Partite IVA, un anno di ritardo per lo sconto INPS: F24 di febbraio 2026 in misura piena

Anna Maria D’Andrea - Leggi e prassi

Partite IVA, lo sconto dei contributi INPS diventa un mistero: dopo un anno, gli F24 elaborati per la scadenza di febbraio 2026 sono ancora in misura piena e la riduzione fai-da-te non è esente da criticità

Partite IVA, un anno di ritardo per lo sconto INPS: F24 di febbraio 2026 in misura piena

Partite IVA, uno sconto rimasto su carta. Per la riduzione a metà dei contributi per le nuove attività l’INPS manca anche l’ultimo appuntamento dell’anno.

La scadenza del 16 febbraio 2026 relativa alla quarta e ultima rata dei contributi IVS dovuti da artigiani e commercianti conferma la situazione di impasse.

A più di un anno dall’entrata in vigore della norma che ha introdotto lo sconto, e dopo cinque mesi dal debutto della procedura di domanda, l’INPS non è ancora riuscito ad adeguare i sistemi che elaborano gli F24.

Resta possibile la via del ricalcolo fai-da-te dei contributi, ma il rischio è l’invio di avvisi bonari errati e il blocco del DURC. Un effetto boomerang che danneggia professionisti e imprese.

Partite IVA, lo sconto INPS che non c’è: F24 in scadenza a febbraio 2026 in misura piena

I ritardi dell’INPS sono lampanti, e balzano all’attenzione di tutti i titolari di partita IVA che hanno aperto la propria attività nel 2025 e che il 16 febbraio 2026 sono tenuti a versare la quarta rata dei contributi fissi.

Vale la pena ricordare che con la Legge di Bilancio 2025 è stata introdotta un’importante agevolazione, volta a favorire l’avvio di nuove attività imprenditoriali. Nel rispetto dei requisiti previsti, artigiani e commercianti hanno potuto presentare domanda per beneficiare della riduzione del 50 per cento dei contributi IVS, applicabile per 36 mesi dalla data di avvio dell’attività.

Un’agevolazione rimasta nel cassetto fino ad agosto, quando finalmente l’INPS ha messo a disposizione il servizio online per fare domanda, ma che resta di fatto ancora in fase di stallo.

Lo sconto del 50 per cento dei contributi non ha trovato spazio negli F24 emessi per il pagamento dei contributi di novembre, la prima rata successiva all’apertura dello sportello per fare domanda, ma anche la quarta e ultima quota dovuta entro il 16 febbraio 2026 evidenzia un nulla di fatto.

Le deleghe di pagamento messe a disposizione dall’INPS sul cassetto previdenziale di artigiani e commercianti non riportano alcuno sconto, e restano quindi in misura piena.

Si può scegliere di procedere con il ricalcolo in autonomia, ma anche in questo caso i sistemi INPS potrebbero evidenziare discrepanze e quindi portare all’emissione di avvisi bonari e alla segnalazione di irregolarità ai fini del DURC.

Rischio avvisi bonari e blocco del DURC per chi applica lo sconto sugli F24

Procedere in autonomia potrebbe può quindi creare un effetto boomerang in relazione ai controlli che impegnano l’INPS successivamente alla scadenza per il versamento dei contributi.

Già a novembre chi ha scelto di pagare i contributi in misura ridotta, applicando quindi l’agevolazione spettante, ha dovuto fare i conti con l’emissione di avvisi bonari e con il blocco del DURC.

Si tratta di procedure automatizzate: in presenza di pagamenti in misura inferiore rispetto a quanto calcolato dall’INPS prende il via la fase di alert per le partite IVA, con la notifica di avvisi di mancato pagamento sui quali è possibile intervenire tramite la comunicazione bidirezionale.

Lo stesso rischio di disallineamento nel flusso di dati riguarda il rilascio del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva), che potrebbe risultare bloccato in caso di versamento dei contributi in misura ridotta.

Ferma restando la possibilità di avviare un confronto con l’Istituto per superare la situazione di impasse, il ritardo nell’aggiornamento delle procedure di calcolo degli F24 finisce con l’aumentare il carico di lavoro per partite IVA e intermediari.

Una situazione tutt’altro che tollerabile se si pensa al fine dell’agevolazione, nata per rendere più “leggera” la fase di avvio di nuove attività imprenditoriali.

Allo stato attuale però sono più i punti critici che i benefici.

Cosa fare in vista della scadenza del 16 febbraio

Davanti a un F24 che ignora lo sconto del 50 per cento, come muoversi in vista della scadenza del 16 febbraio?

Non esiste una soluzione “esente da rischi”, ma è possibile scegliere quella più adatta alle proprie esigenze:

  1. Ricalcolo manuale (per chi ha bisogno di liquidità): è possibile modificare l’importo del modello F24 applicando autonomamente la riduzione. In questo caso, è fondamentale inviare contestualmente una comunicazione tramite il Cassetto Previdenziale (comunicazione bidirezionale), allegando la ricevuta della domanda di agevolazione presentata a suo tempo. Questo serve a “prevenire” l’avviso bonario o a facilitarne l’annullamento.
  2. Pagamento in misura piena (per chi ha urgenza di DURC regolare): se l’impresa partecipa ad appalti o deve incassare pagamenti dalla Pubblica Amministrazione, il rischio di un DURC bloccato per mesi a causa dei tempi tecnici di gestione dell’INPS potrebbe essere un problema non di poco conto. In questo caso, conviene pagare l’importo richiesto e procedere successivamente con un’istanza di rimborso o di compensazione sui contributi futuri.
  3. Monitoraggio costante: indipendentemente dalla scelta, è necessario monitorare il Cassetto Previdenziale nelle settimane successive al versamento per individuare tempestivamente eventuali “alert” e rispondere prontamente per evitare ulteriori criticità.

In ogni caso, si consiglia di monitorare eventuali aggiornamenti che interverranno sui sistemi INPS prima della scadenza, per intercettare l’auspicato adeguamento delle procedure di calcolo.

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