1.000 euro all’anno per i nuovi nati: la proposta INPS per la pensione futura

Francesco Rodorigo - Pensioni

Un fondo previdenziale per ogni nuovo nato dove lo stato verserebbe 1.000 euro ogni anno: questa la proposta avanzata dall'INPS in vista della prossima Manovra per rafforzare il sistema previdenziale e le pensioni del futuro

1.000 euro all'anno per i nuovi nati: la proposta INPS per la pensione futura

La proposta di un cassetto previdenziale per i nuovi nati si fa più concreta in vista della prossima Legge di Bilancio.

Dopo l’apertura da parte del Ministero del Lavoro, dall’INPS arriva una proposta concreta: 1.000 euro all’anno per ogni neonato, erogati in un fondo previdenziale, almeno fino all’età lavorativa.

Oltre al contributo statale si possono poi aggiungere i versamenti dei familiari per rafforzare ancora di più la posizione previdenziale.

Per l’applicazione della misura, stima l’INPS, servirebbero 355 milioni di euro l’anno.

1.000 euro all’anno per i nuovi nati: la proposta INPS per la pensione futura

Con la Manovra 2027 il governo intende proseguire il cammino già intrapreso con quella del 2026 per potenziare il pilastro della previdenza complementare. Tra le ipotesi in campo ce n’è una discussa da tempo ma su cui ora si comincia a trovare una quadra. Si tratta della possibilità di istituire un cassetto previdenziale per ogni bambino nato in Italia dove lo Stato verserebbe un contributo annuale che maturerebbe nel tempo, potenziando la situazione previdenziale della persona.

Una proposta di cui si parla già dallo scorso anno e in merito alla quale la Ministra del Lavoro, Marina Calderone, ha ribadito l’interesse del Governo che “la sta valutando”.

Ad entrare più nel merito è stato l’INPS, con il Presidente Gabriele Fava che, all’evento della Lega “A tua difesa”, ha fornito anche alcuni numeri per l’attuazione di una proposta concreta.

1.000 euro all’anno, dalla nascita, per ogni nuovo nato versato in un fondo previdenziale fino all’età lavorativa. Non sarebbe un bonus che si esaurisce alla nascita come il bonus novi nati, ha spiegato Fava, ma di un impegno che lo Stato rinnoverebbe ogni anno garantendo un contributo capitalizzato per anni, fino alla pensione.

Numeri alla mano l’investimento sarebbe importante ma non impossibile. Secondo i calcoli INPS la spesa si aggira sui 355 milioni di euro annui. “Parliamo di nuovi nati attorno ai 355.000” ha precisato Fava, “Quindi parliamo di una spesa attorno ai 355 milioni di euro”.

“Per lo Stato è una cifra piccola ma per chi la riceve è enorme, perché è la differenza tra una pensione dignitosa e una pensione povera domani. 40 anni di capitalizzazione è un vantaggio esponenziale che chi inizia a 20 anni non avrà mai.”

L’INPS ha lanciato la proposta, ora starà al Governo valutarne l’effettiva fattibilità. Le complessità di gestione non sarebbero poche, senza contare che molti obiettano riguardo l’efficacia di una simile misura nel contrastare l’inverno demografico in cui si trova il Paese.

Oltre ai costi per la messa in atto andrebbe valutato attentamente anche l’impatto sulla popolazione. Sebbene i 1.000 euro annui dovrebbero riuscire anche da soli a garantire dei ritorni importanti negli anni, è dai versamenti aggiuntivi della famiglia che può derivare il vero vantaggio del fondo previdenziale a capitalizzazione sul lungo periodo: maggiori sono i fondi investiti, maggiore potrà essere la somma maturata al momento della pensione. In un sistema del genere va da sé che a trarne maggiore vantaggio sarebbero i figli nati in famiglie benestanti.

La questione di fondo, come spesso accade in questi casi, e a maggior ragione per il 2027 dove la Manovra (tra l’altro anche elettorale) si preannuncia ricca anche per quel che riguarda il capitolo previdenza, molto dipenderà dalle effettive risorse a disposizione per mettere in atto la proposta.

Sulla questione risorse Fava ha concluso il suo intervento con un interrogativo: “Forse la domanda non è quanto costa, la domanda reale è quanto ci costerà domani non aver investito abbastanza sui nostri figli”.

Fondo pensione per i nuovi nati: come funzionerebbe la proposta dell’INPS

La proposta avanzata dall’INPS non è una una novità assoluta: un sistema simile è stato introdotto recentemente in Trentino Alto Adige ed è già realtà in altri Paesi UE come la Germania.

In pratica alla nascita del bambino o della bambina viene assegnato un fondo pensione dove lo Stato verserebbe un contributo annuale, in questo caso da 1.000 euro come proposto dall’INPS, fino all’entrata nel mondo del lavoro. Il Fondo poi potrebbe essere ulteriormente arricchito con i versamenti dei familiari e, poi, con i contributi versati dal bambino ormai adulto e lavoratore.

Dopo anni di capitalizzazione il risultato sarebbe una corposa rendita da affiancare all’assegno pensionistico ordinario, così da garantire una pensione dignitosa.

Se sul contributo di 1.000 euro restano dei dubbi, legati in particolare alla spesa annuale elevata (che crescerebbe nel tempo se effettivamente si dovesse raggiungere l’obiettivo di incrementare le nascite), la soluzione potrebbe essere quella di limitare la somma destinata ai nuovi nati, con l’effetto però di ridurre l’efficacia della misura. Ma questo sarà un aspetto di cui si discuterà in fase di stesura della legge di Bilancio, se effettivamente la proposta troverà spazio nel testo.