Regime forfettario 2020, è caos sui nuovi limiti: i commercialisti si appellano al Garante

Regime forfettario 2020, nuovi limiti al centro dell'attenzione: non è chiaro da quando decorrano le nuove cause d'esclusione per i dipendenti e pensionati, ed i commercialisti di Milano scrivono al Garante del Contribuente della Lombardia.

Regime forfettario 2020, è caos sui nuovi limiti: i commercialisti si appellano al Garante

Regime forfettario 2020, ancora caos sui nuovi limiti e, a tutela dei propri clienti, i commercialisti di Milano scrivono al Garante del Contribuente della Lombardia, per chiedere una moratoria da eventuali sanzioni.

Continua l’incertezza sulla data di decorrenza delle nuove cause d’esclusione introdotte dalla Legge di Bilancio 2020 per i titolari di redditi da lavoro dipendente ed in merito al limite massimo di compensi ai collaboratori.

Sul fronte istituzionale, il MEF si è preso del tempo per decidere quale sarà la sorte del regime forfettario nel 2020, e se si applicano o meno le norme di tutela previste dallo Statuto del Contribuente.

Nel limbo della scelta sul regime da adottare, e nell’incertezza sulla possibilità di permanenza nel regime forfettario, l’Ordine dei Commercialisti di Milano, con una lettera del Presidente Marcella Caradonna datata 20 gennaio, chiede l’intervento del Garante del Contribuente della Lombardia.

Le richieste sono due: la disapplicazione delle sanzioni per quei contribuenti che, in attesa di chiarimenti ufficiali, hanno adottato comportamenti non conformi alla norma, e la possibilità di adeguamento entro 120 giorni dalla data in cui sarà noto il destino del regime forfettario nel 2020.

Regime forfettario 2020, è caos sui nuovi limiti: i commercialisti si appellano al Garante

La Legge di Bilancio 2020 ha introdotto nuovi limiti per l’accesso o la permanenza nel regime forfettario, relativi ai redditi da lavoro dipendente o pensione percepiti (limite 30.000 euro) ed all’importo massimo dei compensi a dipendenti e collaboratori (limite 20.000 euro).

Da quando si applicheranno è tuttavia tutt’altro che chiaro; un silenzio imbarazzante quello dell’Amministrazione Finanziaria, rispetto al quale a prendere posizione è oggi l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Milano.

Nella lettera indirizzata al Garante del Contribuente della Lombardia, Antonio Simone, il Presidente Marcella Caradonna scrive:

“La Manovra 2020 ha introdotto nuove cause di esclusione per i contribuenti, cd. Forfettari che applicano un regime agevolato. Ad esempio, esclude dal regime agevolato i dipendenti e i pensionati che hanno un reddito di lavoro o assimilato superiore a euro 30.000 annuali. In attesa delle necessarie indicazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, non abbiamo alcuna certezza sulla decorrenza delle predette modifiche. In altri termini, non si comprende:

  • se le nuove cause di esclusione debbano essere applicate sin dal 2020;
  • oppure se, nel rispetto del termine di 60 giorni fissato dalla Legge 212/2000 cd. Statuto del contribuente, potranno essere applicate dal 2021.”

L’incertezza normativa è evidente, così come è evidente la situazione di caos che interessa i beneficiari del regime forettario così come i commercialisti.

Le soluzioni adottate sono ad oggi differenti; alcuni hanno scelto di abbandonare il regime forfettario, passando alla contabilità semplificata, altri hanno deciso di restare nel regime agevolato e semplificato.

Quale sia la scelta giusta ad oggi non è noto, anche considerando l’imbarazzante silenzio dell’Agenzia delle Entrate ed il temporeggiare del MEF.

Una situazione paradossale che ha portato l’ODCEC di Milano a chiedere al Garante della Lombardia un intervento teso a:

  • dichiarare non dovute le sanzioni che potrebbero derivare da un comportamento che, a seguito delle istruzioni ministeriali che saranno emanate, potrà risultare errato, attesa l’oggettiva incertezza normativa e la buona fede delle scelta adottate dai contribuenti;
  • concordare un congruo termine di almeno 120 giorni, dopo la pubblicazione delle istruzioni ministeriali, per la regolarizzazione delle posizioni dei singoli contribuenti che dovessero risultare non corrette.

Una moratoria sulle sanzioni, da subordinare in ogni caso all’emanazione di indicazioni ufficiali da parte del MEF e dell’Agenzia delle Entrate.

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Lettera ODCEC Milano al Garante del Contribuente della Lombardia
Leggi la lettera del Presidente dei Commercialisti di Milano, Marcella Caradonna, indirizzata al Garante del Contribuente della Lombardia, Antonio Simone

Regime forfettario 2020: attese istruzioni dall’Agenzia delle Entrate, ma il MEF prende tempo

Digerita la nuova stretta per l’accesso alla tassazione agevolata del 15%, tra imprese, professionisti e consulenti si dibatte sulla data di decorrenza delle nuove regole.

Le posizioni divergono e, al centro della discussione vi è la possibilità di applicare o meno le misure di tutela previste dallo Statuto del Contribuente.

La legge n. 212 del 2000 prevede infatti che:

“le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore o dell’adozione dei provvedimenti di attuazione in esse espressamente previsti.”

Considerando la data di approvazione e pubblicazione della Legge di Bilancio 2020, chi rivendica l’applicabilità dello Statuto del Contribuente, ritiene che i nuovi limiti al regime forfettario debbano applicarsi dal 2021.

I sostenitori di una proroga forzata delle nuove cause d’esclusione richiamano anche a quanto disposto lo scorso anno, con la circolare n. 9/2019, in merito alle quote di controllo in SRL.

C’è chi invece sostiene che l’introduzione dei nuovi limiti non presupponga alcun adempimento a carico dei contribuenti e che pertanto la stretta per l’accesso al regime forfettario sia già pienamente operativa dal 1° gennaio 2020.

Nel mezzo di dubbi ed interpretazioni divergenti si trovano imprese e professionisti che, ad oggi, hanno riferimenti tutt’altro che chiari sulle regole da seguire, anche considerando il preoccupante silenzio dell’Agenzia delle Entrate e del MEF.

La scelta sarà senza dubbio scomoda, anche considerando la dose elevata di propaganda che ruota attorno al regime forfettario per le partite IVA, unica forma di semplificazione e riduzione del peso del Fisco su imprese e professionisti.

Scomodo e difficile sarebbe poi reperire quei 900 milioni iscritti a Bilancio per il 2021 e 570 milioni per il 2022 proprio per via della stretta al regime forfettario a partire dal 1° gennaio 2020.

Quella dell’Amministrazione Finanziaria sarà quindi una scelta politica e di bilancio, con tutte le conseguenze che potrebbero derivare da ambedue le possibilità.

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