Dati Excelsior 2018: 1 volta su 4 domanda e offerta di lavoro non coincidono

Rosy D’Elia - Lavoro

Rapporto Excelsior 2018: 4,5 milioni opportunità di lavoro, ma una volta su 4 domanda e offerta non si incontrano. Il contesto europeo, i 30 profili più difficili da trovare, competenze digitali al centro.

Dati Excelsior 2018: 1 volta su 4 domanda e offerta di lavoro non coincidono

Rapporto Excelsior 2018: in un caso su 4 domanda e offerta di lavoro non si incontrano. Nei dati che riguardano il 2018 il disallineamento arriva al 26%, 5 punti percentuali in più del 2017. Si tratta di un problema comune a tutta l’Europa, anche se l’Italia si attesta sopra la media.

Il mercato del lavoro sta cambiando e gli attori in campo fanno fatica a stargli dietro. Il disallineamento che cresce di anno in anno dimostra che si viaggia a due velocità e su binari diversi.

Dai dirigenti agli operai specializzati, le figure professionali più richieste e meno reperibili sono trasversali. Così come trasversali sono le competenze di cui si ha bisogno: senza il digitale la porta d’accesso al mondo del lavoro è sbarrata per più della metà degli aspiranti lavoratori.

Rapporto Excelsior 2018: 1 volta su 4 domanda e offerta di lavoro non coincidono

L’incontro mancato tra domanda e offerta, uno dei fattori che impediscono al mercato del lavoro italiano di fare un balzo in avanti, è al centro del Rapporto Excelsior 2018 realizzato da Unioncamere a Anpal e presentato a Roma il 27 marzo.

L’indagine, condotta sul sistema Excelsior, tiene conto di 1.289.450 imprese dei settori industriali e dei servizi con addetti dipendenti. Nel 2018 il sistema produttivo aveva intenzione di stipulare 4,5 milioni di contratti di lavoro, ma domanda e offerta non si sono incontrate creando un disallineamento del 26%, 5 punti in più rispetto al 2017.

Una percentuale che cresce se si parla di giovani: del milione e 267mila contratti per i quali le imprese si sono dette orientate preferibilmente verso gli under 30, ma nel 28% dei casi le richieste delle aziende e le competenze degli aspiranti lavoratori divergono.

Il picco di difficoltà, con una percentuale del 62%, si verifica nel caso degli specialisti in scienze informatiche, fisiche e chimiche. Per i tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione il dato scende al 45% e arriva 43% per gli operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche.

Il divario di competenze è comune a tutta l’Europa e persiste anche quando un lavoro si trova. Come si legge nel report, l’OCSE calcola un indicatore di mismatch che misura la quota di lavoratori troppo o troppo poco qualificati rispetto alle mansioni che svolgono. Nonostante la media europea sia già alta, 33,5%, il dato che riguarda l’Italia arriva al 38,2%, e riguarda soprattutto i lavoratori sovraqualilficati: il 18,2% contro il 14,7% della media europea.

Una performance, quella italiana, che porta il nostro paese in quinta posizione dopo Grecia, Portogallo, Spagna e Regno Unito.

Rapporto Excelsior 2018: le 30 professioni più difficili da reperire

Tornando alle specificità del contesto italiano, il Rapporto Excelsior 2018 riporta, professione per professione, quali sono i dati che determinano un disallineamento tra domanda e offerta del 26%.

Il peso maggiore, in questo calcolo, spetta ai dirigenti: la difficoltà di trovare lavoratori che corrispondono a profili adeguati di dirigenti, professioni intellettuali, scientifiche e ad elevata specializzazione nel 2018 ha riguardato quasi il 40% dei casi. Quasi la stessa difficoltà di reperimento interessa anche le 603mila entrate previste nel 2018 per i profili tecnici.

Nel 2018 per le aziende, infatti, i cinque gruppi professionali più difficili da selezionare sono i seguenti:

  • dirigenti;
  • Profili intellettuali, scientifici e con elevata specializzazione;
  • Tecnici;
  • Impiegati;
  • Profili qualificati nel commerciale e nei servizi.

Il report, poi, sulla base dei dati raccolti stila una classifica dei 30 profili più difficili da reperire: sorprendentemente sul podio ci sono gli insegnanti di discipline artistiche e letterarie, mentre seguono poi profili più tecnici.

Rapporto Excelsior 2018: le competenze digitali per accorciare il divario

Ma quali sono gli strumenti per accorciare le distanze tra chi cerca e chi offre lavoro?

La buona notizia è che per il 2018 le imprese dell’industria e dei servizi hanno programmato circa 4.554.000 entrate, in aumento dell’11% rispetto al 2017. Resta il problema di trovare una ricetta per colmare il divario di competenze.

L’ingrediente principale è sicuramente il digitale: saper padroneggiare tutto ciò che si basa sul codice binario così come linguaggi e i metodi matematici e informatici è essenziale per più di una assunzione su due.

In particolare avere competenze digitali è un requisito richiesto per il 60% delle figure professionali. E in particolare per essere adeguato il livello deve essere elevato nei seguenti casi:

  • professioni specialistiche (62,5% dei casi);
  • dirigenti (58%);
  • professioni tecniche (53,9%);
  • impiegati (49%).

La capacità di muoversi con padronanza tra i linguaggi digitali è una competenza chiave ed è destinata ad assumere sempre più importanza in un mercato del lavoro che vede molte imprese impegnate in programmi di trasformazione digitale.

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Rapporto Excelsior 2018
Scarica il Rapporto Excelsior 2018 elaborato da ANPAL e Unioncamere.

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