ISA 2026 autotrasporto: errori compilativi e controlli del Fisco

Sandra Pennacini - Studi di settore

L'impatto delle incongruenze tra la flotta indicata del Quadro D, i costi del Quadro C e il valore contabile del Quadro F nel modello EG68U

ISA 2026 autotrasporto: errori compilativi e controlli del Fisco

La verifica della corretta compilazione del modello ISA è fondamentale prima della trasmissione del modello Redditi e, ancor più, prima di una eventuale adesione al CPB, posto che la proposta viene fortemente influenzata proprio dall’esito ISA, oltre che dai valori contabili relativi al 2025.

Nel settore dell’autotrasporto di merci su strada si è assistito all’evoluzione del modello, dal DG68U all’attuale modello EG68U; la nuova modulistica risulta essere semplificata rispetto al passato, ma richiede comunque grande attenzione alla quadratura tra dati contabili e extracontabili.

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Il rapporto tra beni strumentali e relativi costi (quadri D e C)

Il modello ISA EG68U si applica ai contribuenti che esercitano in via prevalente l’attività di “Trasporto di merci su strada” (codice ATECO 49.41.00) o “Servizi di trasloco” (codice ATECO 49.42.00).

Quanto ai dati extracontabili, è richiesta la compilazione del quadro D (Beni strumentali), nel quale deve essere indicato il censimento del parco veicolare detenuto a qualsiasi titolo alla data di chiusura del periodo d’imposta.

Separatamente vengono indicati i veicoli non direttamente impiegati nel trasporto: D12 (veicoli di scorta in caso di guasti) e il rigo D13 (veicoli di servizio/soccorso).

A differenza delle vecchie versioni della modulistica, il modello evoluto EG68U non richiede più alcuna ripartizione dei mezzi in base alla portata utile (ad esempio sotto o sopra le 3,5 tonnellate o oltre le 11,5 tonnellate) né in base alla tipologia contrattuale di possesso (proprietà, leasing o noleggio a lungo termine).

Il conteggio nel Quadro D è puramente numerico e aggrega tutti i mezzi utilizzati, indipendentemente dal titolo di possesso, mentre la suddivisione interna dei righi D02-D05 e D07-D10 avviene unicamente per tipologia tecnica del vano di carico (centinati, furgonati, frigo, cisterne).

Correlati ai mezzi utilizzati, troviamo i relativi costi, da indicare nel Quadro C (Elementi specifici dell’attività), nella sezione “Costi specifici”, che richiede l’esposizione delle spese sostenute che sono direttamente collegate all’esercizio dei mezzi o alla modalità operativa di svolgimento dell’attività:

Si noti che al rigo C26 devono essere indicate le spese per carburanti e lubrificanti, determinate al lordo del credito d’imposta per caro petrolio.

Per quanto riguarda il rigo C29, invece, lo stesso accoglie i costi per subvezione, ovvero i costi sostenuti per l’affidamento ad un soggetto terzo di un trasporto o parte di esso.

In parole povere, questi righi fotografano come viene svolta materialmente l’attività e deve essere rispettata una logica di fondo.

Se il mezzo è in disponibilità (non importa se in proprietà, leasing o noleggio), lo stesso deve essere indicato nel quadro D e, ovviamente, devono essere presenti i relativi costi di gestione nel quadro C (es. carburante).

Se, invece, l’attività di trasporto viene affidata interamente a terzi, allora è legittimo che non risulti nulla nel quadro D, ma ovviamente non potrà essere lasciato in bianco il rigo dei relativi costi (C29).

La compilazione del rigo F21 (valore dei beni strumentali) non sostituisce ovviamente in alcun modo l’obbligo di censire fisicamente i veicoli nel Quadro D.

Costi per sub-vettori vs costi propri di trazione: la corretta mappatura contabile

Un aspetto cui prestare attenzione è la corretta contabilizzazione ed esposizione nel modello ISA dei costi di subvezione.

Per le imprese di autotrasporto le spese sostenute per l’appalto di trasporti commissionati a terzi (la subvezione) e per l’acquisto di carburanti e lubrificanti devono confluire entrambi nel rigo F10 (“Costi per l’acquisto di materie prime... e per la produzione di servizi”).

Il “di cui” relativo alla subvezione, come già illustrato, deve poi essere distintamente indicato al rigo C29. In parole povere occorre evidenziare al motore di calcolo quali sono i costi diretti sostenuti per i mezzi in disponibilità e specificare separatamente i costi relativi all’affidamento del trasporto a terzi, diversamente la voce sarà interpretata come interamente riferibile ai trasporti effettuati in proprio.

Proseguendo nella correlazione tra le varie variabili, bisogna ricordare che in presenza di costi diretti, non può mancare l’indicazione dei mezzi nel quadro D, pena una evidente anomalia nei dati che penalizza il risultato finale.