Proroga plastic tax: rinvio al 1° gennaio 2022 con il decreto Sostegni bis

Tommaso Gavi - Imposte

Proroga plastic tax, l'ultima bozza precedente all'approvazione del decreto Sostegni bis da parte del Consiglio dei Ministri prevede il rinvio al 1° gennaio 2022. Dall'introduzione, con la legge di Bilancio 2020, sono stati diversi gli spostamenti del debutto dell'imposta che attua la direttiva europea a tutela dell'ambiente.

Proroga plastic tax: rinvio al 1° gennaio 2022 con il decreto Sostegni bis

Proroga plastic tax: quando debutterà la l’imposta sui MACSI, manufatti in plastica con singolo impiego?

Stando a quanto previsto dall’ultima bozza del decreto Sostegni bis, precedente all’approvazione del testo definitivo da parte del Consiglio dei Ministri, sarebbe è un ulteriore rinvio dal 1° luglio 2021 al 1° gennaio 2022.

Anche l’ultima bozza conferma l’intervento di quelle precedenti, tuttavia si deve in ogni caso attendere il testo che sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale.

La proroga si aggiungerebbe alle altre che si sono succedute nel tempo.

L’imposta introdotta dalla Legge di Bilancio 2020, in attuazione di una direttiva europea, resterà dunque ancora ferma ai blocchi di partenza fino all’inizio del nuovo anno.

Proroga plastic tax: rinvio al 1° gennaio 2022 con il decreto Sostegni bis

In attesa del testo che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, dopo il via libera del governo che è arrivato oggi, 20 maggio 2021, l’ultima bozza precedente all’approvazione del decreto Sostegni bis prevede la proroga della plastic tax al 1° gennaio 2022.

L’imposta per chi produce, acquista da altri paesi Europei o importa MACSI, manufatti con singolo impiego, consiste nel pagamento di 45 centesimi di euro per ogni chilogrammo di plastica presente.

Ad introdurre la tassa sulla plastica, che non sarà applicata sui MACSI compostabili e quelli utilizzati in campo medico, è stata la legge di Bilancio 2020 con l’articolo 1, comma 634 (l. n. 160/2019).

La legge sarebbe dovuta entrare in vigore il 1° luglio 2020 ma, a causa dell’emergenza coronavirus, era già stata rinviata al 1° gennaio 2021.

A prevedere il primo di una serie di rinvii è stato il decreto Rilancio, ovvero l’articolo 133 del DL 34 del 2020, che ha spostato la data di entrata in vigore anche della sugar tax.

Un ulteriore rinvio è stato previsto nella Legge di Bilancio 2021 che, tra le altre novità, ha spostato la data di entrata in vigore al 1° luglio 2021.

Con il decreto Sostegni bis, l’entrata in vigore della disposizione slitterà ancora al 1° gennaio 2022.

Proroga plastic tax, l’imposta che attua la direttiva europea

Stando a quanto previsto dall’bozza del decreto Sostegni bis precedente all’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, la plastic tax seguirebbe il destino della sugar tax, già rinviata al prossimo anno dalla Legge di Bilancio 2021.

A prevederlo è il testo bozza, all’articolo 9.

Tale articolo inserisce il rinvio insieme alla proroga del periodo di sospensione delle attività dell’agente di riscossione e ad altri slittamenti di termini.

L’articolo prevede quanto segue:

“All’articolo 1, comma 652, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, le parole: «dal 1° luglio 2021», sono sostituite dalle seguenti: «dal 1° gennaio 2022».”

Il nuovo differimento dei termini sarebbe dovuto al protrarsi dell’emergenza sanitaria.

Slitterebbe quindi ancora la misura introdotta per disincentivare l’utilizzo dei prodotti di plastica e, di conseguenza, favorire la riduzione della produzione e del consumo di manufatti di plastica monouso.

Diverse sono state le modifiche alle disposizioni della Legge di Bilancio 2020, che danno attuazione della direttiva numero 2019/904/UE.

Tale direttiva comunitaria ha come fine la prevenzione e la riduzione dell’impatto sull’ambiente di prodotti di materiale plastico per i quali sono presenti alternative.

L’oggetto della norma sono i manufatti con singolo impiego con funzione di contenimento, protezione, manipolazione o consegna di merci o di prodotti alimentari, ad esclusione dei manufatti compostabili, dei dispositivi medici e dei MACSI adibiti a contenere e proteggere medicinali.

Nello specifico l’ultima Legge di Bilancio prevede:

  • la modifica della definizione di MACSI semilavorati, con l’inclusione anche delle preforme, prodotti ottenuti dallo stampaggio di PET finalizzati a diventare bottiglia o contenitore per bevande, tramite un processo di soffiatura;
  • l’inserimento dei committenti tra i soggetti obbligati, residenti o non residenti nel territorio nazionale, che intendono vendere MACSI ottenuti per loro conto in un impianto di produzione;
  • la soglia di esenzione dall’imposta che deriva dalle dichiarazioni trimestrali da 10 a 25 euro;
  • la riduzione delle sanzioni per il mancato ed il ritardato pagamento dell’imposta: in caso di tardiva presentazione della dichiarazione trimestrale da 250 a 2.500 euro, rispetto al doppio previsto nella norma iniziale.

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