Riforma fiscale: i commercialisti partono dall’Irpef, cambia anche il futuro dell’IVA?

Rosy D’Elia - Fisco

Riforma fiscale: i commercialisti partono dall'Irpef, cambia anche il futuro dell'IVA, o meglio è già cambiato, come sottolineano le linee guida del governo sul Recovery Fund. Obiettivo? Un Fisco equo, semplice e trasparente ma il cantiere degli interventi è ancora aperto.

Riforma fiscale: i commercialisti partono dall'Irpef, cambia anche il futuro dell'IVA?

Riforma fiscale: i commercialisti partono dall’Irpef, cambia anche il futuro dell’IVA, o meglio è già cambiato con il Decreto Rilancio, che ha disattivato gli aumenti previsti.

Non è ancora chiaro come si interverrà ancora, ma le linee guida del Governo sul Recovery Fund dichiarano apertamente la volontà di spostare il peso della tassazione dalle persone alle cose.

Il cantiere della riforma fiscale è appena al via: intanto per i professionisti il punto di partenza è la revisione dell’Imposta sul reddito delle persone fisiche e per l’Esecutivo quello d’arrivo è un fisco equo, semplice e trasparente. Un’impresa che, a prescindere da quali saranno gli interventi, non sarà sicuramente semplice.

Riforma fiscale: i commercialisti partono dall’Irpef

Mentre Giuseppe Conte presenta le linee guida del Recovery Fund al Parlamento, prende vita la Commissione del Consiglio nazionale dei commercialisti sulla riforma fiscale.

Il gruppo di lavoro sarà coordinato da Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio conti pubblici italiani. Ad annunciarlo è il CNDCEC nella notizia pubblicata il 16 settembre sulla testata PRESS.

“Il punto di vista di chi quotidianamente si occupa di fisco, al fianco di aziende e cittadini contribuenti, non può essere ignorato. La Commissione insediatasi oggi, composta da autorevoli esperti del settore, produrrà una proposta di riforma che sottoporremo al Governo e alla politica. Una proposta concepita nell’interesse nazionale e non certo in un’ottica corporativa”.

Ha dichiarato Massimo Miani, presidente del Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili.

In cima alla lista delle priorità, nella proposta che arriverà al Ministero dell’Economia e delle Finanze dai professionisti, c’è la revisione dell’IRPEF, delle addizionali e dei regimi di tassazione sostitutiva.

Ma nella riforma fiscale delineata dai commercialisti ci sarà spazio anche per altri temi:

  • abolizione dell’IRAP;
  • introduzione del criterio di “pura cassa” per la determinazione del reddito delle piccole attività produttive;
  • semplificazione degli adempimenti tributari;
  • razionalizzazione normativa.

Riforma fiscale, cambia anche il futuro dell’IVA?

In ogni caso le proposte dei commercialisti sulla riforma fiscale dovranno fare i conti con le intenzioni dichiarate del Governo.

Nelle linee guida sul Recovery Fund, pubblicate sul sito dell’ANSA, si legge:

“L’alleggerimento della pressione fiscale unitamente a un sistema impositivo favorevole alla crescita rimane una delle componenti più importati del programma di Governo”.

Come evidenzia il documento, il primo passo è stato fatto con il Decreto Rilancio che ha disattivato gli aumenti IVA e accise previsti dalle clausole di salvaguardia.

Nella prospettiva futura c’è una riforma complessiva della tassazione diretta e indiretta che porti a un Fisco equo, semplice e trasparente. Si ridurrà il cuneo fiscale e si sposterà il peso della tassazione dalle persone alle cose.

Prematuro intravedere come si realizzeranno gli obiettivi prefissati nelle linee guida.

Ma la riforma fiscale non è un tema nuovo, se ne parla da inizio anno e anche se da febbraio ad oggi molte cose sono cambiate i punti di partenza della revisione potrebbero essere gli stessi.

In un comunicato stampa del 14 febbraio 2020, il Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri sottolineava che tutte le forze del governo erano concentrate sull’Irpef ma che già c’era uno spazio, seppure piccolo, anche per l’IVA.

“L’esecutivo intende incentrare la riforma fiscale sull’Irpef e di conseguenza non sta lavorando sull’Iva.

Non è pertanto previsto alcun aumento dell’imposta, in linea con l’impegno più volte ribadito dal Governo a disinnescare tutte le restanti clausole di salvaguardia; il riferimento a eventuali possibili future limitate rimodulazioni, che alcuni organi di informazione hanno estrapolato da un ragionamento che chiaramente ribadiva quanto sopra, si limita a non escludere la possibilità di interventi minori, analoghi a quello che ha portato alla riduzione dell’Iva sugli assorbenti compostabili, che tuttavia non sono allo studio nel quadro del lavoro sulla riforma fiscale”.

Rispetto a febbraio un primo obiettivo è stato portato a casa, le carte in tavola sono totalmente cambiate e forse si è delineato un panorama in cui inserire anche gli interventi minori nella riforma fiscale complessiva di cui lo stesso governo ha parlato.

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