognerà dichiarare che i ricavi o compensi non sono soggetti a ritenuta Irpef ai sensi di quanto disposto dal decreto economico sul coronavirus (per il corretto riferimento normativo attendiamo il varo del testo da parte del Governo).

Ritenuta d’acconto professionisti, versamento trattenute Irpef sospese dal 31 maggio 2020

La sospensione delle trattenute Irpef capovolge le regole ordinarie: il versamento della ritenuta d’acconto sospesa dovrà essere effettuato dal professionista.

La bozza del DL anti Covid-19 dispone che il professionista versi l’ammontare delle ritenute d’acconto non operate dal sostituto d’imposta in un’unica soluzione o a rate a partire dal 31 maggio 2020.

Il versamento della somma sospesa potrà essere effettuato in un massimo di 5 rate mensili di pari importo, sulle quali non si applicheranno sanzioni ed interessi.

È questo l’aspetto critico dell’agevolazione prevista dalla bozza del DL fiscale anti Covid-19, volta a garantire liquidità ai professionisti danneggiati dal coronavirus.

Il professionista dovrà versare la propria ritenuta Irpef in tempi brevi, così come è limitata nel tempo la possibilità di richiedere la non applicazione della trattenuta d’imposta.

Sarebbe stato più opportuno, considerando la finalità della norma, che il versamento della somma dovuta avvenisse in sede di dichiarazione dei redditi. Sono queste alcune delle critiche mosse dai piccoli professionisti, in considerazione delle difficoltà economiche conseguenti alla grave emergenza epidemiologica del coronavirus.

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