Cartelle e pignoramenti, si riparte gradualmente dal 16 ottobre 2020

Anna Maria D’Andrea - Dichiarazioni e adempimenti

Cartelle esattoriali e pignoramenti su stipendi e pensioni, riparte l'attività dell'Agenzia delle Entrate Riscossione. Una ripartenza prevista dal 16 ottobre 2020 ma che, sottolinea il Direttore Ruffini, sarà graduale. 18 milioni i contribuenti con debiti da riscuotere.

Cartelle e pignoramenti, si riparte gradualmente dal 16 ottobre 2020

Cartelle e pignoramenti, riparte dal 16 ottobre 2020 l’attività dell’Agenzia delle Entrate Riscossione. Per le notifiche di nuovi ruoli si va verso una ripresa graduale, promette il Direttore Ruffini.

Sono 18 milioni i contribuenti con debiti da riscuotere che, dal 16 ottobre in poi, si vedranno recapitare cartelle ed altri atti di riscossione e che dovranno ricominciare a pagare le somme sospese dall’8 marzo in relazione a carichi iscritti a ruolo, avvisi di addebito ed accertamento affidati all’AdER.

L’Agenzia delle Entrate Riscossione promette di non intasare le cassette postali dei contribuenti, ma di diluire nel tempo le notifiche degli atti lasciati in stand-by causa emergenza.

Cartelle e pignoramenti, si riparte gradualmente dal 16 ottobre 2020

La legge di conversione del decreto agosto, approvata con fiducia al Senato il 6 ottobre 2020, conferma che non ci sarà una nuova proroga della sospensione delle attività dell’Agenzia delle Entrate Riscossione.

Il testo passa ora alla Camera per il via libera definitivo, e considerando i tempi stretti (il 13 ottobre scade il termine per la conversione del dl n. 104/2020) è difficile che vi siano nuove modifiche.

Dal 16 ottobre riprende quindi l’attività ordinaria di notifica di cartelle ed altri atti, così come il pagamento delle somme sospese a partire dall’8 marzo 2020.

Il termine finale della sospensione dell’attività di riscossione, prevista dal Cura Italia e successivamente prorogata dai decreti economici emanati nel periodo di emergenza, viene quindi definitivamente fissato al 15 ottobre 2020, e per il momento non si parla di nuove proroghe.

Per i 18 milioni di contribuenti con debiti iscritti a ruolo, la ripartenza comporterà il dover fare i conti con i pagamenti in scadenza dall’8 marzo, che dovranno essere effettuati entro il termine ultimo del 30 novembre, con la ripresa dell’attività di notifica di nuove cartelle ed atti della riscossione, e con il riavvio delle attività di pignoramento su stipendi, pensioni e trattamenti assimilati.

La ripresa dei termini di riscossione di cartelle ed atti affidati all’AdER sarà quindi generalizzata, ma calibrata in considerazione del periodo di emergenza in atto.

Alcuni dettagli sulle modalità operative del ritorno all’attività ordinaria sono stati forniti dal Direttore Ernesto Maria Ruffini, nel corso dell’Audizione in Commissione Finanze e Tesoro del Senato del 6 ottobre 2020.

La ripartenza sarà graduale, ma l’obiettivo è raggiungere il target dei 6,2 miliardi di incassi relativi a carichi iscritti a ruolo.

Cartelle esattoriali per 18 milioni di contribuenti: i dati dell’Agenzia delle Entrate Riscossione

Il numero totale di contribuenti con debiti da riscuotere è abnorme. Sono 17,9 milioni, 3 milioni di persone giuridiche e 14,9 milioni di persone fisiche (2,5 milioni di questi sono lavoratori autonomi titolari di partita IVA).

I dati sul magazzino dei debiti iscritti a ruolo sono stati forniti dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, nel corso dell’Audizione in Commissione Finanze e Tesoro del Senato tenutasi il 6 ottobre 2020.

Ancora una volta, viene evidenziata l’inesigibilità di buona parte del valore del carico contabile residuo. Dei 987 miliardi di euro affidati all’AdER dai vari enti creditori, il 41% è di difficile recuperabilità.

Ben 405,3 miliardi di euro di debiti iscritti a ruolo sono riferiti a soggetti falliti, persone decedute, imprese cessate o nullatenenti.

Per 440,3 miliardi di euro, pari al 45% del residuo totale, l’Agenzia delle Entrate Riscossione ha già svolto azioni esecutive o cautelari, che però si sono rivelate inefficaci.

Per ulteriori 50,2 miliardi di euro, l’attività di riscossione risulta invece sospesa per sentenze o per l’adesione da parte del contribuente a misure di definizione agevolata in corso, ovvero rottamazione ter e saldo e stalcio delle carelle.

All’enorme importo dei debiti contenuti nel magazzino dei carichi affidati all’AdER si aggiungono inoltre 16,9 miliardi di euro oggetto di rateizzazioni in corso e 74 miliardi di euro bloccati da misure di tutela dei contribuenti, come l’impignorabilità della prima casa o i limiti ai pignoramenti su stipendi o pensioni.

Quello che evidenzia il Direttore Ruffini è che soltanto una parte dei 987 miliardi di residuo accumulati negli anni sono recuperabili. Per buona parte delle somme, “stratificatesi negli anni e che ormai esistono solo nominalmente”, è necessaria un’operazione di pulizia, anche per ottimizzare le attività di riscossione da parte dell’AdER.

Quello che velatamente chiede il Direttore dell’Agenzia delle Entrate è uno stralcio generalizzato dei debiti difficili da riscuotere. Una richiesta avanzata da tempo, e chissà se sarà la Legge di Bilancio 2021 ad avviare l’“operazione pulizia”.

Agenzia delle Entrate - Audizione Commissione Finanze e Tesoro del Senato del 6 ottobre 2020
Audizione del Direttore dell’Agenzia delle entrate e Presidente dell’Agenzia delle entrate Riscossione Avv. Ernesto Maria Ruffini

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