Intelligenza artificiale: in Senato il dibattito su regole, valori ed etica

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

Intelligenza artificiale: non solo innovazione ma anche responsabilità. Oggi in Senato il confronto su etica, valori e regole per governare l'invisibile

Intelligenza artificiale: in Senato il dibattito su regole, valori ed etica

L’intelligenza artificiale al giorno d’oggi occupa uno spazio sempre più grande e centrale nella vita delle persone.

L’innovazione tecnologica però deve anche essere governata con criterio e soprattutto con grande responsabilità.

Di questo, ma anche di regole, valori ed etica, si è parlato in Senato nella mattinata di oggi, 29 aprile, nel corso dell’evento organizzato su iniziativa del senatore Alessio Butti e a cui ha partecipato in presenza anche la redazione di Informazione Fiscale.

Intelligenza artificiale: in Senato il dibattito su regole, valori ed etica

Governare l’invisibile. Regole e valori per l’intelligenza artificiale.” Questo il titolo dell’evento in programma nella mattinata di oggi, 29 aprile, presso la Sala Koch di Palazzo Madama a Roma.

Il convegno, organizzato su iniziativa del senatore Alessio Butti (Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per l’Innovazione e la trasformazione digitale), non è stata solo un’occasione per discutere di IA e di progresso tecnologico ma un confronto necessario sulle regole e sui valori di riferimento per non perdere la bussola e mantenere la giusta direzione anche nel mondo in continuo cambiamento.

L’evento che ha avuto luogo in Senato ha previsto un dialogo tra istituzioni ed etica per, come sottolineato da Marco Italiano (Consiglio direttivo UCID Roma e moderatore della giornata di lavori), “rimettere l’uomo al centro dell’innovazione”.

Ad aprire i lavori è stata Virginia Desirée Zucconi, presidente dell’Unione cristiana imprenditori dirigenti (UCID) di Roma la quale ha precisato che “l’IA apre scenari straordinari, ma richiede anche una riflessione profonda sulla dignità della persona e sul bene comune”.

L’intelligenza artificiale è uno strumento eccezionale, ha precisato, ma complesso. Non può essere lasciato a logiche di mercato. Serve anche un impegno verso la giustizia sociale che guardi anche alla dignità della persona. È necessario che vi sia una equa distribuzione progresso tecnologico.

L’IA, infatti, può anche essere invisibile nelle dinamiche ma è estremamente impattante, come precisato dal nuovo presidente dell’UCID nazionale, Paolo Porrino.

Sono poi intervenuti nella discussione:

  • il Sen. Alessio Butti, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega all’innovazione tecnologica;
  • S. Em. Cardinal Angelo Bagnasco, Arcivescovo emerito di Genova e Consulente Ecclesiastico UCID Nazionale.

L’evento è stato moderato da Marco Italiano del consiglio direttivo dell’UCID Roma.

La sfida dell’intelligenza artificiale: l’uomo deve restare al centro

In un mondo sempre più dominato dall’IA ci si chiede quanto la tecnologia, con gli algoritmi che spesso suggeriscono le scelte, possa avere un impatto sul libero arbitrio delle persone.

La libertà deriva da intelligenza, ha sottolineato il cardinale Bagnasco nel suo intervento. In un’epoca segnata da forte soggettivismo conoscitivo, dove prevale la percezione (e l’autopercezione) e viene sostituita la verità con l’opinione, è necessario un ritorno al realismo.

Al centro del dibattito anche la giustizia sociale. Come evidenziato dallo stesso cardinale, l’IA può portare all’esclusione sociale di chi non ha mezzi e competenze per governare o semplicemente utilizzare i nuovi strumenti. La nuova tecnologia non deve diventare necessaria per la vita delle persone, né può essere imposta.

È un’ottima cosa che venga impiegata in molti campi, a partire dalla medicina, specifica il cardinale, ma non deve diventare un qualcosa di necessario oppure di obbligatorio per le singole persone.

Il Sottosegretario all’innovazione, Alessio Butti, nel suo intervento si è soffermato sulla trasparenza algoritmica e ha ribadito più volte la centralità dell’uomo nel processo di innovazione, che deve fungere da “stella polare”.

Il primo obiettivo e che la tecnologia non si sostituisca alla decisione finale dall’uomo” ha precisato. Con l’AI Act è stato fatto un passo in avanti, con l’individuazione di una gerarchia dei rischi e sono state pretese regole e sanzioni per chi non le rispetta.

La governance umana è fondamentale per l’implementazione dell’IA”, continua, “e il compito dello stato è quello di disciplinare e governare tale processo”. Nelle leggi che sono state emanate, ha precisato, sono stati messi i diritti al centro.

Sul tema del lavoro e la paventata sostituzione dell’uomo con la macchina, il Sottosegretario ha specificato che “non bisogna soccombere all’innovazione”. Si tratta di una grande opportunità ma può avere un costo sociale che non deve coincidere con l’annullamento delle persone: “non ci deve essere sostituzione ma lo sviluppo di diverse competenze”, puntando molto anche sulla formazione.

Interpellato sulla sovranità dei dati, il Sottosegretario Butti ha espresso la necessità di agevolare la costruzione di nuovi modelli di intelligenza artificiale, anche in italiano, con l’obiettivo di sostenere il mondo delle imprese affinché possano restare in Italia. “È fondamentale la costruzione di un grande centro europeo. Un’infrastruttura organica che metta insieme mendo ricerca impresa università”.

A questo si collega anche il tema della sostenibilità, anche energetica.

Quest’ultima secondo Butti, deve essere rivista. “Non solo gas e petrolio. Ma la costruzione di data center o energivore non può arrivare solo da rinnovabili: serve il nucleare” ha precisato, citando il disegno di legge delega approdato in senato e che tra le altre cose mira alla possibilità di realizzare SMR, cioè piccoli reattori modulari, che consentano la sostenibilità di queste macchine.