Proroga scadenze imposte 2020, cosa prevede il decreto agosto

Alessio Mauro - Imposte

Proroga scadenze imposte 2020, cosa prevede il decreto agosto? Facciamo il punto sulle novità per le partite IVA, dal rinvio del secondo acconto Irpef ed Ires fino alla rateizzazione lunga di ritenute Irpef, contributi INPS ed IVA.

Proroga scadenze imposte 2020, cosa prevede il decreto agosto

Proroga scadenze imposte 2020, il testo ufficiale del decreto agosto conferma le novità.

La manovra economica d’estate proroga il secondo acconto delle imposte sui redditi 2020 per i soggetti ISA ed i forfettari: la scadenza del 30 novembre è rinviata al 30 aprile 2021, ma solo per le partite IVA che hanno subito una riduzione di fatturato.

Il rinvio dei versamenti per le partite IVA è parziale e limitato. Non c’è la proroga tardiva del saldo 2019 e del primo acconto dello scorso 20 luglio 2020: la moratoria su sanzioni ed interessi non trova spazio nel decreto di agosto.

Spazio invece per l’ulteriore rinvio delle imposte sospese: IVA, ritenute Irpef e contributi INPS sospesi a marzo, aprile e maggio 2020 potranno essere versati a metà entro il 2020 e per un’ulteriore 50% tra il 2021 ed il 2022.

Proroga scadenze imposte 2020, cosa prevede il decreto agosto: novità per la scadenza del 30 novembre

Per i titolari di partita IVA che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvai gli ISA, compresi i forfettari, il decreto agosto proroga la scadenza del secondo o unica rata di acconto delle imposte sui redditi 2020.

Il termine del 30 novembre 2020 slitta al 30 aprile 2021, ma esclusivamente per i contribuenti che hanno subito una riduzione di fatturato o corrispettivi pari almeno al 33% nel primo semestre rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È questo quanto previsto dal decreto agosto.

Non sale sul “carrozzone” della manovra economica di agosto la proroga al 30 settembre dei versamenti emersi dalla dichiarazione dei redditi 2020. Chi non ha pagato Irpef, Ires ed imposte sostitutive entro il 20 luglio potrà sfruttare la chance del 20 agosto, maggiorando l’importo dovuto dello 0,40%.

La richiesta dei commercialisti di cancellare sanzioni ed interessi per i versamenti entro il 30 settembre 2020 non viene accolta dal MEF. Lo strappo appare ormai definitivo, tanto che dalle associazioni sindacali di categoria è arrivata la conferma dello sciopero dal 14 al 22 settembre.

Ad acuire il malcontento della categoria e delle partite IVA è anche la novità prevista dal decreto agosto: la proroga del secondo acconto delle imposte, in scadenza il 30 novembre 2020, appare di portata assai limitata.

Già a regime infatti è possibile ricalcolare la seconda rata di acconto, nel caso di riduzione di reddito, proprio al fine di evitare di pagare più di quanto effettivamente dovuto.

Se uniamo la norma ordinaria con le novità sul metodo previsionale, emerge chiaramente che i benefici della proroga del secondo acconto del 30 novembre 2020 saranno limitati a poche casistiche.

Proroga imposte 2020: per IVA, ritenute Irpef e contributi INPS rateizzazione lunga fino al 2022

Non c’è solo la proroga del secondo acconto: il decreto agosto modifica il calendario delle scadenze fiscali per il versamento di IVA, ritenute Irpef e contributi INPS sospesi a marzo, aprile e maggio 2020.

Il versamento potrà essere effettuato al 50% entro il 2020 e al 50% tra il 2021 ed il 2022.

La prima scadenza resta sempre fissata al 16 settembre 2020, termine entro il quale si potrà pagare il 50% del totale delle imposte sospese in un’unica soluzione o in quattro rate mensili.

Il versamento del restante 50% di ritenute Irpef, IVA e contributi INPS potrà essere effettuato a partire dal 16 gennaio 2021, in un massimo di 24 rate mensili di pari importo, e senza l’applicazione di sanzioni ed interessi.

Il decreto agosto consente di fatto di dilazionare l’importo dovuto in un massimo di 28 rate, da suddividere tra 2020, 2021 e 2022.

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