L'intelligenza artificiale ridefinisce l'equo compenso, così come la formazione per i professionisti. A stabilirlo è il Consiglio dei Ministri del 10 giugno 2026, con l'approvazione dei decreti attuativi della legge 132/2025
Il Consiglio dei Ministri n. 177 tenutosi ieri, 10 giugno 2026, ha affrontato, l’esame preliminare delle disposizioni attuative in materia di intelligenza artificiale.
L’obiettivo è promuovere l’innovazione ma con un’impostazione definita dalla normativa stessa antropocentrica : l’IA può essere un importante strumento al servizio della persona, ma è fondamentale che non ne sostituisca responsabilità, dignità e diritti fondamentali.
I provvedimenti introducono delle novità per le professioni intellettuali, ridisegnando la formazione obbligatoria e l’equo compenso. Il calcolo dei compensi sarà rimodellato sulla base delle tecnologie utilizzate.
IA: prende forma il quadro normativo italiano
Come evidenziato dal Sottosegretario Alfredo Mantovano, nella conferenza stampa successiva all’esame delle novità in Consiglio dei Ministri, “l’Italia, in virtù di questi decreti attuativi, insieme con la legge 132 dello scorso anno, è la prima nazione che si dota di una disciplina normativa nazionale organica in materia di intelligenza artificiale”.
Dunque, prima con la legge n. 132/25 e poi con questi ultimi decreti attuativi, l’Italia sta creando un quadro normativo per la regolazione dell’IA pienamente coerente con l’AI Act europeo.
Dopo l’esame preliminare del Consiglio dei Ministri di ieri, i decreti legislativi saranno sottoposti alle Commissioni parlamentari, alla Conferenza delle Regioni e alle Authority competenti.
Equo compenso per i professionisti: arriva una revisione legata all’utilizzo dell’IA
Il nuovo quadro regolatorio impatta sulla remunerazione delle professioni intellettuali, regolata dalla legge 49/2023.
L’articolo 1 stabilisce che per essere considerato “equo” il compenso deve essere proporzionato alla quantità e qualità del lavoro svolto, caratteristiche della prestazione professionale e conforme ai parametri per la determinazione dei compensi previsti dalla legge.
Il principio introdotto dai decreti attuativi è chiaro: dall’adozione di sistemi di IA dipenderà il calcolo dell’equo compenso, con tariffe che dovranno essere riproporzionate in base alla classificazione di rischio della tecnologia impiegata.
Ciò significa che:
- il compenso dovrà rispecchiare fedelmente la responsabilità e il reale apporto dell’attività umana rispetto al supporto fornito dall’IA;
- la svalutazione del lavoro intellettuale viene arginata da parametri oggettivi, garantendo che l’uso dell’IA non diventi un pretesto per abbattere i compensi;
- entro dodici mesi verranno ufficialmente aggiornati i decreti ministeriali che stabiliscono i nuovi parametri dell’equo compenso, comprese le tariffe forensi.
In conferenza stampa il quadro di attuazione è stato delineato dalla Ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone:
“Per noi è importante certamente anche l’articolo 48, che parla di equo compenso dei professionisti, in questo caso ovviamente, legato anche alle condizioni in cui l’impatto dei sistemi di intelligenza artificiale possa avere un riflesso su quella che è l’attività professionale [...].
È estremamente importante sottolineare una cosa: che già la legge delega, la 132 del 2025, assegnava al Ministero del Lavoro il compito di istituire l’Osservatorio per per l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sul lavoro. Osservatorio che è stato istituito e che ha iniziato la sua attività, e che ovviamente, tra le sue attività, avrà anche quello di implementare quello che è il coordinamento con gli articoli previsti in questo decreto legislativo di attuazione.”
Come ricordato dalla Calderone, la legge delega 132/2025 assegnava al Ministero del Lavoro il compito di istituire l’Osservatorio per l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sul lavoro.
L’Osservatorio è già operativo e avrà, tra le sue funzioni chiave, proprio quella di implementare il coordinamento con questi ultimi decreti attuativi e, dunque, garantire che i nuovi parametri sull’equo compenso siano applicati.
Per comprendere come saranno effettivamente modificati i criteri alla base dell’equo compenso è, dunque, necessario attendere la revisione dei decreti sui compensi professionali.
Professioni: nuovi percorsi formativi obbligatori dedicati all’IA
L’incontro ha riconosciuto il ruolo che l’IA può avere nella formazione, intesa non come semplice addestramento all’utilizzo della tecnologia, ma come una reale alfabetizzazione basata sulla consapevolezza dei rischi, sulla capacità di utilizzo e sulla responsabilità che ne deriva.
Per quanto riguarda le professioni, il provvedimento stabilisce che l’inserimento di moduli formativi sull’intelligenza artificiale debba avvenire all’interno della formazione continua obbligatoria.
Le modalità saranno definite dai Consigli Nazionali dell’Ordine e dal Ministero vigilante attraverso specifici regolamenti, in conformità con l’obbligo di aggiornamento professionale continuo previsto dal DPR 137 del 2012.
I percorsi formativi degli ordini si articolano su tre livelli:
- tecnico: funzionamento, potenzialità e limiti dei sistemi;
- giuridico: regolamento europeo e norme nazionali;
- deontologico: responsabilità del professionista nell’uso dell’IA, gli obblighi informativi verso il cliente e il rispetto del principio antropocentrico della legge 132 del 2025. L’articolo 3 stabilisce infatti che
I sistemi e i modelli di intelligenza artificiale per finalità generali devono essere sviluppati e applicati nel rispetto dell’autonomia e del potere decisionale dell’uomo, della prevenzione del danno, della conoscibilità, della trasparenza, della spiegabilità e dei principi di cui al comma 1, assicurando la sorveglianza e l’intervento umano.
Conciliare innovazione e tutela del lavoro: gli ordini professionali hanno 6 mesi per adeguarsi
Spetta agli ordini professionali aggiornare i propri regolamenti in materia di formazione entro un termine di sei mesi.
L’adeguamento seguirà i passaggi procedurali tipici di ciascuna categoria e, laddove previsto dalla norma, richiederà il coinvolgimento e l’approvazione del rispettivo Ministero vigilante.
La normativa, dunque, si pone l’obiettivo di tutelare il lavoro intellettuale, evitando che venga svalutato e sottoposto all’automazione creata dall’IA, e fornendo linee guida oggettive, in grado di tutelare in modo trasparente il professionista e il cliente.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Professionisti: equo compenso e formazione, nuove regole sull’uso dell’IA