Proroga rate pace fiscale e stop versamenti IVA e Irpef: novità al vaglio del MEF

Proroga delle rate della pace fiscale, in scadenza il 10 dicembre 2020, e rinvio dei versamenti di IVA e ritenute Irpef. Dopo il DPCM annunciato il 4 novembre, il MEF lavora ad un nuovo pacchetto di aiuti per le imprese. Il decreto Ristori-bis potrebbe arrivare in Consiglio dei Ministri tra oggi e domani.

Proroga rate pace fiscale e stop versamenti IVA e Irpef: novità al vaglio del MEF

Proroga delle rate della pace fiscale e sospensione dei versamenti di IVA e ritenute Irpef: sono questi due dei punti al vaglio del MEF, in vista dell’approdo in Consiglio dei Ministri del decreto Ristori-bis.

Le misure però potrebbero essere difformi e differenziate per zone rosse, arancioni e gialle. Quel che è certo è che, dopo il DPCM annunciato dal Premier Conte il 4 novembre 2020, si lavora per definire nuovi aiuti per le partite IVA.

Accanto all’estensione del contributo a fondo perduto, sono le scadenze fiscali il punto centrale del dossier nelle mani del MEF e della Ragioneria dello Stato.

Proroga rate pace fiscale e stop versamenti IVA e Irpef: novità al vaglio del MEF

Adempimenti periodici, rottamazione e saldo e stralcio delle cartelle sono le scadenze fiscali sulle quali si sta concentrando il MEF. Ad anticipare le possibili novità del decreto Ristori-bis è il quotidiano Italia Oggi.

L’obiettivo è implementare le misure di sostegno già previste dal decreto n. 137 del 28 ottobre 2020, all’interno del quale è prevista la sospensione esclusivamente dei versamenti dei contributi INPS di competenza del mese di novembre (da pagare entro il 16 dicembre 2020), per le partite IVA che esercitano attività individuate nella tabella dei codici ATECO allegata.

La suddivisione del Paese in tre zone, e l’introduzione di nuove restrizioni territoriali, porta ora alla necessità di estendere la platea dei beneficiari delle misure di ristoro, non solo il fondo perduto.

Il calendario delle scadenze fiscali di novembre e dicembre 2020 è particolarmente fitto di appuntamenti.

Il 16 novembre è prevista la scadenza dell’IVA sia per i contribuenti mensili che trimestrali, il 30 novembre scade il secondo acconto (per le partite IVA escluse dalla proroga al 30 aprile 2021) ed il 10 dicembre è la data di scadenza di tutte le rate dovute nel 2020 in relazione alla pace fiscale.

Su quest’ultimo punto, le certezze sono ancora poche. La partita è ancora aperta, ed i dettagli definitivi arriveranno solo dopo l’approdo in Consiglio dei Ministri del decreto Ristori-bis.

La proroga dei versamenti di IVA, ritenute Irpef, rottamazione e saldo e stralcio delle cartelle potrebbe però riguardare esclusivamente per le partite IVA delle nuove zone rosse (Calabria, Piemonte, Lombardia e Valle D’Aosta), che entreranno in lockdown dal 6 novembre.

Si punta, insomma, a replicare lo schema previsto dal decreto Cura Italia per le prime zone rosse, anche se è evidente che l’introduzione del nuovo coprifuoco dalle 22, le chiusure dei centri commerciali nel fine settimana e l’invito ai cittadini a limitare gli spostamenti, avrà ripercussioni anche per le attività situate nelle zone arancioni e gialle.

Decreto Ristori-bis, cartina geografica per i nuovi aiuti: proroga scadenze e contributi differenziati per zone rosse, arancioni e gialle

La sfida del decreto Ristori-bis è quella di definire misure generalizzate e locali, guardando alle ricadute economiche delle restrizioni previste su base nazionale e a quelle maggiori previste nelle zone rosse.

Tra le ipotesi in campo c’è quindi quella di costituire un fondo flessibile, al quale il MEF potrebbe attingere in base alle restrizioni che saranno via via previste in relazione alle rilevazioni effettuate dal Ministero della Salute.

Il perimetro è però particolarmente stretto. I fondi disponibili, secondo le prime indiscrezioni, ammontano attualmente a poco più di 1,5 miliardi di euro, ed è difficile ipotizzare come saranno suddivisi tra i vari aiuti allo studio: proroga scadenze fiscali, estensione credito d’imposta sugli affitti ed esonero IMU, così come nuovi contributi a fondo perduto.

Per la sola pace fiscale servirebbero oltre 2 miliardi a copertura di una possibile proroga “generalizzata”, considerando i dati forniti in Audizione in Senato lo scorso 6 ottobre dal Direttore Ruffini. Il costo sarebbe evidentemente più ristretto nel caso in cui il rinvio della scadenza del 10 dicembre 2020 riguardasse solo i contribuenti delle nuove zone rosse, con il rischio però di portare al flop della definizione agevolata a causa della difficoltà ad adempiere di buona parte dei contribuenti aderenti.

I nodi da sciogliere sono ancora molti. Si attende quindi l’approdo in Consiglio dei Ministri del nuovo decreto Ristori collegato al DPCM del 4 novembre 2020. Stando ai tempi annunciati dal Premier Conte, ulteriori dettagli potrebbero arrivare già in settimana.

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