Partite IVA, resta ancora aperto il canale per lo sconto del 50 per cento sui contributi INPS, riconosciuto anche ai forfettari. Per chi non rispetta i requisiti resta in campo la riduzione del 35 per cento, ma è fondamentale non superare la scadenza del 2 marzo 2026
Partite IVA, c’è ancora spazio per richiedere la riduzione dei contributi INPS.
Anche nei primi mesi del 2026 risulta aperto il canale telematico per l’invio della domanda di applicazione dello sconto del 50 per cento, riconosciuto per 36 mesi alle attività avviate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025.
Ad averne diritto sono gli iscritti alle gestioni INPS artigiani e commercianti come titolari, collaboratori e soci lavoratori, in sede di primo ingresso nella società.
Una misura che interessa anche i titolari di partita IVA in regime forfettario, in alternativa alla riduzione INPS del 35 per cento per il triennio di applicazione.
Resta quindi aperto il “bivio” della scelta, un passaggio che si incrocia con la scadenza del 28 febbraio, differita al 2 marzo cadendo di sabato, per le valutazioni sull’applicazione delle agevolazioni ordinarie.
Partite IVA, doppio sconto INPS per i forfettari. La scelta entro il 2 marzo 2026
La riduzione del 50 per cento dei contributi INPS per gli iscritti per la prima volta alle gestioni artigiani e commercianti è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2025, per un periodo limitato e circoscritto dal 1° gennaio al 31 dicembre scorso.
Il canale telematico per fare domanda si è aperto con netto ritardo, e solo da agosto è stato possibile inviare domanda tramite il Portale delle Agevolazioni INPS (ex DiResCo).
La procedura di invio è però ancora accessibile, anche considerando che lo sconto sui contributi è di durata triennale (36 mesi dalla data di prima iscrizione) e quindi dal punto di vista operativo consente di valutare in corsa le scelte da compiere.
La misura è stata caratterizzata sin da subito da diverse problematiche applicative, a partire dai tempi lunghi d’avvio fino ad arrivare alle difficoltà dell’INPS di applicare le riduzioni accordate sugli F24 emessi per il versamento dei contributi dovuti.
Indicativo il fatto che ancora oggi, e a ridosso della scadenza del 16 febbraio per l’ultima rata dei contributi fissi, le deleghe di versamento vengano predisposte dall’Istituto in misura piena.
Al netto di queste questioni pratiche, tutt’altro che secondarie, vale la pena evidenziare che la riduzione del 50 per cento è alternativa allo sconto del 35 per cento previsto per artigiani e commercianti che applicano il regime forfettario.
Quest’ultima è un’agevolazione prevista a regime, che si “incrocia” con lo sconto extra rivolto alle iscrizioni effettuate entro la fine del 2025.
Sconto INPS del 35 o del 50 per cento? Per i forfettari requisiti sotto esame
Per coloro che entro dicembre hanno intrapreso una nuova attività d’impresa applicando il regime forfettario è tempo di scelte, alla luce della scadenza del 28 febbraio 2026 (rinviata a lunedì 2 marzo) per l’adesione al regime agevolato.
Sul fronte della percentuale di abbattimento dei costi fissi, è evidente che la misura più conveniente per i forfettari che hanno avviato l’attività nel corso del 2025 è indubbiamente lo sconto del 50 per cento previsto dalla Legge di Bilancio.
Tuttavia, per non incorrere in errori, è fondamentale ripercorrerne i criteri generali di applicazione, tornando su quanto riportato dall’INPS nella circolare n. 83/2025.
L’agevolazione può essere applicata in particolare a:
- imprenditori individuali, incluse le imprese familiari;
- soci di società: sia di persone (Snc, Sas) che di capitali (Srl), purché l’attività comporti l’iscrizione alle gestioni INPS artigiani e commercianti;
- collaboratori familiari: coadiuvanti e coadiutori (es. moglie o figlio che lavorano nell’impresa di famiglia).
Per ottenere lo sconto sui contributi, devono essersi verificate due condizioni nel corso del 2025:
- avvio dell’attività, con apertura della partita IVA o ingresso nella società, tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2025;
- prima iscrizione: il soggetto non deve mai essere stato iscritto in precedenza alle gestioni INPS artigiani o commercianti. In caso di precedente iscrizione e riapertura, lo sconto non si applica.
Sia l’inizio dell’attività economica che i requisiti per l’iscrizione INPS devono ricadere nel 2025.
La circolare dell’Istituto ha tuttavia fornito chiarimenti importanti in relazione alle attività aperte nell’ultima parte dell’anno, considerando i 30 giorni a disposizione per l’iscrizione ai fini previdenziali.
A titolo di esempio, per le partite IVA aperte il 20 dicembre 2025, il termine per l’iscrizione all’INPS era fissato al 19 gennaio 2026. In questo caso, anche se l’iscrizione formale è avvenuta nel 2026, il diritto rimane in quanto fa fede la data di avvio dell’attività.
Perché il 2 marzo è la data spartiacque per i forfettari
Valutare le condizioni per l’accesso al regime agevolato sarà fondamentale, e di tempo a disposizione non ce n’è molto.
Il motivo è legato, come detto in apertura, alla scadenza ormai dietro l’angolo per la domanda di riduzione ordinaria dei contributi INPS per i forfettari.
Coloro che hanno intrapreso nel 2025 una nuova attività d’impresa per la quale intendono beneficiare nel 2026 della riduzione del 35 per cento dei contributi, devono comunicare la propria adesione entro il termine perentorio del 28 febbraio 2026, come previsto dal comma 83 dell’articolo 1 della legge n. 190/2014, termine che cadendo di sabato subisce un rinvio automatico a lunedì 2 marzo.
In sostanza quindi, mentre la domanda per lo sconto del 50 per cento è legata all’evento della prima iscrizione nel corso del 2025 e può essere inviata tecnicamente anche dopo (non essendo prevista una scadenza esplicita), la riduzione del 35 per cento è un’opzione legata all’anno d’imposta. In assenza di una comunicazione entro il 2 marzo, il diritto allo sconto per l’anno in corso viene meno.
In caso di comunicazioni inviate successivamente, la riduzione del 35 per cento si applicherà infatti dal 2027.
Un punto centrale da considerare, nella fase ultima di valutazione sulla possibilità o meno di fruire del beneficio “maggiorato” introdotto dalla Legge di Bilancio 2025.
In assenza dei requisiti d’accesso, lo sconto del 35 per cento garantisce in ogni caso una quota di risparmio sui costi fissi, rispettando però la dead-line per la richiesta.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Partite IVA, sconto INPS del 35 o 50%? Forfettari al bivio, scelta entro il 2 marzo