Pensione di cittadinanza 2019: cos’è, a chi spetta e importo

Alessio Mauro - Leggi e prassi

Pensione di cittadinanza 2019: cos'è, come funziona e a chi spetta? Ecco tutte le novità relative all'aumento delle pensioni minime, con importi e novità che saranno inserite in Legge di Bilancio.

Pensione di cittadinanza 2019: cos'è, a chi spetta e importo

La pensione di cittadinanza sarà una delle novità della Legge di Bilancio 2019.

Nella nota di aggiornamento al DEF sono state stanziate le risorse necessarie per aumentare l’importo delle pensioni minime, così come è ormai quasi certo che prenderà avvio il reddito di cittadinanza a partire dal prossimo anno.

Di seguito ci occuperemo delle novità che interesseranno i pensionati e nello specifico coloro che ricevono assegni bassi definiti per l’appunto minimi. L’importo riconosciuto ai titolari di pensione non potrà essere inferiore a 780 euro: è questa la somma che il M5S promette sarà inserita nella Legge di Bilancio 2019.

Come funzionerà la pensione di cittadinanza? Ovviamente non si avrà diritto a ricevere 780 euro di assegno da parte dello Stato ma l’importo erogato dall’INPS sarà integrato di modo da garantire ad ognuno di percepire un trattamento non inferiore alla soglia di povertà.

L’aumento delle pensioni sarà di poco superiore all’integrazione al minimo già ad oggi esistente e che consente a chi ha assegni bassi di ricevere un importo aggiuntivo fino al raggiungimento della soglia dei 507 euro circa.

Vediamo di seguito cos’è e come funziona la pensione di cittadinanza, requisiti e chi ne avrà diritto a partire dal 2019.

Pensione di cittadinanza 2019: cos’è e come funziona

La pensione di cittadinanza è una delle novità che il Governo ha annunciato sarà inserita nella Legge di Bilancio 2019 e che consentirà a chi ha pensioni minime di avere un’integrazione di importo tale da portare l’assegno mensile a 780 euro.

Il funzionamento della misura sarà molto simile a quello del reddito di cittadinanza ma ovviamente sarà diversa la platea dei destinatari. Ad oggi non è chiaro se a beneficiare dell’integrazione dell’assegno minimo saranno i titolari di tutte le tipologie di assegno pensionistico o se saranno stabiliti requisiti specifici.

Ricordiamo che già oggi esiste l’integrazione al minimo sulla pensione, ovvero la misura rivolta ai pensionati con assegno non superiore a 507 euro e disciplinata dalla legge n. 638/1983.

Gli importi dell’integrazione sono calcolati secondo regole differenti per pensionati soli o coniugati e secondo limiti stabiliti annualmente dall’INPS. Nel caso di nucleo familiare mono-componente, l’integrazione spetta in misura piena (fino ad arrivare alla pensione minima di 507 euro) nel caso di reddito annuo inferiore a 6.596,46 per il 2018. L’importo è proporzionalmente ridotto per chi ha un reddito maggiore ma non superiore a 13.192,92 euro.

Per quanto riguarda il pensionato coniugato, invece, il limite di reddito della coppia deve essere inferiore a 26.385,84 euro per beneficiare dell’integrazione piena, mentre per quella ridotta non bisogna superare i 32.982,30 euro.

Non è chiaro se la pensione di cittadinanza somiglierà all’integrazione al minimo o se saranno previste novità ulteriori.

L’unica cosa certa è che il diritto ad una pensione pari a 780 euro minimi sarà inserito nella Legge di Bilancio 2019 e che anche in questo caso saranno previsti requisiti e importi differenziati per un single e maggiore nel caso di nuclei familiari composti da più persone o in cui è presente una persona con disabilità o non autosufficiente.

A chi spetta la pensione di cittadinanza? Requisiti e novità

Per il momento l’unico requisito per accedere alla pensione di cittadinanza è quello economico. Secondo le novità annunciate ad oggi e in attesa di ulteriori chiarimenti con la presentazione della Legge di Bilancio 2019, l’integrazione delle pensioni minime spetterà a chi ha un ISEE non superiore ad 8.000 euro.

Quindi, per calcolare a chi spetta la pensione di cittadinanza non sarà considerato soltanto l’importo dell’assegno percepito dall’INPS ma anche il possesso di ulteriori redditi nonché la propria situazione patrimoniale proprio in base al valore dell’ISEE.

Pensione di cittadinanza: importo e esempio calcolo integrazione

Come sopra anticipato, l’importo della pensione di cittadinanza consentirà ai beneficiari di percepire mensilmente un assegno pensionistico non inferiore al minimo di 780 euro.

Il calcolo dell’importo integrato dallo Stato verrà valutato, nel rispetto dei possibili limiti ISEE, in base alla somma già percepita e sulla base del numero dei componenti del nucleo familiare nonché in base alla presenza o meno di disabili o non autosufficienti.

Attualmente non sono ancora disponibili dettagli su come sarà calcolata la pensione di cittadinanza per le famiglie. Di seguito facciamo l’esempio base prendendo a riferimento l’assegno di un pensionato single.

Se si percepisce un assegno pari a 500 euro mensili, l’importo riconosciuto sarà pari alla somma necessaria per raggiungere la cifra di 780 euro, nel nostro caso quindi 280 euro. Chi ha una pensione di 450 euro, riceverà ad esempio 330 euro e via di seguito.

Ulteriori regole circa le modalità di calcolo dovranno esser meglio definiti con la Legge di Bilancio 2019 e pertanto sarà necessario attendere almeno fino alla fine dell’anno per conoscere come funzionerà la pensione di cittadinanza e chi ne avrà diritto.