Favorire le ristrutturazioni che puntano al risparmio energetico. Come? Con il ritorno dell'ecobonus al 65 per cento a partire dal 2027. Le novità nel cantiere della prossima Manovra
Ristrutturazioni con ritorno al passato, quantomeno per quel che riguarda i lavori che puntano al risparmio energetico.
Nel calderone delle proposte della Manovra 2027 torna in pista l’ecobonus al 65 per cento, per incentivare gli interventi volti ad aumentare le prestazioni energetiche degli edifici.
Dopo lo stop all’aliquota più alta a partire dal 2025, il Governo punta ora a tornare indietro, sfruttando la flessibilità concessa dall’Europa per favorire la transizione energetica.
Ecobonus al 65 per cento dal 2027: perché si può aumentare lo sconto fiscale sulle ristrutturazioni energetiche
Sono i 14 miliardi di flessibilità richiesti dall’Italia alla Commissione Europea la strada che potrebbe aprire a un potenziamento dei bonus edilizi, quantomeno per quel che riguarda i lavori che puntano a migliorare le prestazioni energetiche degli edifici.
Lo strumento ad oggi in campo a tal fine è noto: si tratta dell’ecobonus, la detrazione che attualmente consente di recuperare il 50 per cento delle spese sostenute per un’ampia categoria di interventi, dall’installazione di pompe di calore fino alle schermature solari e ai lavori di isolamento termico.
Dal 2025 però la portata dell’agevolazione è stata drasticamente ridotta. Così come per il bonus ristrutturazione, e dopo il boom della stagione del superbonus, si è passati alle aliquote “sdoppiate” del 50 per cento per la prima casa e del 36 per cento per le seconde case.
Da due anni è venuta quindi meno l’aliquota potenziata del 65 per cento, così come le maggiorazioni del 70-75 per cento per i lavori in condominio.
Pompe di calore, solare, infissi, l’idea dell’ecobonus al 65 per cento sulla prima casa
Nel cantiere fiscale della Manovra 2027 torna quindi la discussione sul futuro dei bonus edilizi, per i quali salvo novità dal prossimo 1° gennaio diverrà operativo il nuovo taglio al 36 per cento per le prime case e al 30 per cento per gli immobili diversi.
Potenziare l’ecobonus, con un ritorno al passato, consentirebbe anche di intercettare le esigenze legate all’attuazione della Direttiva UE sulle case green, e più in generale il tema dei consumi di energia alla luce delle recenti tensioni internazionali che incidono sui costi per le famiglie.
Va detto però che non è al momento chiaro se, in caso di approdo della riforma in Legge di Bilancio 2027, l’aliquota più vantaggiosa sarà estesa a tutti i lavori inclusi nell’ecobonus o solo parzialmente.
Vale la pena ricordare che fino al 2024 la detrazione maggiorata per gli interventi di efficienza energetica è stata riconosciuta per i lavori di isolamento termico (cappotto termico), per l’installazione di impianti solari termici, per la sostituzione degli impianti esistenti con pompe di calore ad alta efficienza (aria-aria, aria-acqua, geotermiche) o scaldacqua a pompa di calore e per i sistemi ibridi, così come per le caldaie a condensazione o ancora per gli interventi più complessi di riqualificazione energetica globale dell’intero edificio.
Per le schermature solari, infissi e serramenti così come per le stufe a pellet o a legna il beneficio è stato ridotto al 50 per cento dal 2018.
Nel dossier della Manovra bisognerà quindi in primo luogo sciogliere i nodi sui lavori da premiare in misura maggiore.
Quel che appare evidente è però che gli incentivi fiscali tornano in campo come leva contro la crisi energetica, con un possibile cambio di passo rispetto alla “stretta sui bonus” voluta dall’attuale Governo.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Ristrutturazioni, torna in campo l’ecobonus del 65 per cento