L'analisi relativa alle dichiarazioni dei redditi 2025 del Ministero dell'Economia evidenzia un aumento generalizzato del reddito medio delle partite IVA. Si amplia però anche il divario tra i redditi in base all'attività svolta: notai in cima alla classifica
Aumenta il reddito dei titolari di partita IVA, ma con una grande spaccatura tra i primi e gli ultimi “in classifica”.
L’analisi dei dati ISA, relativa alle dichiarazioni presentate nel 2025 e pubblicata dal Ministero dell’Economia il 26 maggio, mostra una crescita del reddito medio dell’8,6% rispetto all’anno precedente.
Resta però un’importante differenza tra i redditi dichiarati: si passa da oltre 300.000 euro dei notai a poco più di 4.000 euro per la concia delle pelli e del cuoio.
Partite IVA, in aumento i contribuenti più affidabili
Secondo l’analisi del MEF, la platea dei contribuenti interessati dagli Indici sintetici di affidabilità fiscale comprende oltre 2,5 milioni di soggetti.
Il 46,7% del totale ha ottenuto un punteggio ISA pari o superiore a 8, segnando un incremento del 2,2% rispetto al 2023.
Il reddito medio d’impresa o di lavoro autonomo si colloca a 56.100 euro.
Tra i contribuenti che hanno beneficiato del regime premiale, e quindi con punteggio ISA più elevato, il reddito medio sale invece a 91.082 euro, segnando un incremento del 7,4% rispetto al 2023.
Dai servizi all’agricoltura: come cambiano i redditi delle partite IVA nei vari settori
Si registra una generale crescita del reddito medio d’impresa o di lavoro autonomo in tutti i macrosettori. L’aumento più rilevante riguarda l’agricoltura, ma nonostante un balzo del 113,6% rimane il comparto con il reddito medio più basso.
Importi in migliaia di euro. Fonte: Analisi dati ISA 2024, Dipartimento delle Finanze
Partite IVA, la “classifica” dei redditi
L’analisi mette in luce un forte divario tra le attività con i redditi medi più elevati e quelle che invece si collocano nelle fasce più basse.
Ai vertici dominano in modo netto le professioni notarili che, insieme ad alcune attività commerciali e finanziarie ad alta redditività, registrano il reddito medio più elevato dell’intero panorama delle partite IVA.
Le 5 attività con redditi più elevati:
- Studi notarili: 336.900 euro
- Attività finanziarie e assicurative nca: 286.000 euro
- Farmacie: 142.000 euro
- Servizi di ingegneria integrata: 126.000 euro
- Attività ausiliarie dei servizi finanziari e assicurativi: 117.000 euro
Molte attività commerciali dichiarano redditi sensibilmente più bassi: bar, gelaterie, pasticcerie e attività di produzione dolciaria registrano una media di 22.000 euro.
Sotto la soglia dei 20.000 si colloca il commercio al dettaglio, tra abbigliamento, calzature, libri e alimenti per animali da compagnia.
Le 5 attività con i redditi più bassi:
- Produzione di prodotti animali, caccia e servizi connessi: 7.000 mila euro
- Coltivazioni agricole, silvicoltura e utilizzo di aree forestali: 5.800 euro
- Attività di associazioni e organizzazioni: 4.300 mila euro
- Ricerca e sviluppo: 4.200 euro
- Concia delle pelli e del cuoio: 4.000 euro
All’estremo opposto della “classifica” troviamo, dunque, comparti caratterizzati da maggiore frammentazione, che riflettono le criticità economiche e strutturali che interessano alcuni settori produttivi.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Partite IVA: redditi in aumento, ma il gap si allarga. La classifica nei dati MEF