La Manovra 2027 raddoppia la ritenuta sulle fatture B2B: si partirà dal 1° gennaio 2028 con il valore dell'1 per cento, che salirà al 2 per cento dell'anno successivo con un incasso per lo Stato di oltre 1,4 miliardi di euro
Giocare d’anticipo per contrastare l’omessa dichiarazione e l’omesso versamento, potenziando la stretta già introdotta dalla scorsa Legge di Bilancio nell’ambito delle transazioni tra titolari di partita IVA.
È questo l’obiettivo dell’articolo 35 del testo del disegno di legge di Bilancio 2027, bollinato e trasmesso alle Camere, che appesantisce l’obbligo di ritenuta sulle fatture B2B introdotto dalla scorsa Manovra e atteso al via dal 2028.
La disposizione interviene sull’articolo 38, comma 1, quinto periodo, del Testo unico in materia di versamenti e riscossione (D.Lgs. 24 marzo 2025, n. 33), riscrivendo la progressione delle aliquote originariamente prevista per il biennio 2028-2029.
Ritenuta B2B subito all’1 per cento: nella Manovra 2027 nuova stretta sulle partite IVA
Stando alle regole ad oggi in vigore, introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, l’obbligo di ritenuta B2B è previsto al via nella misura dello 0,5 per cento dal 2028, per poi salire all’1 per cento.
Sulla base delle novità contenute nella Manovra 2027 il prelievo anticipato raddoppia: si partirà con l’aliquota dell’1 per cento, per poi salire al 2 per cento a decorrere dal 2029 e a regime.
Il meccanismo impone all’acquirente o committente, al momento del pagamento della fattura elettronica emessa da un altro operatore economico, di applicare e versare una ritenuta parametrata all’imponibile (al netto dell’IVA).
In sostanza, il cliente all’atto del pagamento di una fattura dovrà trattenere una quota, pari all’1 per cento e poi al 2 per cento, da versare direttamente allo Stato per conto del fornitore.
Chi paga assume quindi il ruolo di sostituto d’imposta, con nuovi adempimenti da porre in essere.
Di contro, ci riceve il pagamento subirà una trattenuta, con un sistema di versamenti a titolo d’acconto che diventa quindi in tempo reale.
La Manovra 2027 non modifica la natura dell’obbligo, ma agisce potenziando il meccanismo.
Dalla ritenuta sui pagamenti B2B quasi 1,5 miliardi in più a regime
L’intervento normativo, secondo quanto riportato nella relazione tecnica, risponde a due criticità strutturali del gettito. In primis l’evasione da occultamento o omessa dichiarazione, a cui segue il totale mancato versamento delle imposte dovute.
In secondo luogo, il fenomeno dei cosiddetti “omessi versamenti”, che si verifica quando le imposte vengono regolarmente liquidate in dichiarazione ma non saldate all’Erario (spesso sfociando in ruoli esattoriali di difficile riscossione).
Anticipando il momento del prelievo all’atto del pagamento, documentato mediante emissione della fattura elettronica, il Fisco drena quindi liquidità a titolo d’imposta direttamente alla fonte, andando così a ridurre il margine di inadempimento.
Gli effetti finanziari stimati dalla relazione tecnica ne confermano la portata rilevante: il gettito complessivo atteso nel 2028 supera i 734 milioni di euro, per attestarsi a quasi 1,5 miliardi di euro all’anno a regime, con una prevalenza marcata della componente IRES rispetto all’IRPEF.
| Ritenuta B2B - gettito atteso | 2027 | 2028 | dal 2029 |
|---|---|---|---|
| IRPEF | 0,0 | 292,0 | 584,0 |
| IRES | 0,0 | 442,5 | 885,0 |
| Totale | 0,0 | 734,5 | 1.469,0 |
(in milioni di euro)
Lo Stato fa “cassa” in anticipo
La ritenuta si applicherà sull’imponibile, al netto dell’IVA. Ad esempio quindi, in caso di fattura di 1.000 euro, ammonterà a 10 euro nel 2028 e a 20 euro dal 2029, e sarà trattenuta dal committente, tenuto a sua volta a riversarla all’Erario.
La misura si applicherà in modo generalizzato alle transazioni commerciali B2B tra soggetti residenti in Italia o stabili organizzazioni nel territorio dello Stato, con esclusione prevista in caso di fornitore in regime forfettario, che ha aderito al concordato preventivo biennale o al regime dell’adempimento collaborativo, così come per le partite IVA già soggette a forme di ritenuta d’acconto (comprese le operazioni già soggette a ritenuta per i bonus edilizi).
Se per lo Stato l’obbligo di ritenuta avrà effetti positivi, per quel che riguarda gli impatti sul sistema produttivo la disposizione è stata sin da subito criticata.
L’obbligo di dover applicare una ritenuta sulle fatture produrrà un drenaggio di liquidità per i fornitori, con un impatto diretto sul flusso di cassa operativo.
Anche se le percentuali di ritenuta possono apparire minime, l’impatto va valutato su base annua e anche nella logica dello strumento: le imprese si troveranno a finanziare lo Stato in anticipo, con notevoli complicazioni anche dal punto di vista gestionale.
Va evidenziato che, in ogni caso, la novità prevista dal DdL di Bilancio 2027 non è ancora definitiva. La Manovra è attesa alla Camere e al Senato per l’esame, con un iter che come di consueto potrà modificarne i contorni anche in maniera sostanziale.
Solo con il voto definitivo si avrà quindi un quadro più chiaro e certo, ma ad oggi appare evidente la volontà messa nero su bianco da parte del Governo di stringere le maglie sull’evasione, anche a costo di appesantire il carico burocratico (e non solo) per il “popolo” delle partite IVA.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Partite IVA, nella Manovra 2027 raddoppia la ritenuta sulle fatture B2B