Per aumentare le vendite l’IA da sola non basta. Lo studio di Bitrix24

Redazione - Controllo di gestione

L'adozione di sistemi IA da parte delle aziende non è una garanzia automatica in termini di vendite. Il vero vantaggio competitivo? L'automatizzazione della gestione del dato in ogni sua fase. Questo uno dei risultati dell'analisi del CRM Benchmark Report 2026 di Bitrix24

Per aumentare le vendite l'IA da sola non basta. Lo studio di Bitrix24

Crescono gli investimenti in tecnologie digitali e intelligenza artificiale ma l’impatto economico diretto sui conti aziendali procede a passo più lento, creando un paradosso strutturale nel mercato delle vendite.

Questo è uno dei risultati di maggior rilievo che emerge dal CRM Benchmark Report condotto da Bitrix24 su un campione di 1.001 organizzazioni distribuite su dodici mercati internazionali.

L’indagine scatta una fotografia nitida dello stato operativo dei team commerciali moderni, evidenziando come l’introduzione di strumenti avanzati rischi di rimanere un esercizio sterile se persistono attriti manuali, colli di bottiglia nell’accoglienza dei contatti e pipeline di vendita frammentate.

Vendite, l’IA non è la soluzione e sulla crescita degli affari pesa la poca automazione

Integrare in azienda strumenti digitali evoluti e avvalersi di assistenti basati sull’IA non è una garanzia di miglioramento delle prestazioni complessive. La causa principale di questa discrepanza risiede nella routine quotidiana delle forze vendita, dove la dispersione di tempo ed energie raggiunge livelli critici.

L’analisi di Bitrix24 parte da un quadro relativo ai tempi di risposta ai lead nei 12 mercati presi in analisi.

Solo in pochissimi casi si procede tempestivamente: in Francia l’80 per cento delle aziende dichiara di rispondere entro un’ora, percentuale che scende al 68 per cento nelle aziende dei paesi di lingua inglese, al 38 per cento in Italia e al 36 per cento in Germania.

Va aggiunto inoltre che, nonostante la velocità di reazione sia riconosciuta come un fattore determinante per il tasso di conversione, il 23 per cento delle organizzazioni a livello globale ammette di non tracciare affatto il tempo di risposta ai nuovi lead.

Il contesto italiano riflette queste criticità in maniera particolarmente marcata, delineandosi come un mercato profondamente spaccato in due.

In Italia, ben il 43 per cento delle aziende non monitora alcun accordo sui tempi di risposta ai lead in entrata, lasciando gran parte delle opportunità senza un controllo oggettivo di tempestività.

Sul fronte dell’infrastruttura tecnologica, il 50 per cento delle realtà italiane opera a un livello di automazione CRM basso o nullo, a fronte di appena un 20 per cento che ha implementato flussi avanzati.

L’impatto di questi limiti strutturali è evidente lungo tutta la filiera commerciale: il 44 per cento delle aziende italiane dichiara un allungamento dei cicli di vendita rispetto ai periodi precedenti (contro appena l’11 per cento che vede le trattative chiudersi più rapidamente) e il 32 per cento riporta una contrazione del tasso di conversione del funnel.

Le statistiche sui tempi di risposta evidenziano un collo di bottiglia specifico: l’acquisizione manuale. Se i lead non vengono tracciati e gli addetti alle vendite sono tenuti a inserire manualmente i dati, è più probabile che gli affari subiscano rallentamenti.

Nel complesso, le statistiche sull’automazione CRM relative ai mercati analizzati rilevano che quasi un terzo delle aziende opera sotto la soglia del 10 per cento.

In aggiunta, nella maggior parte dei casi l’automazione è circoscritta alle attività di base, con l’unica eccezione della Turchia dove il 50 per cento delle aziende presenta un’adozione elevata, anche se con un carico amministrativo elevatissimo.

In questo caso a pesare non è tanto la carenza di strumenti a disposizione bensì la poca costanza nel loro utilizzo da parte dei team. I CRM diventano quindi un database “statico”, e il personale impiega tempo per svolgere attività che potrebbero viaggiare in autonomia.

Questa carenza operativa genera una dispersione fisiologica lungo il funnel commerciale.

Merita poi attenzione anche il caso della Francia, che evidenzia una tensione comune in Europa: l’automazione è frenata anche dal carico amministrativo, dovuto alla necessità di verifica della conformità con norme, regolamenti e politiche di audit interno che inducono gli addetti a verificare manualmente i dati.

Nel 40 per cento delle aziende francesi, il personale dedica più della metà della settimana lavorativa ad attività amministrative, quali controlli manuali sul campo e aggiornamento dei registri.

La sola tecnologia non è in grado di eliminare i rallentamenti nel funnel se i controlli manuali continuano ad appesantire il carico di lavoro amministrativo.

L’IA non basta: il CRM al centro per l’automazione e la crescita del business

I risultati dell’indagine di Bitrix24 evidenziano uno scenario chiaro: l’adozione dell’intelligenza artificiale non può funzionare come una scorciatoia capace di sanare processi inefficienti.

L’accumulo di funzionalità tecnologiche non genera valore se il CRM continua a essere concepito come un semplice archivio passivo.

Il vero vantaggio competitivo appartiene alle organizzazioni capaci di riprogettare alla radice la gestione dei flussi, automatizzando le attività ripetitive per liberare tempo operativo e garantendo che ogni opportunità venga gestita con precisione e tempestività.

La leadership commerciale è chiamata quindi a un cambio di paradigma: la quota di mercato non si conquista gonfiando gli organici o accumulando nuovi software, ma automatizzando l’intero flusso operativo del CRM per eliminare il lavoro manuale alla radice.

La tecnologia genera valore solo quando ottimizza il punto di ingresso, ripulisce a monte i dati da spam o duplicati e instrada i lead verso risposte tempestive e di sostanza.

Proteggere la pipeline da ritardi e dispersioni permette di recuperare fino a 14 ore settimanali a venditore, a patto però di reinvestirle strategicamente nell’interazione umana: il 69 per cento degli acquirenti B2B continua a cercare un confronto diretto per validare le informazioni e chiudere gli affari.