Flat tax fino a 100.000 euro per le partite IVA: forfettario “spezzatino” nella Manovra 2027

Verso l'ok all'estensione della flat tax per le partite IVA fino a 100.000 euro: nel Consiglio dei Ministri sulla Manovra 2027 è attesa l'estensione del limite per l'accesso al regime forfettario, anche se con il venir meno delle semplificazioni

Flat tax fino a 100.000 euro per le partite IVA: forfettario “spezzatino” nella Manovra 2027

La flat tax per le partite IVA punta alla soglia dei 100.000 euro e, quando mancano ormai poche ore all’approdo della Manovra 2027 in Consiglio dei Ministri, l’ipotesi si fa sempre più concreta.

L’estensione del regime forfettario oltre la soglia degli 85.000 euro di ricavi e compensi è una delle novità fiscali che guadagna forza, anche alla luce delle conferme arrivate dal Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti e dell’escamotage individuato dal Governo per superare lo scoglio della trattativa con l’Europa.

L’estensione della flat tax dovrà fare a meno delle semplificazioni IVA, proprio per evitare che il rialzo del limite fino a 100.000 euro si scontri con le regole comunitarie.

Si va quindi verso un “forfettario spezzatino” per le partite IVA.

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Flat tax fino a 100.000 euro: la Manovra 2027 punta ad estendere il regime forfettario

L’attesa sull’approvazione da parte del Governo del DdL di Bilancio 2027 dovrebbe concludersi a stretto giro.

Il Consiglio dei Ministri per il varo dello scheletro della Manovra è previsto alle ore 15 di oggi, 28 ottobre 2026 e il pacchetto delle novità inzia ad essere sempre più definito.

Ferma restando la necessità di attendere per le dovute conferme, nella Manovra 2027 dovrebbe approdare l’estensione della soglia di ricavi e compensi per l’accesso al regime forfettario, la meglio nota flat tax per le partite IVA.

Ad oggi il limite massimo che consente di applicare la tassazione agevolata è fissato a 85.000 euro. Dal prossimo 1° gennaio si potrebbe quindi arrivare fino a 100.000 euro.

Il regime forfettario permette a chi vi accede di applicare una tassazione sostitutiva di IRPEF e relative addizionali con aliquota pari al 15 per cento, valore ulteriormente ridoto al 5 per cento per i primi cinque anni di attività.

Ed è questo il motivo per il quale la flat tax è ritenuta una delle più rilevanti agevolazioni per il popolo delle partite IVA, tenuto contro delle aliquote ordinarie IRPEF che possono arrivare fino al 43 per cento.

I dati confermano il forte appeal del forfettario: sono più di 2 milioni i contribuenti che lo applicano, circa il 52 per cento del totale delle partite IVA.

Un forfettario senza semplificazioni IVA: la mossa nella Manovra 2027 per superare lo sbarramento UE

Non solo tassazione ridotta.

Chi applica il regime della flat tax può contare anche su importanti semplificazioni fiscali in relazione agli adempimenti IVA. Un beneficio che verrebbe però meno per chi entrerà nel forfettario superata la soglia degli 85.000 euro.

Il motivo è legato alla natura del regime agevolato, che opera in deroga rispetto alla normativa comunitaria in materia di IVA.

Proprio per superare lo scoglio delle trattative con l’UE per innalzare la soglia di ricavi fissata dalla Direttiva UE 2020/285, il nuovo scalone del regime forfettario dovrà quindi rinunciare alle semplificazioni IVA.

In sostanza, superati gli 85.000 euro e fino alla soglia di 100.000 euro, bisognerà gestire in via ordinaria l’imposta sulle fatture, presentare la dichiarazione annuale così come effettuare le comunicazioni delle operazioni rilevanti all’Agenzia delle Entrate.

Dal punto di vista pratico verrebbe meno uno dei pilastri storici del regime: non dover emettere fatture con IVA, non dover liquidare l’imposta periodicamente e non dover presentare la dichiarazione IVA.

Questo comporterebbe un aumento dei costi di gestione contabile, così come una possibile frizione commerciale per chi lavora prevalentemente con clienti privati, per i quali l’aggiunta dell’IVA rappresenta un rincaro netto del prezzo finale.

Si tratterebbe quindi di una sorta di “compromesso tecnico”, fondamentale per poter garantire quantomeno una tassazione ridotta sui redditi percepiti.

Ovviamente, anche su questo fronte è fondamentale attendere le dovute conferme.

Flat tax per dipendenti e pensionati, sotto attenzione anche la soglia per il cumulo dei redditi

Se l’attenzione si concentra sull’estensione della flat tax fino a 100.000 euro, sembra invece sfuggito dai radar il tema del rialzo a tempo del limite che consente ai titolari di redditi da lavoro dipendente e pensione di applicare la tassazione agevolata.

La soglia ordinaria è pari a 30.000 euro ma nell’ultimo biennio è stata innalzata a 35.000 euro.

Stando ai dati contenuti nei dossier ufficiali della Legge di Bilancio 2026, che ha prorogato per un ulteriore anno la disposizione introdotta dall’articolo 1, comma 12, della legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Legge di Bilancio 2025), il “conto” per lo Stato è pari a 79,4 milioni per l’anno in corso e a 140,9 milioni per il 2027.

Questo il valore dello sconto fiscale concesso nel complesso ai dipendenti e pensionati che hanno potuto sfruttare l’innalzamento della soglia reddituale che permette di aprire e gestire una partita IVA applicando il regime forfettario.

La deroga però verrà meno il 31 dicembre 2026.

L’aumento della soglia dei redditi da lavoro o pensione non è strutturale e, salvo contromosse, dal 1° gennaio 2027 si tornerà al valore più basso di 30.000 euro, con un duplice effetto.

Chi si colloca sopra la soglia di 30.000 euro perderà il diritto ad applicare la flat tax e, salvo proroghe, dal 1° gennaio 2027 sarà necessario passare al regime semplificato, applicando l’IRPEF per scaglioni e la gestione ordinaria di IVA e ritenute d’acconto.

All’effetto fuoriuscita si affianca il blocco alle nuove adesioni in presenza di redditi di importo superiore a 30.000 euro.

Vale la pena evidenziare nuovamente che la questione resta aperta. Non si esclude che nella Legge di Bilancio 2027 trovi spazio una nuova conferma del limite a 35.000 euro.

L’ostacolo principale è sui costi, più che sulle intenzioni ormai palesi di estendere le maglie del regime forfettario.