Partite Iva, l’impatto del Covid: aperture e chiusure in calo nel 2020. MEF: “dati da interpretare”

Partite Iva: nel 2020 ci sono state il 14,8% di aperture e il 25% di chiusure in meno rispetto al 2019. I dati, diffusi dal MEF con il comunicato numero 27 dell'11 febbraio 2021, registrano una contrazione prevedibile con riguardo all'avvio, anche per effetto dell'emergenza Covid, e una meno prevedibile diminuzione con riguardo alle chiusure che, però, deve essere interpretata alla luce di diversi fattori.

Partite Iva, l'impatto del Covid: aperture e chiusure in calo nel 2020. MEF: “dati da interpretare”

Partite Iva: nel 2020 si registra il 14,8% in meno di aperture e il 25% in meno di chiusure rispetto al 2019.

I dati sono stati diffusi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) con il comunicato numero 27 dell’11 febbraio 2021 dal quale, per quanto riguarda l’apertura delle partite Iva, non ci si aspettava di meglio, specialmente alla luce dell’emergenza pandemica.

L’indice che, invece, ha contraddetto le aspettative è quello relativo alle chiusure che secondo logica, in un contesto tale di difficoltà economica, avrebbe dovuto tendere ad un incremento.

È lo stesso Ministero, tuttavia, a raccomandare particolare cautela nella lettura di questi ultimi dati, specialmente perché, come è noto, potrebbero risultare falsati da diverse circostanze.

I risultati registrati, infatti, rischiano di essere influenzati dalla pratica diffusa delle comunicazioni tardive di chiusura e dalle cessazioni d’ufficio operate dall’Agenzia delle Entrate per la non operatività.

Partite Iva, l’impatto del Covid: aperture e chiusure in calo nel 2020. MEF: “dati da interpretare”

Il comunicato del MEF numero 27 pubblicato l’11 febbraio 2021 ha fornito i dati relativi sia alle aperture sia alle chiusure delle partite Iva avvenute nel corso dello scorso anno.

Ministero Economia e Finanze - comunicato numero 27 dell’11 febbraio 201
Scarica il comunicato del Ministero dell’Economia su osservatorio partite iva del 2020

Nel 2020 sono state aperte circa 464.700 nuove partite IVA, con una consistente diminuzione rispetto all’anno precedente (-14,8%), per effetto, evidenzia il Ministero, dell’emergenza sanitaria in corso.

Il dato che invece sembra giustificare un “respiro di sollievo” è quello relativo alle chiusure che, sempre alla luce delle difficoltà economiche causate dall’emergenza pandemica, ci si aspettava salisse vertiginosamente.

E invece no: nel periodo gennaio-dicembre 2020 sono state registrate 320.435 chiusure, a fronte delle 427.623 che si erano riscontrate nel corso del 2019, con una diminuzione del 25%.

A prima vista, pertanto, sembrerebbe che l’emergenza pandemica non abbia intaccato tanto quanto ci si attendeva le attività dei titolari di partita IVA che, al contrario, hanno resistito fino al 2021.

Tra l’altro questi sono dati che, eccezionalmente, sempre nell’ottica del contesto emergenziale, sono stati analizzati per la prima volta in questa sede poiché, riporta il Ministero, normalmente non risultano significativi da un punto di vista economico.

Sempre lo stesso Ministero, però, si trova a dover raccomandare una lettura attenta dei dati relativi alle chiusure i quali, come anticipato, sono sicuramente condizionati dai seguenti fattori:

  • parte dei contribuenti potrebbero inoltrare con ritardo la comunicazione di avvenuta cessazione di attività nel 2020;
  • il dato relativo al 2019 potrebbe essere falsato perché potrebbe includere anche le cessazioni d’ufficio operate dall’Agenzia delle Entrate per mancata operatività;
  • vi è la possibilità che, come succede di frequente, il contribuente non ottemperi all’obbligo di chiusura della partita Iva quando cessa l’attività.

Partite Iva: i dati dell’Osservatorio del Ministero dell’Economia

Dal comunicato richiamato, tra l’altro, si rinvengono anche tutti gli altri indici relativi alle tipologie di partite Iva presenti sul territorio, alla loro distribuzione geografica, al settore produttivo di appartenenza e non solo.

Per quanto riguarda la distribuzione per natura giuridica il Ministero rileva che il 72,2% delle partite Iva è stato aperto da persone fisiche, il 21% da società di capitali e soltanto il 3,4% da società di persone.

Confrontati con i dati del 2019 la flessione di aperture è su tutta la linea:

  • per le dalle società di persone è del 19,5%;
  • per le società di capitali del 16,3%;
  • per le persone fisiche del 15,7%.

Circostanza di rilevo, infine, è il forte aumento di partite Iva aperte da soggetti non residenti, il cui incremento è pari 42,9% rispetto al 2019, che trova sicuramente la sua ragione nella crescita del settore dell’e-commerce che già aveva subito un’impennata nel 2019.

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